•capitolo 63

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POV. NATE
Ero incerto se entrare o no in quel ristorante. Blake mi aveva convinto,o meglio mi aveva assillato e ordinato di andare a parlare con mia mamma.
Non so perchè ci teneva a tanto,ma da una parte aveva anche ragione: dovevo chiarire con lei questa cosa. Ma io ero sicuro,e lo sono tutt'ora che la la colpa è solo sua,solo dannatamente sua.
Vabbhe a mali estremi estremi rimedi. Posso sempre andare via con una scusa se le cose si mettono male,certo dovrò finirla di scappare dai miei problemi prima o poi.
Entrai deciso e cercai mia madre con gli occhi. L'adocchiai a un tavolo in fondo alla ristorante.
Camminai verso di lei,ma nella mia testa c'era più di un pensiero che mi diceva di andare via. No Nate non scappare,in fondo non sei tu quello in torto!!
"Ciao mamma." dissi senza lasciar trasparire nulla.
"Ciao Nate." mi salutò lasciandomi un bacio sulla guancia.
Mi sedetti di fronte a lei. Iniziammo a sfogliare il menù e si creò un silenzio,a dir poco imbarazzante. Credo che se ne sia accorta di questo mio invito a pranzo e penso anche si sia un po' insospettita,anche perchè non invito mai mia madre a pranzo. Come biasimarla se a dubitato di qualcosa.
"Nate,non prendiamoci in giro. So perchè mi hai invitato a pranzo,ti conosco troppo bene,sono pur sempre tua mamma e tu mio figlio!!" affermò abbastanza irritata.
Cazzo,mi ha spaziato,non conoscevo questo lato di mia madre. Così aggressivo e determinato,adesso capisco tante cose del mio carattere.
"Allora non pensi che tu mi debba delle spiegazioni!?" sputai freddo come non mai.
"Si,hai ragione. So che quando mi ha visto baciare con quell'uomo e subito dopo il divorzio con tuo padre,tu hai dato la colpa me..." fece una breve pausa per trovare le parole e poi riprese a parlare. "Ma sappi,che la colpa era anche di tuo padre. Le cose tra me e lui,non andavano bene già da un po'... litigavamo sempre e sospettavo che tuo padre aveva un'altra..." Gli occhi ormai gli erano lucidi,da li a poco sarebbe scoppiata a piangere,me lo sentivo. Cercavo di assumere un'espressione impassibile,ma dentro mi sentivo strano,non so come,ma mi sentivo dispiaciuto.
Mi guardò negli occhi,come se voleva che in questo momento tutta la mia completa attenzione fosse su di le,che però io le avevo già rivolto tutta la mia attenzione all'inizio del discorso.
"Avevo assunto un detective e lui mi aveva confermato tutti i miei sospetti. Ero distrutta e così sono andata a consolarmi con Giorgio. C'è stato solo un bacio e... se tu avessi spiato meglio avresti visto che io poi me ne sono andata. Perchè io tuo padre lo amavo e lo amo tutt'ora... Tu avevi solo 14 anni,non potevi capire ancora certe cose. Ti chiedo scusa,mi dispiace,davvero tanto." Le lacrime le rigarono il volto e lei cercò di asciugarsele con un fazzoletto.
Che grandissimo coglione che sono!!
"Quindi la colpa è solo di papà!?" dissi acido. Strinsi i pugni e serrai la mascella e sulle labbra si formò una linea dura.
"No,amore mio. È colpa di entrambi,ma stando insieme facevamo male a noi stessi e soprattutto a te. Non ci sembra corretto farti crescere in mezzo a tante bugie,farti credere la famiglia felice che non eravamo,sarebbe stato veramente pessimo da parte nostra. Ti giuro che mi dispiace moltissimo per tutta la sofferenza che ti abbiamo causato in tutti questi anni." mormorò.
Che coglione,Dio sono un emerito coglione. Ragiono sempre con il culo invece che con la testa. Per tutti questi anni ho visto mia madre come la stronza che ha messo fine alla mia infanzia,facendoli divorziare,quando invece è nato tutto da mio padre. Anzi diciamo che la colpa è di entrambi,sono tutti e due degli stupidi.
Mi sento una merda,sono una merda. Non potrò mai chiedergli scusa abbastanza,in tutti questi anni l'avevo allontanata completamente da me.
Sono un fottuto coglione. Salto sempre alle conclusioni sbagliate!!
Non so nemmeno che cazzo dire ora,vorrei solo sprofondare in un abisso.
In quel momento mi passano in testa tutte le volte che mia madre ha potuto o meglio ha cercato di creare un rapporto con me e io come un'idiota la respingevo sempre in modo brusco e maleducato. E lei faceva sempre finta di niente,all'apparenza,cercava di andare avanti,ma dentro moriva. Perchè un figlio è legato di più a sua madre,piuttosto che a suo padre.
Lei mi ha tenuto in pancia nove mesi,mi ha sentito crescere dentro di se... i sensi di colpa mi stanno lacerando.
"M-mamma i-io... mi dispiace." sussurro tenendo lo sguardo basso.
Non ho saputo dire nient'altro solo un misero mi dispiace.
Con quel poco coraggio che mi resta alzo lo sguardo e vedo un sorriso debole sul viso di mia mamma.
"Quel mi dispiace,vale più di ogni altra cosa figlio mio." mormora.
'Figlio mio' sono sempre figlio suo e lei resterà sempre mia mamma,sempre e solo la mia mamma.
"Mamma.." mi alzo di scatto e corro ad abbracciarla. Me ne sbatto il cazzo di quello che possono pensare la gente intorno a noi,che vadano a farsi fottere.
"Sono una testa di cazzo mamma lo so,nom riuscirei mai a chiederti scusa abbastanza." dico stringendola forte a me.
"Sei un ragazzo d'oro... ricorda solo che io ti vorrò sempre bene,qualsiasi cosa accada." sussurra. 
Sento una lacrima amara che mi scende giù e in fretta me l'asciugo con le nocche della mano.
"Ti prometto che recupereremo il tempo perduto." dico stringendogli le mani e baciandogliele.
"Ne sono sicura tesoro mio." dice sciogliendo una mano dalla mia e mi accarezza una guancia con le nocche.
"Dai ora ordiniamo che  ho una fame!" esclama con un sorriso.
Torno al mio posto. Mentre scruta con attenzione il menù,la osservo.
È così una cara donna mia madre e io me ne sono reso conto solo ora. Mi dispiace troppo per il dolore che io e quella mezza sega di mio padre le abbiamo causato. Ha passato troppi momenti bui è giusto che veda un po' di luce. Ma io mi farò perdonare,la farò diventare la mia regina!! Perchè si sa la mamma è sempre la mamma...

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