"Oggi il cielo sembra una tela di Turner, e questo è un pessimo modo per iniziare una lettera"

"Di chi è?" Amanda mi parla con la bocca piena, sta mangiando un muffin.
Io deglutisco, ho la gola improvvisamente secca e "Harry", rispondo in un soffio.
"Non sapevo conoscesse il tuo secondo nome"
"Nemmeno io" dico onestamente. I miei occhi si immergono nelle righe fitte ed un po' storte di questo foglio, continuando la lettura in silenzio.

"Quando leggerai quello che ti sto scrivendo sarò troppo lontano perché tu possa venirmi a cercare.
Ci sono troppe cose sbagliate in me, Mila. Troppe cose che vorrei cambiare, errori che vorrei non aver commesso. Io sono un casino e lo sappiamo entrambi. Ho sempre paura di sbilanciarmi troppo.
Me ne sto andando perché tu mi hai chiesto tempo e io voglio dartelo, ma non mi è permesso farlo sapendoti così vicina ma distante. È dura, per me, svegliarmi la mattina e non averti al mio fianco, e non ti rimprovero niente perché so di essermi procurato tutto questo da solo. Non ti voglio parlare di Brett, o di me, o di te, ma di noi. Di quello che eravamo, di cosa siamo stati e di cosa hai significato per me. Dei motivi che mi spingono a lasciarti libera.
Ricordi le sigarette fuori dai pub? La prima volta che ci siamo visti? Tu ballavi con Oli. Poi ci siamo presentati e tu ti sei persa nella pista da ballo. Io ero troppo fatto per capire che tipo fossi, volevo solo qualcuno con cui passare la notte perché sì, quelle voci erano totalmente fondate. Le battute di Liam, le prese in giro di Louis e Mike. Mi meritavo tutto quanto, ma di fronte a te non volevo che venisse fuori quel lato insulso e vuoto di me, perché non c'è mai stato un corpo in grado di completarmi per davvero. E lo so che stai pensando che queste sono una marea di cazzate, ma non è così.
Ma poi, nella mia vita, ci sei entrata per davvero. Piano piano, fatta di sguardi, cose non dette, capirti era difficile ma ci ho provato lo stesso perché un po' mi divertivo e mi piaceva. Mi piacevi tu, mi piaceva la sfida che affrontavo trovandoti davanti, fin quando le cose si sono complicate per via di Brett e del suo essere egocentrico, dei suoi problemi, della sua malattia con la droga. Era ossessionato da te ma sapeva che tu non gli avresti mai dato lo spazio che desiderava, così ha cercato di prenderselo con la prepotenza, senza però riuscirci. E tu sei venuta da me.
Da me, che di buono non ho mai combinato niente e tu lo sai, ne porti i segni, anche se non vuoi ammetterlo. Lo sappiamo entrambi che ti ho fatto piangere, che la maggior parte delle volte stavi sveglia la notte a causa mia, che ti ho fatto stare male anche quando meritavi nient'altro che arcobaleni e giornate estive, perché l'inverno ti rende le mani ancora più fredde, e tu il freddo lo soffri un casino.
Ma io, le cose belle, i fiori, i diamanti, gli oggetti preziosi, le tele delicate e le matite dalla punta appena temperata, non li so custodire né usare con moderazione. Io calco, premo troppo, perdo tutto, lascio appassire, uccido. E non dire di no perché Brett l'ho sbattuto fuori io e sono stato io a ridurti in cenere. A casa tua, al mio compleanno, anche se ti sei fatta un mazzo tanto per aiutare nell'organizzazione, anche se mi hai regalato una macchina fotografica che cazzo se è bella, Mila.
Cazzo se sei bella, Mila. Lo sei sempre stata, ogni volta ti guardassi, anche distrutta, anche spaventata ed indifesa. Anche quando ti incazzi e quando facevamo l'amore. E ti sei messa in gioco per me. Per salvarmi, per aiutarmi, urlandomi addosso che ero io ad aver salvato te ma non è così. Non è così Mila, io non salvo nessuno, tu ti sei salvata da sola. Ti sei sempre salvata da sola, anche quando io ti ho delusa, offesa e scaricata come un pennello rotto.
Queste sono le mie scuse, fanno un po' cagare perché vorrei darti di più, ma tu mi hai chiesto del tempo ed io te lo concedo. Hai ragione tu, dopotutto, io non posso forzarti in qualcosa per cui non sei pronta. Ho sempre saputo che fidarti di me ti costasse tanto, ma in qualche modo ti sei lasciata andare ed io ti ringrazio per avermi concesso la possibilità di provare qualcosa di così intenso e forte. Mi dispiace averti distrutta. Mi dispiace averti portata all'esasperazione e al limite, aver tradito te e la tua fiducia e aver bruciato tutti i passi che avevamo percorso insieme.
Mi arrendo perché ti tarpo le ali e tu puoi volare molto in alto. Me ne vado per lasciarti la libertà di compiere i tuoi passi indipendentemente. So che sei una persona forte e ti sono grato per avermi amato. Non me l'hai mai detto, ma me l'hai sempre dimostrato ed è questo che mi ha spaventato: tu mi amavi ed io non riuscivo a concepirlo. Perché me? Perché tu, tra tutte le persone, hai scelto me?
Non siamo fatti per stare insieme, io e te ci distruggiamo e spaventiamo in continuazione, è sempre stato così e negarlo non ci aiuta.
Ti innamorerai ancora. Ti innamorerai ancora e sarà la cosa più bella della tua vita. Ti innamorerai di qualcuno che ti merita, di qualcuno che saprà prendersi cura di te senza farti soffrire, ti innamorerai perdutamente e sarà come rinascere.

A presto,
Harry"

Leggo queste parole con la sua voce in mente, me lo immagino che le scrive e che lascia la lettera in una buchetta della posta. Leggo queste parole e le sento cicatrizzarsi in me, come fiamme che mi bruciano completamente, come lame che mi trapassano da capo a piedi.
"Che dice?" mi chiede Amanda.
Io ho ancora gli occhi sul foglio e non so se ho voglia di piangere o di mettermi ad urlare.
"Se n'è andato" rispondo.
Amanda mi rivolge uno sguardo preoccupato e stupito, a cui io non rispondo perché sono concentrata su altro.
Mi sembra di aver ripercorso tutto quanto alla velocità della luce, sono confusa e sgomenta ed incredibilmente sola. Se n'è andato lasciandomi nient'altro che una lettera con un suo disegno sopra e ha esposto le nostre incongruenze su carta, ma senza disegnarle. Le mie labbra tremano, i miei occhi si inumidiscono.
Harry ha ragione quasi su tutto e io lo so. L'ho sempre saputo. C'è soltanto una cosa sbagliata in questa sua lettera che ora stringo tra le dita.
Io non mi innamorerò ancora. Non mi innamorerò di nessun altro, Harry. Mai.

***

Note dell'autrice: Ci tengo a ringraziarvi dal profondo del mio cuore per avermi accompagnata in questo viaggio, per avermi letta e per avermi accolta nella vostra vita. Vi sono grata per la pazienza con cui avete aspettato gli aggiornamenti, la delicatezza con cui mi scrivete e l'amore che mi trasmettete. Grazie, grazie, grazie, per aver permesso ai miei personaggi e a me di far parte delle vostre giornate e per avermi dedicato un po' del vostro tempo. Non avete idea di quanto abbia significato per me.
So che il finale non è dei migliori, e che spesso i finali così aperti sono un rischio enorme, ma credo che la storia non potesse concludersi altrimenti. In realtà, comunque, la storia non finisce affatto qui: sto scrivendo un sequel e, se vi farà piacere, vorrei condividerlo con voi :)
Spero di aver allietato le vostre giornate e di non avervi deluso. La maggior parte dei personaggi descritti prende spunto da persone reali, che fanno parte della mia vita, così come alcuni avvenimenti che accadono all'interno della trama. È mia premura ricordarvi di non prendere questa storia come una guida, ma di leggerla solo per passatempo e nulla di più.
Ancora una volta, un grazie enorme! :*

Andrea

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