Sfortunatamente, la mattina dopo la sveglia non suonò, perciò ero in ritardo.

Infilai al volo un vestitino e un cardigan, le scarpe e legai i capelli in una treccia.

"Sei in ritardo o sbaglio?" mi chiese Isaac vedendomi scendere le scale. Era impegnato ad aggiustarsi la cravatta della divisa.

"Devo essermi scordata di impostare la sveglia" ammisi.

"Dai, andiamo" disse, prese lo zaino blu della North ed uscì. Lo seguii velocemente, un po' stranita dal fatto che fosse gentile con me.
Una macchina familiare era parcheggiata davanti casa nostra. La persona al suo interno scese e venne verso di noi, aggiustando la giacca blu.

"Noah!" esclamò Isaac.

"Ehy" salutò entrambi, ma continuando a guardare me. Gli avvenimenti di ieri si ripetevano nella mia testa e per tutto il tempo non avevo fatto altro che chiedermi se stavo facendo la cosa giusta.

"Che fai qui?" chiese mio fratello.

"Sono qui per tua sorella, posso portarla a scuola, vero?" rispose.

"Certo, almeno non dovrò sopportarla io." Isaac accettò soddisfatto, facendo sparire la gentilezza di poco prima, poi corse verso la sua auto.

"Grazie mille per il passaggio" dissi.

"Nulla" replicò Noah entrando in macchina.

Mi sedetti nel sedile accanto, mentre lui mise in moto e partì.

"Svegliata tardi?" chiese.

"Indovinato" affermai.

"Meglio così" disse sorridendo.

Sorrisi anch'io. "Avete gli allenamenti oggi, giusto?"

"Potresti venire a vederli" propose.

"Ad Isaac non andrebbe bene, non mi vuole fra i piedi."

"Ma io si, quindi ti passo a prendere, sempre se per te va bene."

"Certo" risposi subito.

Arrivammo davanti la South e fermò subito l'auto.
Si avvicinò e mi stampò un bacio sulle labbra. "Buona giornata."

"Anche a te" dissi, aprendo lo sportello.

Scesi dall'auto e andai verso l'entrata della scuola. Sorpassai molta gente, fino ad arrivare alla macchinetta. Avevo davvero molta fame, dato che quella mattina non avevo avuto il tempo di fare colazione.
Infilai i soldi e scelsi una merendina qualsiasi, tutto pur di far smettere il mio stomaco di brontolare.
Raccolsi la merenda e presi il resto.

Percorsi a piedi il corridoio, fino ad arrivare al mio armadietto, il 198.

"Buongiorno" cinguettò Maya.

"Buongiorno."

"Sembri abbastanza felice" osservò.

"Non è una brutta giornata" ammisi.

"È successo qualcosa di importante?"

Annuii, indecisa se parlare o no. "Cosa provi quando baci Aiden?"

Sorrise. "Non saprei spiegarlo esattamente, provo tutto ciò che non riesco a provare con gli altri. Aiden mi rende felice, quando mi bacia? Beh, le cosiddette farfalle nello stomaco ci sono, ma sono innamorata di lui, davvero tanto."

"E quando ti ha baciata per la prima volta?"

"Confusione, sorpresa, felicità. Non sono brava con le parole, ricordo che è successo tutto così velocemente. Eravamo al compleanno di Luke e stavamo passando del tempo insieme, poi ci siamo baciati e baciati, e ancora. Ma ho provato così tante cose che non saprei spiegarle. Perché questa domanda? È successo qualcosa?"

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