XX. La prima

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Adam allunga le mani, non so cosa voglia, non mi fido più, non so perché ma le allungo anch'io verso di lui e lo lascio fare, lo lascio prendere le mie mani, stringermele, e disegnare dei cerchi con il pollice dando l'impressione nel modo in cui lo fa che stia aspettando questo momento da tanto.
Sto per toglierle talmente sono in preda dall'ansia, ma lui dolcemente me le stringe ancora più forte trattenendomi.
Per un secondo lo guardo negl'occhi, ma non ce la faccio a sopportare il suo sguardo e allora lo riabbasso; mi guardo le scarpe, guardo le nostre mani così unite.
Lui mi alza il mento con le dita, sono costretta a guardarlo dritto nelle pupille e nelle sue iridi azzurro intenso che ancora mi rendono perplessa e confusa per quanto un essere malvagio sia dotato di codesto colore. Vengo catturata nel suo sguardo a cui io non posso sfuggire, con indice e pollice continua a tenermi il mento alto verso di lui, verso il suo volto,non dice niente ma facendolo è come se mi stesse dicendo tutto.
Si avvicina chinandosi lentamente, data la differenza di statura, ed accorciando la distanza fra i nostri volti, e facendo questo non posso fare a meno di dimenarmi, le gambe mi iniziano tremare, le braccia mi rabbrividiscono tutte, il corpo mi si scalda in un secondo, il cuore mi batte all'impazzata, la mia mente mi parte e viaggia da tutte le parti.
Si blocca quando i nasi si sfiorano, mi sono irrigidita subito, tocca fuggevolmente con naso e bocca la mia pelle e giungendo alla testa, mi da un bacio sulla fronte.
È come se tutto si fosse fermato, la festa, il tempo, l'aria, la pioggia, il mio respiro ed il mio battito cardiaco.
Mi ha dato un bacio delicato, leggero, che svanisce insieme alle sue carnose labbra non appena Melody mi chiama.

"Ally che ci fai lì? Fa troppo freddo ed ha iniziato pure a piovere, non te ne sei accorta?"
Vicino a me non c'è più nessuno, corro per rientrare sfuggendo dalla pioggia passando fra una goccia e l'altra.
"Che ci facevi lì scusa? Tutto a posto?" mi chiede Melody impensierita.
"Non t'intimorire, sto bene. Le altre?" do la risposta con assoluta facilità perché non voglio aggiungere preoccupazioni inutili.
"Milly si è addormentata e non sappiamo proprio come svegliarla, Shelly ha gli occhi stanchi e noi tutte pensavamo di tornare a casa siccome è già tardi". Annuisco, mi porta insieme al resto del gruppo e noto che stanno in tutti i modi cercando di svegliare Milly che a discapito loro ha un sonno pesantissimo.
Dopo svariati tentativi, mi offro per portarla io in braccio, le altre insistono di no, ma io, essendo ancora più testarda, "vinco" e mi ritrovo il suo paccioccoso corpicino nelle braccia.

Arrivate a casetta entro nella camera di Milly che è comunicante con quella di Shelly, non l'avevo mai vista. Facendo il più attenzione possibile la infilo sotto le coperte e lenzuola, riboccandogliele dopo. Le do un bacino sulla fronte e per par condicio anche a Shelly, intanto penso a quello che ho ricevuto io stasera e mi ritrovo a sospirare ed a portarmi questo pensiero nel mio sogno.

I primi raggi di luce penetrano dal lucernario, iniziando a scaldare l'atmosfera ed a dare il buongiorno. Apro il mio bozzolo di piumone e sto ancora nel letto per un po' per incoraggiarmi ad alzarmi.
Apro le ante dell'armadio, pochi giorni fa, prima del giorno in cui mi hanno comprato il vestito per la festa, ieri, mi hanno anche riempito il guardaroba, sono state troppo gentili, mi sono sentita in soggezione.
Mi metto un paio di jens chiari ed una camicetta in tulle a pois, delle scarpe rosso fuoco che spicca.
Mi vado a lavare i capelli, quando esco dal bagno le fate, essendo lunedì mi dicono che hanno commissioni da fare e le più piccole vanno a scuola perciò posso scegliere se andare con loro o riposarmi a casa, devo solo decidere. Non sapevo di tutti questi impegni così comuni, ed in realtà, non so proprio niente delle fate.
"Fa come se fosse casa tua, sei una sorella per noi Ally" mi dice salutandomi con un abbraccio Emily.
Sento la porta chiudersi.

Torno in camera, mi siedo sullo sgabellino e avendo di fronte a me il mio riflesso mi inizio a pettinare i capelli ed inizio ad asciugarmeli, cadono giù dritti come spaghetti.
Non riesco nemmeno a finire di passare il phon che sento dei rumori bruschi, esco sul balcone a forma di mezza luna con i capelli ancora umidi, le piante rampicanti hanno meno neve del solito siccome ieri la pioggia ne ha diluita tanta e controllo che tutto sia a posto.
Non vedo niente e nessuno, finché un ragazzo incappucciato si scosta da sotto il balcone, lo riconosco subito.
Ha in mano dei sassolini e mi viene da ridere, così, guardandolo dall' alto verso il basso incomincio a recitare
"Oh mio Romeo, perché sei tu Romeo!" e scoppio subito a ridere. Lui ha nascosto un sorriso beffardo e non posso far altro che andare ad ammirarlo da più vicino.
"Mia cara Giulietta, io la amo, possono due mondi dividere due cuori?" risponde lui non appena mi presento davanti.
"In realtà non fa così!" lo rimprovero fra le risa.
"Beh, nel nostro caso dovrebbe" e uscito ciò dalla sua bocca mi blocco, chissà se dice sul serio...

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