•capitolo 39

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POV. BLAKE
"Dove andiamo?" chiedo per l'ennesima volta.

"In un posto speciale."

Perchè si ostina a rimanere sul vago? Sembra quasi che si diverte a vedermi morire di curiosità.

La brezza del vento accarezza la mia pelle,Nate guida la sua moto con assoluta naturalezza,
schizzando a tutta velocità sulla strada libera.

Appoggio la guancia sulla sua schiena beandomi dell'aroma del suo profumo,ma non quello firmato Calvin Klein. Nate ha sostituito il suo profumo ed è una decisione che disapprovo sotto ogni punto di vista. Quel profumo parla di lui.

Alzo lo sguardo incontrando una grande distesa d'acqua sopra cui picchiettano i raggi del sole,dando vita ad uno spettacolo affascinante.

Entriamo in una galleria che termina con una grande insegna.
Il lago di Como.

Nate guida fino ad un parcheggio,posteggiando la moto accanto ad una macchina blu. Si toglie il casco voltando verso di me.

"Allora ne è valsa la pena?"

"Mio Dio si! È fantastico!" esclamo con gli occhi che non smettono di brillare.

"Vieni." mormora prendendomi per mano e intrecciando le nostre dita.

Un gesto quasi istintivo e bisognoso.

Camminammo fino ad una ringhiera che porta a formare un lungo balcone,da cui è possibile ammirare tutta la magnificenza di un lago bello come questo.

"Hai il telefono?"

"Si,perchè?"

"Voglio farci una foto!" esclama prendendomi dalle mani il telefono.

Sistema l'autoscatto a dieci secondi ed entrambi mettiamo sul nostro volto un sorriso smagliante. Quando l'autoscatto scocca i tre secondi,con un gesto veloce Nate allaccia un braccio intorno alle mie spalle e mi spinge in un abbraccio.

"È bellissima!" esclamo osservando la foto.

Nate punta gli occhi nei miei fissandomi con uni sguardo troppo intenso. Sembra che nella sua mente stia passando un discorso che vorrebbe farmi o quanto meno introdurre,ma non sembra averne la forza per riuscirci.

"Lo so." mormora con un sorriso,ma l'attimo dopo si riprende spegnendo quell'inclinazione delle sue labbra.
"Non abituarti,non ti hi portato qui per questa ringhiera." mormora poi facendomi accigliare.

Che cosa vuole dire quel non lo so?

Arriviamo in un grazioso gazebo che prima non ho notato,probabilmente per la lontananza. Alcune colonne lo sorreggono e quest'ultime sono decorate da alcune rose bianche e rosse,rendendo l'atmosfera romantica.

"Blake."

Mi volto verso un ragazzo sorridente. Un sorriso ingannevole all'apparenza. La sua espressione mi sembra piuttosto seria,quella reale intendo,allo stesso tempo molto cupa.

"Quando ti ho trovato negli spogliatoi eri così debole e fragile. Se avessi potuto prendere anche solo metà del tuo dolore lo avrei fatto senza pensarci."

Le sue parole mi lasciano leggermente perplessa ma mi commuovono.

"Ci sono molte cose che non conosci di me,piccola. Non mi importa se le persone pensino che io sia stronzo che non prova sentimenti o qualsiasi altra cosa. A me importa di quello che credi tu,sei l'unica che mi conosce per davvero."

Il suo sguardo è basso.

Rimango spiazzata dalla dolcezza con cui pronuncia quelle parole,ma  anche ricche di amaro. Non riesco a capire come le persone possano giudicarlo freddo e senza un cuore,Nate è una persona speciale ed incredibile.

Ma questa mi è parsa quasi come una piccola dichiarazione.

"Ti prego parlami,Blake." dice con la voce e lo sguardo tormentati.

"Nate,io non ti vedo freddo,ti vedo speciale."

"Oh piccola."

Si precipita sul mio corpo allacciando le sue braccia al mio collo e subito sento il mio respiro cambiare.

Nate scioglie l'abbraccio sentendomi rigida e mi guarda accigliato.

Non riesco a concepire io medesima queste reazioni da parte del mio corpo,come posso spiegarlo a qualsiasi altra persona.

"Sono felice!" Sorrido alla sua esclamazione.

Forse sbaglio nel volergli confessare i miei sentimenti,ma anche lui si è lasciato andare con le parole. È tanto sbagliato?

"Ti a-amo..."

Un Amore TatuatoLeggi questa storia gratuitamente!