Capitolo 35

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Aprii lo sportello dell'auto quasi rompendolo e presi rapidamente in braccio mio figlio. Probabilmente non chiusi neanche lo sportello. Pericoloso? Dio santissimo stava per nascere il mio bambino.
Suonai al campanello ininterrottamente e mangiandomi le pellicine delle dita dal nervoso. Una piccola Anne con il viso pallido mi venne ad aprire.
-Dov'è Lusy?- chiesi lasciando immediatamente Tommy a terra.
-Ahhhhhh- sentii gridare dalla cucina.
-Di là- disse Anne tappandosi le orecchie.
Corsi in cucina e trovai la donna della mia vita poggiata al tavolino mentre si metteva i pantaloni.
-Piccola che stai facendo?- il suo sguardo incontrò il mio e riuscii a leggerci ansia ed eccitazione.
-Mi sto mettendo i pantaloni più leggeri, genio. Prima del parto dovrò mettermi un orrendo camice. - disse con voce roca e per poco non scoppiai a ridere.
-Ma Lusy ci hai infilato solo una gamba...-
-Credi che non lo sappia? Sono troppo grossa.-
-Si ma li stai infilando sopra gli altri jeans-
Lei abbassò lo sguardo e sospirò.
-Ops...sono troppo nervosa-.
-Non preoccuparti Lusy io...oh no no no no no, non piangere bambina- dissi vedendole diventare gli occhi lucidi.
-Io sarò una madre orribile- disse singhiozzando.
La strinsi a me. -Sarai una stupenda mamma Lusy- dissi togliendole i pantaloni di troppo. -Sei solo agitata e il tuo buon senso sta andando in Cina-
-Davvero? -
-Si- affermai.
-Vi sembra il momento di fare conersazione? Possiamo andare in ospedale?- disse alterata Anne.
Oh, giusto.
Presi in braccio Lusy, che trattenne un urlo e mi incamminai verso la porta.
Anne prese per mano Tommy e chiuse la porta di casa seguendoci in silenzio.
Lasciai Lusy sul sedile accanto al mio.
Gridò e si tenne la pancia tra le mani aperte.
-Non preoccuparti piccola, tra poco siamo in ospedale-
Mi guardò con gli occhi socchiusi.
-Accendi questo schifo di macchina e andiamo in quel diamine di ospedale, ho bisogno di fare uscire questa cosa.-
Okay, un demone aveva preso il posto della mia Lusy. -PARTIIII-
-Si, scusami- dissi prendendo la chiave dalla tasca e partendo rapidamente.

La corsa verso l'ospedale fu alquanto terrificante. Erano le 12, era ora di punta e avevamo trovato un traffico bestiale.
Lusy non aveva fatto altro che piangere, gridare e darmi calci ed io ero riuscito ad avvisare mia madre e la madre di Lusy che mi aveva assicurato di avvisare tutta la mandria familiare.
-Ma quando cavolo arriviamo?-
-Siamo quasi lì Lusy, resisti. -
-Oh, facile a dirsi! Non sei tu che devi partorire...la tua parte in questo compito è stata facile, sono a me che spettano i dolori-
Accellerai risparmiandole una mia risata e lei respirò affannosamente. Il mio cellulare riprese a suonare.
-Per la miseria fallo smettere di suonare. Sono 5 minuti che suona-
-Rispondi tu e metti il viva voce- dissi girando l'angolo.
-P-pronto- disse respirando forte, ancora.
-Avete percaso dimenticato qualcosa?-
La voce squillante di Anne riecheggiò nell'aria. Cavolo! I bambini.
-Dio santissimo! Anne dove sei?- strillò Lusy.
-Ancora a casa, siete partiti troppo in fretta e ci avete lasciati qui. Ho provato a chiamarti ma hai lasciato il cellulare dentro casa-
-Anne calmati!- disse Lusy.
-Lusy, ma ti senti? Io sono calma, sei tu quella agitata. Io ho già chiamato mamma e stanno venendo a prenderci insieme a tutta la famiglia. Ci sono anche amici e parenti di Noah, occuperemo tutto l'ospedale-
-Non importa. Brava Anne, sei stata davvero responsabile.-
-Qualcuno deve esserlo-
-A dopo- attaccò.
-Tua sorella ha avuto una crescita impressionante rispetto all'anno scroso- dissi continuando a guardare la strada.
-Lo noti anche tu?-
-È molto più matura di me e te. Cavolo ho dimenticato mio figlio per strada con un'undicenne-
Lei rise -Se la caveranno- il suo sorriso smarrì e si tenne ancora una volta la pancia. -Fa in fretta Noah- sussurrò.
Frenai. -Siamo arrivati piccola- lei sospirò. -Dai, andiamo a far nascere nostro figlio-.

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