Primo giorno di scuola

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Sono le nove del mattino e mi ritrovo seduta vicina ad una ragazza che continua a guardarmi come se fossi un alieno, con un prof di storia che spiega una lezione tremendamente noiosa sui romani e con dei compagni che fanno tutt altro pur di non ascoltare l insegnante. Allora stanca di starmene lì a non fare nulla decido di andare in bagno. Resto un po li aspettando che il tempo passi. Quando penso che oramai siano passati più di dieci minuti ritorno in classe e mi rimetto a sedere. Incomincio a disegnare sul bianco, sperando di aver trovato un modo per far passare il tempo è noto soddisfatta che la cosa stia funzionando, ma poi l insegnante mi distrae dal disegno e mi invita a prestare attenzione alla lezione. "Scusi non mi interessano molto i romani posso andare in bagno?" Domando sbuffando appena. "E a me non interessano le tue lamentele" mi risponde. "Stronzo" penso ad alta voce per sbaglio. Quello mi sente e inizia ad urlare. Mi ordina di andare fuori dalla classe perché non mi vuole più vedere. Lo ringrazio perché non sarei resistita ancora un minuto in quell aula. Suona la campanella e io rientro in classe. Mi siedo nel mio posto e vedo che entra un prof alto, magro, moro, muscoloso, occhi color cioccolato e per me è la fine.
Incomincia a spiegare qualcosa sui pianeti, ma a me non interessano quelli. Lo guardo negli occhi e mi perdo in quel mare di cioccolato che vedo. Anche lui mi guarda due o tre volte, ma poi si gira, continuando a spiegare. "Stiles vuoi stare attenta?" Mi riprende. Il mio cuore batte, le mie gambe tremano. Mi ha detto qualcosa....stento a crederci. " pretendo una risposta" sottolinea poco dopo. "Scusi mi ero distratta un attimo" mi limito a dirgli. Così lui riprende la lezione, e io mi riperdo nei suoi occhi. "Stiles che cosa ho appena detto?" Mi domanda lui accorgendosi che lo stavo guardando da troppo. "Sta parlando dei pianeti" dico fingendo di esserne convinta. "No. Stavo spiegando le stelle" dice con tono un po' incazzato. Mi decido allora di provare ad ascoltarlo. Ma suona la campanella e l ora è finita. Vedo entrare una prof abbastanza giovane e dalla faccia simpatica. "Stiles vieni un attimo con me" mi dice il prof di scienze indicandomi di uscire con lui dalla porta. Mi alzo dalla sedia e lo seguo. Attraversiamo un lungo corridoio ed entriamo nella biblioteca dove non c e nessuno. " mi dici perché eri così distratta?" Mi domanda lui. "Pensavo" rispondo velocemente. "Quello lo avevo capito anch io" ammette. " sono affari miei" aggiungo. Mi sbatte contro una parete vuota senza scaffali ne libri. Si avvicina a me. La sua faccia è davanti alla mia. Sento il suo respiro sulla mia guancia, i suoi occhi mi guardano. "Non sei brava a mentire" mi rivela e se ne va, lasciandomi li da sola, lasciandomi senza quello che desideravo.

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