La felicità di entrambi

3.9K 313 69

Levi tornò nel salone con indosso una camicia nera e dei jeans attillati dello stesso colore che, con gioia di Eren, gli mettevano in risalto il sedere sodo.
"Bhe? Come sto?"
"Ecco... stai... stai..."
Stai benissimo, avrebbe voluto dire, ma le parole gli erano rimaste bloccate in gola.
Lei si trovò a sorridere di nuovo.
"Andiamo va" disse poi, tenendo aperta la porta di casa per far passare l'altro.
"Allora, dove mi porti?"
"Lasci le redini a me?" fece Eren, un po' spaesato; si era sempre figurato il moro come il tipo dominante della situazione.
"Sei stato tu a chiedermi di uscire, no?" gli rispose il maggiore.
"Sì... Ti va bene al parco divertimenti?"
"Sei proprio un moccioso..." lo prese in giro Levi, ma comunque lo seguì sorridendo.
Non ricordava di aver mai sorriso tanto in una singola giornata...
Al parco divertimenti i due si fecero almeno un giro su ogni giostra, anche su quelle acquatiche, tanto da trovarsi fracichi più di quanto non volessero; le montagne russe furono un vero spasso, ed Eren si trovò con le lacrime agli occhi a furia di urlare.
Dopo quelle decisero di prendersi una pausa per mangiare un panino e un gelato, e quando Eren si fece i baffi di cioccolato con quest'ultimo il moro non si fece scappare l'occasione per passargli un dito sulle labbra e pulirle, il tutto in maniera abbastanza sensuale da fare arrossire Eren come una femminuccia.
Il castano stava per proporre di tornare a casa a quel punto, ma Levi aveva notato un posto dove non erano ancora andati.
"Non ci vado là dentro!" affermò Eren quando vide che si trattava della Casa degli Orrori.
"Oh, sì che ci vieni" ribbattè Levi, e lo afferrò per il colletto della maglia trascinandolo di peso verso la costruzione, incurante di tutte le sue suppliche di lasciarlo andare.
Una volta che furono dentro, Levi rise tanto da doversi tenere la pancia con le mani: Eren che se la faceva addosso dalla paura era una comica vera e propria... Verso la fine del giro il poveretto era talmente terrorizzato che gli si era ancorato al braccio come un polipo.
Però manca ancora la ciliegina sulla torta, pensò il moro, con un sorrisetto maligno che nessuno vide per via dell'illuminazione scarsa.
Aspettò il momento in cui Eren si distrasse, poi si districò piano dalla sua presa e si allontanò.
Quando Eren se ne accorse andò in panico come pochi.
"Levi?! Levi dove sei? Leviii?!"
Qualcuno gli artigliò i fianchi imitando il verso di un mostro.
Eren fece un salto per aria, urlando come una donnicciola, e quando si voltò si trovò a guardare il suo ragazzo piegato in due dalle risate.
"Stronzo!" gli gridò spingendolo via.
Nonostante questo, anche lui rideva ora che lo spavento era passato.
Tornarono verso la casa di Eren che era sera. Il castano stava per andare verso la porta, ma Levi lo prese per il braccio e lo trascinò verso un vicolo.
"Ma che..."
Le labbra di Levi furono sulle sue, la lingua nella sua bocca, le braccia attorno all sua vita. Sembrava volergli togliere il fiato... Eren gli artigliò la camicia all'altezza del petto, rispondendo al bacio.
"Sono stato bene oggi" sussurrò Levi all'orecchio dell'altro.
"Davvero...?"
"Sì. Non mi ricordo l'ultima volta che sono stato così facile"
Eren distolse lo sguardo, sembrò ponderare le parole, poi assunse un'espressione cucciolosa e fece la richiesta più effeminati che un ragazzo potesse fare: "Mi dai il bacio della buonanotte?"
Levi lo baciò di nuovo, più dolcemente di prima: "Sogni d'oro cucciolo" disse prima di lasciargli un biglietto col proprio numero scritto sopra e andarsene.
Eren restò a salutare con la mano la sua figura girata di spalle per almeno dieci minuti, con un sorriso ebete stampato in faccia, che non lo abbandonò nemmeno una volta che fu entrato in casa.
"È andato tutto bene con Levi?" gli chiese la madre.
"Sì..." rispose lui con espressione trasognata. "Ci siamo messi insieme..." aggiunse poi quasi senza riflettere.
La donna sorrise: aveva capito molto prima quali erano le inclinazioni sessuali del figlio... ma infondo le bastava vederlo felice, non importa se con una donna o con un uomo.
"Sono tanto contenta per te, tesoro..." gli disse accarezzandogli i capelli.
"Anche io sono felice mamma"
Eren se ne andò in camera saltellando come una ragazza che stesse affrontando la sua prima cotta.
No, è più di una cotta... Sono innamorato di Levi!
Sognò di loro due assieme, quella notte... E Levi fece lo stesso.

Così diversi, eppure così similiLeggi questa storia gratuitamente!