•capitolo 56

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POV. BLAKE
La mia mente era invasa dai pensieri,o meglio da un pensiero.Nate.
Oggi era il giorno,che avevo aspettato e temuto con ansia. L'intervento. Oggi Nate si sarebbe operato.
I sensi di colpa mi stavano divorando,avevo agito d'impulso quella sera. Me ne ero andata,che stupida che sono stata!!
Guardai l'orologio erano le 6:30,chissà se era già in ospedale. Mi sentivo uno schifo.
In questi due giorni,non avevo fatto altro che pensare a quella dannata litigata.
Avrei dovuto stargli vicino,aiutarlo,non lasciarlo mai invece per una cazzata ci siamo allontanati del tutto. Però non potevo lasciarlo così,ad affrontare tutto questo da solo. Sentivo che lo avevo deluso. Avrei dovuto capirlo,affrontare una cosa così è veramente dura. Non è giusto,perchè quando qualcosa deve andare bene,subito ci deve essere una cosa che distrugga la mia felicità!!
Non potevo però stare li così impalata a girarmi i pollici,anche se avevamo litigato sapevo che in fondo Nate ci teneva a me e ci sarebbe rimasto male se non fossi stata li con lui. E anche se vedendomi si sarebbe incazzato me ne sarei sbattuta,ma non sarei rimasta di certo qui sdraiata sul letto,mente il mio amore stava per affrontare una cosa così importante.
Misi le prime cose che trovai nell'armadio e non mi truccai nemmeno. Non avevo tempo.
Corsi fuori dall'Università e presi il primo taxi.
"Mi porti alla clinica S. Stefano,e faccia in fretta la prego!!" esclamai.
Il tassista annuì e partì senza battere ciglio.
Guardai l'orario sul telefono erano le 7,Nate si sarebbe operato alle 11. Notai un messaggio di qualche minuto fa.
<piccola,so che sei incazzata,ma ti prego ho bisogno di te in questo momento! Scusami,amore>
Un messaggio di Nate.
Gli occhi mi si riempirono di lacrime,aveva bisogno di me. Sono stata una stronza...
Non voglio vederlo soffrire,mi si stringe il cuore. Saperlo così debole e indifeso. Vorrei stare li con lui abbracciarlo per tutta la vita sussurrandogli all'orecchio che sarebbe andato tutto bene,che era solo un sogno,qualsiasi cosa pur di fargli comparire un sorriso. Mi sarei anche come un clown se sarebbe servito a strappargli quel sorriso meraviglioso che mandava a puttane il mio sistema nervoso,anzi direttamente tutto il mio corpo.
Improvvisamente udii un rumore lancinante e subito dopo la macchina si fermò.
Mi allarmai.
"Che cosa succede?"
"Abbiamo bucato una gomma!" esclamò l'autista.
Cosa???!!! Ma no cazzo!!
La sfiga oggi non poteva essere dalla mia parte,non poteva!!
"Che facciamo ora!!??"chiesi nervosa.
"Aspettiamo..." disse ovvio.
"MA IO NON POSSO ASPETTARE CAZZO!! IL MIO RAGAZZO HA BISOGNO DI ME E IO NON POSSO ASPETTARE UNA STUPIDA GOMMA!!!" urlai snervata.
"Mi scusi..." mormorai.
Guardai l'orario agitata erano 8. Cazzo ma quanto ci vuole a far arrivare uno stupido carro attrezzo.
"Scusi,ma dove è il carro attrezzi!!??" domandai ansiosa.
"E io che ne so!!" rispose seccato.
Se non la smetteva questo coglione,lo avrei preso a schiaffi.
Riguardai l'orario erano le 8:10.
"Scusi ma lei non può fare nulla!!" esclamai con poca gentilezza.
"No... dobbiamo aspettare il carro attrezzi... punto e basta." tagliò corto.
"Okay." dissi acida.
Ma che stronzo questo!!

