Sei Bellissima

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«Sebastian e Carrie sono stupendi. E poi lui è gnocco da morire.» disse Sara mentre guardava lo schermo in adorazione.
«Si, ma anche Walt. I gay sono sempre così belli.»
Una puntata della seconda stagione di "The Carrie diaries" era giunta alla fine sul computer di Alice.
«Io e Andrea ci siamo baciati. Oggi.» Sara parlò distrattamente, guardando il microonde, contenente il secondo pacchetto di popcorn scoppiettante.
«E tu non me lo avevi ancora detto? Brutta battona.» Alice con un sorriso sulle labbra le tirò uno schiaffo sul braccio. Erano a casa da sole, i genitori dell'amica erano usciti per andare al cinema e godersi una "serata romantica". Alice l'aveva chiamata verso le sei: "Vieni da me? I miei sono fuori e ho registrato the Carrie diaries. Ho paura a stare a casa da sola, e facciamo la nostra serata film. O serie tv."
Decisamente nel suo prospetto di serata era illimitatamente meglio passare una serata con la sua persona, a ciccionare con i popcorn e a commentare la loro serie TV, piuttosto che subire un interrogatorio dai suoi genitori e probabilmente anche un discorso sulle tappe della vita, dell'amore e le limitazioni dell'età. Era sul pullman con Andrea quando ricevette la chiamata. «Allora, d'ora in poi il tuo soprannome sarà Scoreggione, perché ti fai troppo figo allora ti devo trovare un soprannome brutto brutto per stroncarti. Perciò Scoreggione mi accompagni a casa della mia amica? Tieni a conto che se non mi accompagni poi magari mi rapiscono e avrai la mia sparizione sulla coscienza.»
«Ti hanno mai detto che parli troppo veloce?» con la voce aveva sottolineato la parola "troppo". «E certo che ti accompagno, che poi magari qualcuno ci prova con te, e sono geloso sai.»
«Geloso? Di già. Cioè capisco che sono bellissima ma non ti devi preoccupare più di tanto.»
«Pure modesta. Wow.»
«Lo so, sono perfetta.» e con un gesto si diede un colpo ai capelli. «Scoreggione, questa è la fermata. Allora tu ti nascondi all'interno del portone, okay?»
«Ti vergogni di me?»
«No, è che poi te la tiri di nuovo con mio padre.»
Poi sparirono dietro l'entrata del palazzo.
«Non mi hai fatto vedere camera tua.»
«E non la vedrai per un bel pezzo.»
Andrea si mise a ridere e Sara entrò nella scala che portava al suo appartamento. Si intrufolò in casa solo per prendere la sua borsa della Fila e salutare Tommaso, suo fratello, e gli altri componenti della sua famiglia. Riempì la borsa con il pigiama che aveva ricevuto a Natale, il caricabatterie, spazzolino e altre cose. Suo padre le chiese dov'era il ragazzo di prima e lei rispose con poche parole. Fece un complimento a sua madre e annunciò la sua destinazione. Non ci furono molte obiezioni, a parte qualche polemica di sua madre del tutto superflua.

Quando scese nuovamente Andrea si era acceso una sigaretta. Rimase un attimo ad osservarlo e si sentì immensamente fortunata.
«Ci metti proprio tanto a fare una borsa.» lei ribatté con una linguaccia.
Camminarono fianco a fianco, sfiorandosi più volte le mani. People fall in love in mysterious ways, maybe just a touch of a hands. Le venne in mente la canzone di Ed Sheeran. Quando arrivarono sotto casa di Alice si fermarono uno di fronte all'altra.
«Sei bellissima.» Lei lo baciò, senza rispondere. O meglio, le sembrò la risposta più adatta. A volte le parole semplicemente non servono.

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