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•capitolo 48

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POV. BLAKE
Sono quasi tre ora che non lascio il libro di chimica e non lascio un attimo di pace al mio povero cervello. Man mano che vado avanti con i capitoli continuo a chiedermi a che cosa possa servire la chimica,sembra arabo tradotto in formule chimiche. A che cosa serve?

Sobbalzo quando sento un leggero bussare alla porta. Deve essere Scarlett,che come ogni volta,
dimentica qualcosa. Sbuffo rumorosamente alzandomi per andare ad aprire.

"Scarlett,ti ho già detto che non so dove possano essere i tuoi fogli e-" le mie parole si bloccano non appena incontro due occhi color ghiaccio invece di due iridi color nocciola.

"Mi dispiace,non sono Scarlett." mormora il biondo con un sorriso.

Deglutisco silenziosamente sentendo una leggera agitazione crescere all'altezza del mio cuore. Mi è mancato troppo quel sorriso,sembra passato così tanto tempo dall'ultima volta che me ne ha regalato uno,ma uno sincero.

"Nate." sussurro con un filo di voce appena udibile.

"Posso entrare?"

"Ehm,si certo." mormoro spostandomi dall'uscio della porta.

Nate mi sorpassa e sento le nocche della sua mano sfiorare le mie. Ora capisco che cosa voglia dire e significare anche il più semplice dei contatti.

Nate prende posto sul mio letto,appoggiandosi alla tastiera e osservando con un cipiglio i libri posti sulle coperte.

"Stai studiando? Vuoi che passi più tardi?" domanda improvvisamente facendomi scuotere la testa forse con troppa enfasi.

"No,tranquillo. Come mai sei venuto?" chiedo ricomponendomi interiormente. Non devo sembrare agitata,andiamo non può essere tanto difficile.

Nate si alza dalla sua posizione e cammina lentamente verso di me. Si inginocchia alla mia altezza e cattura le mie mani,molto più piccole,nelle sue già così calde. Con il polpastrello del pollice accarezza le mie nocche e timidamente alza il suo sguardo verso il mio.

Il suo labbro inferiore trema.

"Devo dirti una cosa,molto importante." mormora silenziosamente facendomi solo preoccupare. Che cosa ha fatto?

"Va bene,che succede?"

Nei suoi occhi riesco a leggere la paura che sta provando in questo momento. Riesco a vedere il leggero strato di lacrime che rischia di cadere da un momento all'altro sulle sue guance e tutto questo riesce a far sprofondare il mio cuore. Il leggero mormorio che prova a uscire dalle sue labbra,fallendo miseramente,e i suoi continui tentativi. Scuote la testa,come per risvegliarsi da un incubo.

"Nate,stai bene?"

"Sono andato a letto con un'altra."

Il mio cuore analizza attentamente le mie parole e subito dopo si spacca. Si rompe anche quel briciolo di speranza che ha sempre galleggiato dentro il mio cuore. La sua confessione mi ha solo fatto sprofondare notevolmente. Perchè è venuto da me? Per sbattermi in faccia una cruda verità. Ci è davvero riuscito.

"Ti prego rispondimi. Io ti giuro che è stato solo uno sbaglio,mi faccio davvero schifo e ho bisogno di sapere che fra noi è tutto okay." mormora facendomi contrarre il viso in una smorfia.

"Come può essere okay fra noi?"

"Te l'ho detto è stato uno sbaglio,se non fossi mai andato in presidenza... mi dispiace." esclama alzandosi e scuotendo la testa.

Presidenza? Ecco che cosa combinava tutte le volte che è uscito da quell'edificio. La sua espressione pienamente soddisfatta e i suoi capelli sempre arruffati.

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