•capitolo 47

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POV. NATE
Busso alla porta dell'ufficio di Cassandra cercando di mantenere decise le mie intenzioni. Ho preso la scelta giusta e ne sono certo. Matias è un grande amico e senza di lui non potrei farcela.

Ottengo l'okay per entrare e sempre deciso abbasso la maniglia entrando nel suo ufficio. L'aria tormentata di quella stanza mi avvolge subito e come ogni volta la mia convinzione svanisce come sabbia al vento.

"Hey,come mai sei venuto? Ti aspettavo più tardi." mormora con un sorriso per poi riprendere a controllare i fogli sulla sua scrivania.

Ignoro la sua domanda cercando di non incontrare i suoi occhi verdi come lo smeraldo. Cammino fino alla scrivania assumendo un espressione fredda e apatica.

Cassandra mi rivolge uno sguardo dubbioso. "Allora? Siediti,pure."

"Preferisco rimanere qui." dico con il tono più apatico che possiedo.

Subito gli occhi verdi della donna cercano i miei per trovare una risposta al cambiamento che ha trovato nella mia voce e nel mio sguardo. Non voglio guardarla,non voglio parlarle; potrebbe far crollare ogni mio muro.

"D'accordo,che cosa hai?" domanda lasciando perdere i fogli e concentrandosi su di me.

Incroci fra loro le dita sulla scrivania alzando gli occhi sul mio volto mentre tortura il suo labbro inferiore. Il suo sguardo trasmette sicurezza ma dentro sono certo che sta avvenendo uno scombussolamento di tutte le emozioni.

"Devo parlarti."

"Deve essere importante se continui a mandarmi occhiate glaciali." dice con un sorriso che contorna le sue labbra colorate di un rossetto chiaro.

"È molto importante." dico di nuovo senza guardarla.

Si avvicina lentamente al mio corpo. In breve tempo il suo viso è ad una distanza ravvicinata dal mio e i nostri nasi si sfiorano. Non devo guardarla,solo questo.

Il calore del suo respiro arriva come uno sbuffo sulle mie labbra che subito dopo assaporo con la mia lingua.

"Che cosa ti preoccupa?" domanda sulla mia guancia. "Perchè non mi guardi?"

"Ecco... io,credo che..." farfuglio sentendo le sue labbra premere sulla mia guancia.

Sto cadendo. Perchè non capisce che questa relazione sta distruggendo entrambi? A volte credo che lei sia a conoscenza di questo dolore,ma che lo ignora. Riesco solo a percepire puro egoismo nello sguardo che mi sta lanciando in questo momento.

Appoggio le mani sulle spalle e allontano il suo corpo dal mio. Non voglio finire nuovamente nella sua trappola.

"Dobbiamo finire di vederci." dico in un affermazione decisa.

Il suo sguardo cambia radicalmente e un espressione confusa si fa largo sul suo volto.

"In che senso." dice con una linea dura a delineare le sue labbra.

"È stato bello,davvero. Non voglio rinnegare niente,ma andando avanti facciamo del male solo a noi stessi e-"

I miei occhi si posano su un piccolo anello che luccica per via dei raggi solari. Gli occhi di Cassandra si posano in direzione del mio sguardo e istintivamente sgrana gli occhi.

Lo prendo fra le mani osservando ogni centimetro di quell'anello. Una fede nuziale.

"Perchè non me lo hai detto?"

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