Capitolo 3 : La Nuova Generazione (II)

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Niente; se non ancora dei tamburi, e una melodia, al sol ritmo di percussioni, che per un attimo la colpì nel cuore e la riportò indietro nel tempo: una ninna nanna assolutamente inconfondibile, una dolce armonia di suoni che la cullava ogni sera prima di andare a dormire.

"Ricorda, Vera -quella voce- ricorda quel passato che non tornerà mai più. Pensa a questo presente, che distrugge e si porta via tutto, e soffri. Poi trasforma il dolore in forza, per costruire un futuro migliore. Ricorda questa melodia, Vera, quando sarai persa e non troverai le forze per andare avanti"

E poi profondo silenzio.

Nessuno se ne accorse (e come avrebbero potuto?) ma aveva cominciato a piangere in silenzio, evitando i singhiozzi, a scapito delle lacrime che, invece, le scendevano bagnando quella stupida benda scura. Passarono così ancora dei minuti e Vera colse l'occasione per mettere un po' in ordine quei suoi pensieri troppo confusi. Come sempre ragionare, seppur il pianto, la rabbia o l'impazienza era l'unico modo per calmarsi davvero. Non si reputava certo una maniaca del controllo, ma credeva fortemente nell'idea che darsi una spiegazione logica a tutto aiutava di sicuro: ad avere meno preoccupazioni o forse più sicurezza, in realtà.

"Tanti anni di esilio dalla Società a questi ha fatto più male che a me... Ma il più preoccupante qui in mezzo è Umberto; era normale fino a prima di entrare in quest'assurda casa... Forse sto sognando, dai, come potrei essere davvero in compagnia di Simona? Lei è da anni che è entrata."

Era passato molto più tempo di quanto avesse immaginato, i suoi pensieri erano talmente tanti, e vi si era immersa così profondamente, che quasi non si accorse che le stavano sciogliendo quel nodo dalla testa.

D'un tratto, tutto fu luce. Entrava da quell'immensa finestra, assumendo sfumature dei colori più disparati. Quando era entrata al Quartier Generale, sicuramente era stata la cosa che l'aveva più colpita: la grande e immensa finestra che trasformava tutto in una magia ed ora tornava a farlo. Le fu necessario del tempo prima che i suoi occhi si abituassero di nuovo a vedere la luce abbagliante ma dentro di se' sentiva una carica positiva, una spinta nuova. I colori erano vibranti ed ora dipingevano i contorni delle cose in tutt'altra maniera. Tornare a vedere quella luce dopo il buio fu come aprire gli occhi, svegliarsi una mattina tardi, con il sole a mezzogiorno e sentirsi riposati, finalmente felici. Una serenità che, qualunque cosa succeda, non potranno scrollarti di dosso.

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Capitolo 3: La Nuova Generazione, parte 2! Correzioni, domande, eventuali opinioni e quant'altro tutti giù nei commenti. Mi fanno sempre piacere e mi aiutano a trovare la forza e l'ispirazione per proseguire. Grazie infinite a tutti!

Ribelli - La Nuova GenerazioneLeggi questa storia gratuitamente!