•capitolo 32

16.7K 810 7

POV. NATE
Osservo il soffitto azzurro della stanza. Sto pensando che tra meno di un mese dovrò andare a ritirare le analisi della radiografia.

Sono preoccupato. Se devono operarmi? Se non potrò più giocare a calcio? Ho paura. Un'idea è passata per la mia mente: chiedere a Blake di venire con me.

Quella ragazza mi infonde sicurezza,con lei sarei andato anche in capo al mondo.

Ad un tratto la porta si spalanca e Matias si lancia sul mio letto,letteralmente.

"Amico così mi ammazzi!" urlo in faccia al mio migliore amico ricevendo solamente una scrollata di spalle.

"Ho bisogno di un favore!" dice mentre riprende fiato.

"Si se posso..." dico alzandomi e appoggiandomi con la schiena alla spalliera. Da un certo punto di vista tempo cosa potrebbe chiedermi,Matias tende sempre a cacciarsi in fin troppi guai.

"Sta sera devo vedermi con Laura,una ragazza davvero sexy del quinto anno di letteratura..." lo guardo incitandolo a continuare e il timore cresce dentro di me. Mi chiederà qualcosa che farà finire me nei guai. "Prima di andare agli allenamenti sono andato in un hotel a prenotare una stanza e..." dice alzando dal letto e cominciando a fare su e giù per la stanza.

"E cosa? Spiegati e calmati,per piacere!" esclamo,sta trasmettendo l'ansia anche a me e ne ho già abbastanza per conto mio. "Ho lasciato la chiave nell'armadietto dello spogliatoio." dice infine.

"Tutto qui,vai a prenderla e basta". dico ovvio,ma la sua espressione mi fa completamente cambiare opinione.

"No,tra mezz'ora lei sarà qui non posso farcela! Però io ho un amico fantastico che farà una corsa e me la porterà... vero?" dice facendomi due occhioni dolci e il labbruccio.

Vomitevole.

"Cosa! È impossibile come faccio!" esclamo a mia volta alzandomi dal letto. Lo sapevo che mi avrebbe coinvolto nelle sue pazzie! Ma perchè continuo ad essere suo amico?

"Ti prego! Ti scongiuro!" Matias mette le mani a mo di preghiera e si piega sulle ginocchia allacciando le braccia alle mie gambe,facendomi quasi perdere l'equilibro.

"Okay vado,ma spostato!" esclamo scrollandomi dalla sua presa.

"Ti amo!" urla con un sorriso inquietante a trentadue denti. "Tu sei fuori!" urlo nascondendo un sorriso mentre esco dalla stanza.

Dopo una corsa degna di un premio da Olimpiadi,arrivo al campo da calcio. Quando entro negli spogliatoi,mi dirigo verso l'armadietto di Matias.

Ad un tratto sento dei rumori,o meglio dei singhiozzi.

"C'è qualcuno?"

Nessuno risponde si sentono solo dei singhiozzi,è evidente che qualcuno sta piangendo. Dovrei andarmene e fare finta di nulla?

Cammino lentamente fino a vedere un'ombra dietro l'angolo e mi precipito subito.

Avrei voluto vedere qualsiasi altra persona,ma non lei.

Blake. Nuda distesa su quelle panchine sporche con le lacrime rigare il suo viso d'angelo.

Corro immediatamente da lei e senza neanche pensarci la stringo in un caldo abbraccio.

"Amore cosa ti hanno fatto."

Con un gesto veloce tolgo la giacca di jeans che indosso e cerco di coprirle il corpo,accarezzandoli i lunghi capelli biondi.

"Adesso ti porto via di qui,Cristo Blake." mormoro stringendola sempre di più contro il mio petto non volendo lasciarla nemmeno un istante.

Non voglio vederla così e non avrei mai voluto vederla in questo stato. Avrei dovuto lasciarla andare,ma non posso riuscire,qualcosa dentro di me lo impediva. Avrei voluto solo proteggerla da tutto,invece non ero riuscito nemmeno a difenderla e la vedo piangere fra le mie braccia. Tutto questo mi provoca una fitta al cuore è così indifesa,così dolce che non merita di soffrire,non merita di provare tutto questo dolore.

POV. BLAKE
Mi sento avvolgere braccia,quelle braccia che mi hanno sempre avvolto nei momenti di paura e terrore. Mi sta sussurrando qualcosa che non riesco a sentire,non riesco a muovermi mi sento debole come non mai.

Nate mi ricopre il corpo con la sua giacca e mi stringe nuovamente tra le sue braccia. Vorrei abbracciarlo,baciarlo e ringraziarlo per tutto quello che fa per me,ma non riesco a fare nulla,ogni mio muscolo è completamente bloccato. Mi sento vuota,come se tutta la felicità mi fosse stata tolta con forza.

"Nate... portami via... ti prego." mormoro in un sussurro quasi inudibile perfino per me.

"Ci sono io qui con te,non piangere piccola mia ." mormora posando le sue labbra sulla mia fronte facendomi sospirare.

L'ultima cosa che riesco a percepire è il suo bacio pieno di amore e tanta sicurezza,prima di vedere il nero e calare come in un sonno profondo.

Un Amore TatuatoLeggi questa storia gratuitamente!