Guardai l'orario,sarà stata la decina volta,erano le 9. Ma che cazzo era successo al carro attrezzi era stato rapito da zeus che galoppava su mucca!??!?! Giuro che l'avrei cambiata io la gomma se non era qui entro 20 secondi.
Un clacson mi fece sussultare,mi voltai e vidi il tipo del carro attrezzi scendere.
Alla buon'ora,stavo per mettere le radici.
Il tipo cambiò la gomma e pochi minuti dopo partimmo,finalmente!!
Imboccammo la strada per arrivare alla clinica.
Guardai fuori dal finestrino e riconobbi la strada. Mancava poco.
Il tassista frenò bruscamente,tutto ad un tratto e io per poco non andavo a finire contro il sedile davanti a me.
"E ora che succede!!" imprecai esasperata.
"Credo ci sia stato un'incidente e siamo bloccati nel traffico." disse lui alzandosi di poco dal sedile per controllare bene ciò che succedeva più avanti.
MA PORCA MERDA!!
Evidentemente qualcuno da lassù oggi mi voleva male.
Guardai l'orario 9:40.
Ma dai,non ce l'avrei mai fatta ad arrivare.
Sembrava così lontano Nate in quel momento,ma allo stesso tempo vicino. Dovevo essere li con lui adesso,invece dove ero bloccata nel traffico.
Passò una buona mezz'ora e ancora niente. Ma daii!!!
Cazzo rispetto chi ha avuto un'incidente,ma io ora ho un problema.
Mi passai una mano nei capelli frustrata,non ce la posso fare.
Controllai di nuovo l'orario erano le 10:15.
Non potevo aspettare il traffico,non avevo tempo!! Mi serviva più tempo!!
Lasciai €50 al tassista e aprii con un gesto veloce la portiera.
Presi a correre come una disperata fra le varie auto e le urla degli automobilisti,ma personalmente in quel momento me ne fregava poco o niente.
Arrivai alla clinica e mi precipitai alla reception.
"Cerco Nate Crawford!" esclamai con l'affanno.
"Sta per essere portato in sala operatoria. Piano 2. Stanza 24." rispose la donna.
"Grazie."
Corsi su per le scale,non avevo tempo per l'ascensore.
Arrivai nella stanza 24 e non c'era nessuno.
"Blake." esclamò una voce alle mie spalle.
"Claire,Nate?"
"Lo stanno portando ad operare di la." disse indicandomi la direzione.
"Grazie."
Corsi e intanto cercavo con lo sguardo Nate,dove cazzo eri amore mio??
"E se non mi risveglio più!!" disse una voce.
Amore mio sto arrivando.
"Amore..." dissi con un filo di voce.
Nate alzò lo sguardo e quando incrociò il mio sguardo,non resistetti più e scoppiai a piangere.
Mi scaraventai tra le sue braccia e lo strinsi forte a me,non l'avrei lasciato mai più.
Non riuscivo a dire una parola,sentivo solo le lacrime che mi rigavano il viso.
"Non lasciarmi più... ti prego." sussurrò mentre sentii le sue lacrime sulla mia spalla.
"No amore mio no." mormorai.
Mio Dio. Faceva male,faceva troppo male.
Come poteva sopportare tutto questo?? Se la portava dietro da tutta la vita,era da ammirare un ragazzo del genere.
Aveva una forza dentro di se,che a stento potevo immaginare e che poche persone avevano.
Non volevo staccarmi da lui,era l'unica persona speciale,era unica.
Gli sussurrai parole dolci,per rassicurarlo.
Questa era solo una sfida e io e lui l'avremmo affrontata insieme,solo io e lui. Noi eravamo il per sempre,lui era il mio per sempre.
Quanto avrei voluto che tutto queste fosse solo un incubo,dove bastava un pizzicotto per farlo passare.
Stavo per lasciargli un bacio sulle labbra...
"Dobbiamo andare ora." ci interruppe il medico.
A malincuore mi staccai.
"Ti conviene non fare scherzi..." dissi sorridendo.
"Si,perchè mi devi un bacio,quindi ho una buona ragione per non morire." mi sorrise lui.
Si allontanarono da me fino ad entrare in una sala.
Strinsi in pugno la collana che mi aveva regalato e pregai Dio perchè gli stesse accanto in questo momento.

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