24 giugno 2001.

"Ehy tu! Bambina!" Sentì urlare.

La ragazzina si girò. Davanti a lei c'era il suo nuovo vicino di casa.
Di lui non sapeva molto, quasi nulla a dir la verità.
Sapeva soltanto che si era trasferito un giorno prima, insieme alla sua famiglia, nella casa accanto alla sua.

'Chissà da quale posto lontanissimo viene' pensò la bambina.

In realtà, la città natale del bambino non era poi così lontana. O almeno, non così lontana come pensava lei.

"Come ti chiami?" continuò il bambino, avvicinandosi a lei.

È carina, pensava, anche se sembra arrabbiata.

In effetti, la piccola aveva un piccolo broncio sulle labbra rosee e gli occhi azzurri lanciavano occhiatacce al ragazzino, neanche fosse un alieno.
I capelli biondi erano legati in una piccola coda, il naso era molto piccolo e leggermente all'insù.

"Non voglio giocare con te." sottolineò la bambina. "Solo qualche giorno fa un maschio cattivo ha tagliato i capelli alla mia bambola preferita! Odio i maschi, li odio, li odio, li odio!"

Il bambino dai capelli corvini scoppiò a ridere, facendo aggrottare le sopracciglia della piccola. "Ma io non voglio tagliare i capelli alle tue bambole, neanche mi piacciono. Io mi chiamo Alex."

"Io non ti ho chiesto come ti chiami" ribatté la bambina, tornando così a giocare con la sua bambola, ormai senza capelli.

"Però io si." Alex incrociò le braccia, come soddisfatto. Andò a sedersi sull'erba, accanto alla sua nuova vicina di casa.

"Chi ti ha detto di entrare nel mio giardino?" chiese lei, leggermente arrabbiata.

Alex aveva oltrepassato il piccolo cancello senza chiedere nulla a nessuno. Non aveva mai chiesto il permesso per queste cose.
Pensava fosse normale che un bambino volesse giocare con una bambina.

"Voglio giocare con te" spiegò. "Non ho nessun amico, ancora."

"E chi ti ha detto che sono tua amica, io?" continuò la bambina.

"Non faccio male alla tua bambola, davvero" disse Alex.

"Tanto ormai è già pelata, proprio come mio zio Carl. Sembra un maschio? Non voglio che sembri come voi scemi."

"Noi non siamo scemi."

"Oh, invece si. Posso farti una domanda?"

"Non hai ancora risposto alla mia. Come ti chiami?"

"Non te lo dico"

"E io non risponderò alla tua."

La bionda sbuffò. Eppure voleva sapere da dove veniva quel bambino. Forse da qualche bel posto, come quello nelle storie che le raccontava la mamma prima di andare a dormire.

"Quanti anni hai? Almeno a questa, puoi rispondere?" chiese Alex.

La bimba allungò la mano, mostrandogli tre dita. Proprio come suo padre gli aveva insegnato.

"Che bello! Io pure!" esultò lui. "Dai, dimmi come ti chiami."

"Solo se tu mi dici da dove vieni." Cercò di contrattare la bambina.

"Io vengo da vicino Brunswick, così mi dice mia mamma" rispose subito il bambino. "E ora dimmi come ti chiami oppure lo chiedo alla tua mamma."

"Io sono Hayley" rispose lei, esausta di quella domanda.

"Eileen?" ripeté lui.

"Hayley!" esclamò la bambina, evidenziando il fatto che non c'era nessuna 'n' alla fine del suo nome.

"Che nome strano" commentò Alex, grattandosi la testa.

"E il tuo fa schifo" replicò subito Hayley, odiava quando glielo dicevano, per lei erano i maschi ad essere strani.

"Scherzavo." Alex scoppiò a ridere, mentre lei rimase seria.

"Io no" disse, infatti.

"Allora, posso giocare con te o no?" chiese lui. "E poi il mio nome è bellissimo."

Hayley sbuffò di nuovo. "E va bene. Vai a prendere anche i tuoi giocattoli e io prendo le altre bambole. Ma se tagli i capelli anche solo ad una... io ti taglio in due!"

Alex continuò a ridere, divertito da quella ragazzina. Si alzò per andare a prendere alcuni dei suoi giocattoli, per poi tornare di nuovo fuori. E Hayley fece lo stesso.

La sera, dopo che sua mamma le aveva dato il bacio della buonanotte, non vedeva l'ora di giocare di nuovo con lui.

14 giugno 2003.

"Alex, vieni a fare una foto con Hay" lo richiamò sua madre.
Alex corse nel salone della sua migliore amica, che finalmente compiva cinque anni.

Lui li aveva già compiuti qualche mese prima.

Hayley si aggiustò il vestitino rosa a fiori, pronta per fare una foto con il suo migliore amico.

"Sbrigati" gli disse, quando lo vede entrare.
Alex si precipitò accanto a lei e le cinse il fianco con un braccio. Non sapeva perché i grandi lo facevano spesso, ma al suo ultimo compleanno suo cugino lo aveva fatto con la sua fidanzata.

Il flash partì, facendo sbattere un po' gli occhi ai due bambini. Nonostante ciò, la foto era uscita bene.

"Ehy questo è il mio regalo" disse Alex, porgendo alla bambina un piccolo pacchetto.

"Grazie mille" rispose subito Hayley, con un enorme sorriso sul volto.

"Sei la mia migliore amica" ammise Alex. "Ti voglio bene."

"Anche io, a volte" si affrettò a dire Hayley, poi lo abbracciò. "Amici per sempre!"

"Per sempre" confermò il bambino accanto.

//spazio autrice.
È un piccolo prologo, giusto per farvi capire l'amicizia che prima c'era tra i due e il piccolo "patto" d'amicizia, perciò non fermatevi qui.
Non so da dove sia spuntata fuori questa storia, ma c'è molto di me qui dentro, la voglia di cambiare, di migliorare.
Spero che Stitches vi piaccia.❤
- Martina.❤

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