"Lei viene a casa con noi" mi indicò Jenna, mentre entrammo in macchina.

"Va bene" sentii dire da Aiden.

Presi il telefono per scrivere un messaggio ad Isaac, ma ne trovai uno di Noah.

Dove sei?

Mossi velocemente le dita sulla tastiera.
Ho avuto un calo di zuccheri, mi girava la testa. Fortuna che ho incontrato una mia amica mentre tornavo. Di' ad Isaac che rimango da lei.

Rispose subito, mentre io mi mordicchiavo il labbro, nervosa.
Mi hai fatto prendere un colpo. Tutto okay, adesso?

Si.
Posai il telefono nella borsa ed incontrai lo sguardo di Jenna, aveva uno strano sorriso in volto.

"Ben fatto" sussurrò, anche se io non lo pensavo affatto.

Quando arrivammo a casa di Aiden, scendemmo tutti.

"Rimani anche tu?" chiesi a Travis.

Annuì. "Ho il cambio nel borsone."

Jenna mi afferrò con il braccio libero e mi trascinò dentro casa, poi dentro la sua stanza.
Era abbastanza grande. Le pareti erano lilla. Contro il muro in fondo alla stanza, c'era il letto. C'erano anche un armadio, una scrivania e una libreria. Vari poster e foto erano stati attaccati sopra le pareti e riuscii a riconoscere alcune rock band.

La vidi cercare qualcosa nell'armadio.

"È una festa di Halloween in maschera?" chiesi, togliendo il giacchetto.

Scosse la testa. "Per fortuna no, odio le feste in maschera."

Tirò fuori due vestiti e li appoggiò sul suo letto. Il primo era completamente nero, la gonna era un po' corta e tra i due pezzi c'era un cinturino oro. Il secondo non era esattamente un vestito. Erano dei pantaloncini neri a vita alta, con una maglia bianca che aveva la parte superiore in pizzo.

"Tu prendi il vestito" decise.

"Va bene" accettai. Mi accertai che la porta fosse ben chiusa a chiave, così iniziammo a cambiarci.

Finito, mi guardai allo specchio e notai che il vestito non era poi così corto come pensavo all'inizio.

"Tieni" mi girai e vidi Jenna porgermi un paio di tacchi oro.

"Grazie. Vuoi una mano ad infilare la maglia o ce la fai con il gesso?"

"Non preoccuparti, ormai ci ho fatto l'abitudine."

Quando fu pronta anche lei, indossò un paio di stivaletti con il tacco e notai che aveva messo un paio di calze sotto i pantaloncini.
Si propose di farmi i capelli e il trucco e io accettai, dato che non ero molto pratica con quelle cose. Mi fece alcune onde ai capelli, lasciandoli poi cadere morbidi oltre le spalle. Il trucco era un po' acqua e sapone, come piaceva a me. Una sottile linea di eye-liner, un po' di mascara e del lucidalabbra.

"Siamo pronte" esclamò, quando anche lei aveva finito di fare tutto.

La osservai. Non stava affatto male, nonostante avesse un braccio ingessato. Il suo trucco era semplice come il mio, apparte il rossetto rosso, che non rimaneva poi molto appariscente.

"Sicura che non lo vuoi anche tu?" disse mostrandolo.

Scossi la testa. "Non è esattamente il mio genere."

"Lo avevo notato" fece un occhiolino mentre finì di mettersi il mascara.

"Andiamo di là?" chiesi, facendo un cenno alla porta.

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