•capitolo 38

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POV. BLAKE
Raggiungiamo il centro del parco e sul prato Nate stende la sua felpa.

Il biondo si siede invitandomi a fare la stessa cosa.

Inizio ad osservare il cielo,oggi è una giornata magnifica,nessuna nuvola intralcia il colore blu.
Il sole brilla alto nel cielo e i suoi raggi pieni di calore mi arrivano sulla pelle.

"Sono contento,che sei qui... con me." mormora ad un tratto Nate spezzando il silenzio.

Gli sorrido debolmente accarezzando la sua mano con la punta delle dita.

"O-Okay." dice sospirando. "Sono belli i cigni vero?" domanda cambiando totalmente discorso.

È dolcissimo tutto quello che sta facendo per me,ma due semplici cigni non rimuoveranno il macigno che è depositato sul mio cuore.

"Nate,apprezzo il fatto che tu voglia farmi dimenticare,ma io non posso dimenticare,okay?" esclamo con un tono di volte forse troppo alto.

"Si hai ragione,scusami." sussurra abbassando gli occhi.

Bene,ora mi sento anche in colpa.

"Ascoltami,non è colpa tua è solo colpa mia. Ci sto provando ad andare avanti ma non è facile,non è facile per niente." dico con un tono di voce piatto.

Non volevo sfogarmi su di lui,apprezzo quello che sta facendo. Vuole solo aiutarmi.

"Okay,tranquilla! Ho afferrato! Non hai voglia di fare conversazione." dice scoppiando a ridere.

Il suo sorriso. Sarei rimasta ore,giorni anzi tutta la vita a guardarlo sorridere. Ho sempre amato il modo in cui tenta di uscire da situazioni spiacevoli con uno stupido sorriso. Non a caso ci è sempre riuscito.

"Non mi importa se non vuoi parlare,fallo pure. Io non riesco a stare zitto,quindi parlerò anche da solo se è necessario." dice scrollando le spalle. "Sai,anche se mi ignori,so per certo che mi stai ascoltando." afferma subito dopo.

Giro il volto continuando ad ignorare le sue parole. L'unica cosa che voglio è quella di rilassarmi sotto il sole.

"Non resisterai a lungo!" mi canzona con un sorrisetto.

È una specie di sfida? Di certo non gliel'avrei data vinta,ma del resto non sono nemmeno mai stata alla ricerca di una stupida sfida o tanto meno di lui che mi supplicasse a parlare.

"Non senti caldo?"

Sento Nate alzarsi dalla sua felpa per poi sfilarsi,lentamente,la sua maglietta rossa.

Sta scherzando?

Giro di scatto la testa,anche se tutto il mio corpo vorrebbe voltarsi e i miei occhi posarsi sui suoi lineamenti scolpiti da chissà quale Dio.

"Davvero? Non hai caldo?" domanda di nuovo questa volta con tono rauco.

Scuoto la testa.

"Non sono parole,ma è già un passo avanti." dice ridacchiando.

Mi sono fregata con le mie stesse mani.

Con la coda dell'occhio noto Nate prendere dalla tasca dei jeans un pacchetto di sigarette e ne estrae una. Se la porta alla bocca,accendendola per poi prendere un lungo tiro.

Butta fuori il fumo creando una nube nera intorno a noi.

"Vuoi?" chiede porgendomi il pacchetto.

"No,non fumo. Fa male." Non mi importa se ho perso chissà quale sfida non mi piace l'idea di Nate che fuma.

"Lo stai dicendo ad uno che di polmoni danneggiati ne sa qualcosa!" esclama ridacchiando per poi prendere un altro tiro.

E ora a cosa si riferisce?

"C'entra con i documenti della clinica sulla tua scrivania?" domando rendendomi conto di quello che ho detto solo ora.

Merda.

Ma perchè diavolo non mi decido a chiudere la bocca! Ma no,io devo farle prendere aria inutilmente.
Non ho un briciolo di coraggio di alzare lo sguardo e incontrare i suoi occhi. Occhi carichi di odio nei miei confronti,immagino.

E come non bastasse sono diventata tutta rossa.

Ad un tratto la risata di Nate riecheggia nella mia mente facendomi accigliare.

"Perchè ora ridi?" domando confusa.

"Sembri una fragola!" esclama tra le varie risate.

Mi volto a guardarlo,che sia una scusa per sviare la mia domanda?

Mi accorgo solo qualche attimo dopo che Nate non sta più ridendo,anzi ora ha gli occhi fissi sul mio corpo.

Prende un ultimo tiro e getta il mozzicone per terra.

"Non hai caldo,io sono senza maglietta e Dio sto per morire!" esclama  facendosi aria con la mano.

Ma quando la smette con questa storia!?

"Si,ho caldo,ma non ho nulla sotto." dissi imbarazzata.

"Anche io non ho nulla sotto, eppure mi sono tolto la maglietta!" replica con un sorriso smagliante.

Ad un tratto incastra i suoi occhi azzurro ghiaccio nei miei leggermente più scuri.

Mi sciolgo totalmente al suo sguardo,vorrei solo riempirgli il viso di piccoli baci.

Inconsapevolmente i nostri volti si avvicinano e Nate posa le mani sui miei fianchi.

Tiro su la zip della felpa,cominciando a sentirmi a disagio. Il battito del mio cuore è notevolmente accelerato.

Poso le mani su quelle di Nate e con un piccolo gesto le allontano,interrompendo questo nostro contatto fisico.

Di nuovo. Mi sono bloccata di nuovo. Che cosa mi sta succedendo? Un espressione cupa si dipinge sul volto di Nate,ma subito dopo si fa spazio un dolce e tenero sorriso.

"Comunque ho vinto io!" esclama ad un tratto.

Lo guardo accigliata.

"Cosa?"

"Sono riuscito a farti parlare,
quindi ho vinto piccola!" esclama con un espressione di assoluta felicità stampata sul volto.

Sorrido interiormente per il gesto buffo,ma allo stesso momento tenero del ragazzo. Ecco perchè lo amo.

Un Amore TatuatoLeggi questa storia gratuitamente!