XVIV. La sorpresa

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In questo istante scorrono attimi di quiete.
Non avevo mai pensato ai miei genitori prima d'ora, quelli naturali intendo. Ho sempre avuto il pensiero fisso che Shaila e Jhon fossero i miei genitori ed infatti è come se lo fossero e da quando Jase mi ha rivelato di essere stata adottata, non ho mai lasciato un pensiero a loro.
Da piccola non mi è mai mancato niente: l'affetto, i giochi, le favole della buonanotte. Non avrei mai pensato che mi mancavano i genitori.

Le afferro la mano con una stretta per rassicurarla, una forza che non avevo mai avuto prima.
"Andiamo a casa" le dico fissando i suoi grandi occhi con le occhiaie. Lei si alza trascinata dal mio avambraccio.
Ci abbracciamo, lei appoggia la testa sulla mia spalla lasciando uscire dal suo occhio destro un' ultima lacrima, una lacrima di sfogo.
"Scusa" bisbiglia senza forze.
"Non devi scusarti, hai ragione tu!".
Si asciuga definitivamente le lacrime e s'incammina. Prima che usciamo dal cimitero mi confessa "Io sono arrabbiata con lei" ed io allora le rispondo stranita "Perché mai dovresti esserlo?" lei continua "Ci ha lasciate, sole ed indifese. Prima che lei morisse abbiamo litigato perché lei non faceva altro che pensare a papà morto da poco, non si preoccupava più di nient'altro, nemmeno delle sue stesse figlie."
"È normale che tu te la sia presa per questo, non rimproverartelo" accarezzandole il braccio per rassicurarla.
"E invece sì, sto facendo lo stesso con le mie sorelle. Adesso capisco cosa intendeva quando diceva che era una tortura rimanere in vita quando hai perso la ragione per partecipare ad essa, adesso so cosa vuol dire sentirsi vuota".
Le afferro tutte e due le spalle con le mani "Melody, non dire una cosa del genere mai più, capito!? Se tua madre non è riuscita a prendersi cura di voi dopo la morte di tuo padre non vuol dire che non doveva farlo. Non darti la colpa, non scoraggiarti, devi essere forte"
Adesso mi sa che l'ho convinta abbastanza, sono davvero seria, come non mai.

Raggiungiamo Emily e sono in mezzo fra loro due che mi tengono sotto braccetto.
Quando ci siamo allontanate dal cimitero, tanto da non vederlo più, Emily inizia a sospirare tutt'ad un tratto.
"Stai pensando a quello che penso io?" Le domanda Melody.
"Credo proprio di sì! Non vedo l'ora che sia domani sera!" Dice con voce carica di entusiasmo.
"Che c'è domani sera?" Domando stuzzicata dalla curiosità.
"Sorpresa!" Urla Emily per non far svelare niente da Melody.
Subito Melody assume un'espressione soddisfatta, come se le fosse venuta in mente una cosa geniale.
"E va bene, vorrà dire che mi farò lacerare dall'incapacità di aspettare.."
"Vedrai, ti piacerà!" Dice entusiasta Emily.
"Così non mi aiuti affatto" ribatto io subito io, dicendo la prima cosa che mi è passata di mente.

Siamo arrivate a casa e prima di varcare la soglia della porta, mi guardo intorno ammirando il paesaggio, il posto, gli abitanti, la vita. Sono esterefatta da tutto ciò, vedo due bambini giocare divertiti nella piazza mentre i genitori si aiutano nel lavoro ed una volta finito di lavorare e di canticchiare per rendere più leggero il compito hanno un' espressione soddisfatta. Non credo ci sia niente di più bello della felicità.

Emily e Melody non sono rientrate a casa, mi hanno detto che avevano una commissione da fare e mi hanno detto di stare tranquilla.
Si spalanca la porta di colpo, davanti a me Shelly e Milly mi prendono un braccio uno per ciascuna e mi trascinano dentro con tanta fretta che non riesco a capire.
Giochiamo un pochino a rincorrerci e poi dicono che per il prossimo gioco mi devono bendare gli occhi. Così mi guidano al piano di sopra, facendo attenzione a come farmi salire le scale senza inciamparmi e finalmente arrivo a destinazione.
Entrano in camera Melody e Emily di fretta che riconosco solamente dopo che mi hanno rimosso la benda.

Spalanco gli occhi e finalmente vedo, vedo qualcosa di magnifico davanti a me, vedo un vestito bellissimo.
Shelly e Milly sono ad ammirarlo sul letto insieme a me, mentre Melody e Emily sono accanto alla porta appena accostata. Emily nota che nella fretta hanno dimenticato un dettaglio e così lo aggiusta.
"Te lo ha preso Melody per te, credo che sia un modo carino per chiederti scusa" mi inizia a spiegare Emily.
"È perfetto" le uniche parole che riesco a dire.
"Domani sera lo devi mettere, sei obbligata e niente domande!" Mi raccomanda Melody.

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