Capitolo 15

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Mi svegliai di colpo quando iniziai ad avere un'attacco di panico, non riuscivo più a respirare e sudavo freddo.

Taylor sentii che mi alzai di colpo e si spaventò, mi prese con la sua mano destra la mia mano appoggiata sul letto e con la mano sinistra me la mise sulla mia guancia e mi disse "vado a chiamare Bethany lei saprà come aiutarti"

Mentre la stanza era vuota ed ero rimasto da solo, tutta la mia vita mi stava passando davanti e non era lo scaffale di fotografie che mi cadeva in parte.

Taylor con un colpo di spalla spalancò la porta ed alla velocità della luce entrò Bethany e disse con il fiato affannoso "Mattia guardami" mi prese il viso con le sue mani e mi fece guardare lei e Taylor "Mattia calmati vedrai che andrà tutto bene, io sono qui, Taylor è qui, ma soprattutto noi siamo qui".

Ad un tratto il respiro iniziò ad andare regolarmente e non stavo più sudando, tutto si era calmato mi buttai a capofitto con la schiena sul letto, mentre ero sdraiato e ancora sconvolto da quello che mi era successo prima squillò il telefono.

Dissi a Bethany e Taylor "è mia madre che vorrà dirmi"

Taylor mi disse "rispondigli magari è una cosa importante."

con il pollice sbloccai il telefono per rispondere alla chiamata "Ciao mamma perché mi hai chiamato?"

lei mi rispose "Amore io e i genitori di Taylor torniamo dall'Italia per qualche giorno sarà meglio per te che ci sia tutto in ordine."

io gli risposi "certamente mamma al vostro arrivo sarà tutto pulito."

per sbaglio cadde la linea.

Bethany mi disse "Allora che ti hanno detto?"

io risposi mentre stavo quasi per piangere "Hanno detto che loro e i genitori di Taylor tornano per qualche giorno."

Taylor mi disse "oddio che bello non vedo l'ora di vederli... perché è un bene vero?"

io risposi con gli occhi lucidi "non è un bene i miei non sanno che sono gay e non sanno che sei il mio ragazzo, sanno solo che sei il mio migliore amico."

Taylor e Bethany in coro risposero "tranquillo capiranno vedrai."

io piangendo balbettai "no, loro non lo accetteranno mai non sapete come sono fatti i miei genitori, sono indietro di qualche secolo, pensate solo che quando ero piccolo ruppi il mio unico pallone e mi misero in casa a pensare sul male che gli avevo fatto a quel fottuto pallone, so già che mi porteranno con loro in Italia ne sono sicuro."

per confortarmi Taylor e Bethany mi abbracciarono "Tranquillo nessuno ti porterà via da noi e poi hai anche un lavoro qui... vedrai che non distruggeranno il tuo sogno."

Finito l'orario scolastico mi misi in marcia assieme a Taylor e Bethany per tornare a casa prima che i miei genitori e i genitori di Taylor arrivarono in aeroporto per poi andarli a prenderli e portarli a casa.

arrivò un messaggio sia a Taylor che a me, avevo già intuito che erano i nostri genitori che ci chiedevano di venirli a prendere.

Velocemente ci preparammo per andarli a prendere Bethany veniva nella mia stessa macchina e Taylor andava con la sua, mentre guidavo parlavo con Bethany e gli continuavo a ripete "Bethany andrò in Italia con loro non voglio lasciarvi."

Bethany quasi incazzata rispose "fidati di me non andrai in Italia e poi hai un lavoro qui, sei anche famoso... fidati non te ne andrai."

Arrivati in aeroporto trovammo i nostri genitori ad aspettarci con in mano un palloncino tutto colorato con scritto "Non ci date il benvenuto?"

The bandana boy //Taylor Caniff//Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora