Sospirai frustrata.

In teoria sarei dovuta essere in camera con Blair, nonché mia migliore amica, ma in pratica ero davanti alla porta della mia stanza, senza sapere con quale ragazza antipatica del college avrei passato la mia prima notte. Mandai un messaggio a Blair con scritto 'pancake'. Può sembrare strano ma quella era la parola che noi usavamo comunemente per dire 'aiuto'. Una specie di messaggio in codice. Lo trovavamo figo, anche se non lo era nemmeno un po'. Avremmo dovuto affrontare il primo anno di college insieme, avremmo dovuto fare tutto insieme, invece mi ritrovavo da sola e perlopiù non riuscivo nemmeno ad aprire una dannata porta. Ma dov'erano finiti i ragazzi carini del college che spuntavano come nei film ad ogni tua difficoltà?

Non feci in tempo a girare nuovamente la chiave stregata che qualcuno aprì da dentro, facendomi cadere a faccia avanti. Alzai, lo sguardo, incenerendo qualsiasi essere umano che si trovasse davanti a me.

A mia insaputa quell'essere umano non era una ragazza, ma un ragazzo.

«E tu chi sei?» sputò fuori acidamente, sbattendo il piede a terra nervosamente.

E lui sarebbe il ragazzo carino dei film? Oh, andiamo.

«No, scusami,» cominciai, alzandomi e battendo le mani più volte sui miei jeans stretti per togliere qualsiasi residuo di sporco. «Chi sei tu?» ribattei a tono.

Il ragazzo dagli occhi verdi mi squadrò dalla testa ai piedi, per poi darmi una minima attenzione. Cos'era quello che aveva in testa? Un nido? Uh no, erano i suoi capelli.

«Non ti interessa.» rispose con sfacciataggine, per poi superarmi e chiudersi la porta dietro, buttandomi letteralmente fuori da quella che doveva essere la mia stanza. Mi morsi il labbro, cercando di calmarmi. Stavo per dirgli qualcosa, ma appena mi girai, era già scomparso dietro l'angolo. Ma dove credeva di andare a quell'ora? Al college non esisteva tipo una tabella d'orari che dovevi rispettare? Era pur sempre un dormitorio quello.

Infilai nuovamente la chiave, cercando di non pensare a cose negative e finalmente riuscii ad aprire la porta, entrando nella mia stanza. Trascinai le valigie all'interno e chiusi la porta dietro di me. Era piccola, molto piccola. C'era un letto a castello sulla destra, dei cassetti accanto, una porta chiusa sulla sinistra che doveva essere il bagno, una finestra davanti a me e un armadio accanto alla porta del bagno. Notai che i letti erano ben fatti, la stanza non era sporca, ma aprendo i cassetti notai dei vestiti. E non erano vestiti da donna. A chi era venuto in mente di mettermi con un ragazzo? Iniziava male la giornata. Anzi, finiva male, calcolando che erano le dieci e mezza di sera.

Decisi di farmi una doccia e di lasciar stare l'enigma. Appena uscii infilai l'intimo abbinato e misi quello che per me era un pigiama, ovvero un pantaloncino corto e una canotta blu. Misi la mia roba nell'unico cassetto vuoto che c'era, mentre il resto non lo tolsi dalla valigia. Mi servivano più cassetti, maledizione. Mi struccai e mi legai i capelli in un'alta coda. Non c'erano dubbi, avrei scelto il letto di sotto. Non mi piacevano le altezze, e poi era più comodo. Tirai fuori il mio libro preferito, che avevo già letto un centinaio di volte e poi caddi in un profondo sonno, con il libro sul petto.

Sentii le mie spalle venir scosse da grandi mani. Mugolai qualcosa di incomprensibile, sentendo qualcuno imprecare. Mi girai dall'altro lato, cadendo con il culo a terra, insieme al libro. Aprii di scatto gli occhi, accarezzandomi la parte dolente. Alzai lo sguardo ed incontrai per la seconda quei due occhi verdi. No, non poteva essere vero.

«Cosa ci fai ancora qui?» sbottò, con la mascella tesa. Mi alzai da terra, era molto più alto di me.

«Questa è la mia stanza.» dissi cercando di ignorarlo e raccogliendo il libro da terra.

College ||н.ѕ||Leggi questa storia gratuitamente!