Mi staccai leggermente e dalla tasca dei suoi jeans tirò fuori una bottiglia d'acqua fresca. "Pronta a fare uno scherzetto a Jenna?"

****

Le lancette dell'orologio non erano mai andate così lente. Avevo la testa appoggiata sulle mani, i gomiti sul banco e lo sguardo rivolto verso il rotondo orologio da parete rosso. La lancetta dei secondi che si muoveva era l'unico suono che si ripeteva nelle mie orecchie e in quelle di tutti gli studenti.

Maya mi punzecchiò il braccio, indicando l'ora che le lancette segnavano. Annuii come per dirle che stavo guardando anche io, mentre l'unica ad ascoltare Moore era Bailey Jenkins, con le treccine legate sempre perfettamente, la schiena dritta e il viso che faceva su e giù intanto che sentiva le parole del professore.

Ovviamente, erano le solite cose che un docente si raccomandava.

Studiate, fate i compiti assegnati, non pensate solo a divertirvi, avete un futuro in ballo.

Vidi Maya alzare gli occhi al cielo e ridacchiai. Moore sembrò non farci caso comunque. Tornai a guardare l'orologio. La lancetta dei secondi si era spostata di molto. Mancavano dieci secondi, forse furono anche i più lunghi della mia vita.

Iniziammo a raccogliere tutta la nostra roba e, quando la campanella segnò ufficialmente la fine di quell'anno, avevo già la borsa a tracolla addosso. Iniziammo a correre fuori dalla classe, mentre Moore ci urlava di aspettare ancora e Bailey rimaneva lì ad ascoltarlo.

Dire che la South era un casino, era un eufemismo. Gli studenti urlavano, correvano da una parte all'altra e creavano una massa dove era impossibile distinguere qualcuno. Persi anche Maya di vista, ma continuai a camminare in mezzo a quel casino che stava succedendo.

"Ragazzi, state calmi!" ci urlò un professore.

Vidi un ragazzo, forse Cameron, bagnarlo con una bottiglia d'acqua e dei ragazzi urlare contenti.

"È sempre così?" chiesi a Cameron, quando lo raggiunsi.

"È sempre una festa qui" rispose lui. "Per le vacanze di Natale non facciamo così perché non abbiamo l'acqua a disposizione."

"No, giusto."

"Ti serve una bottiglia?" mi chiese, tirando già giù lo zaino.

Annuii. "Magari, grazie."

Notai come il suo zaino contenesse chissà quante bottiglie d'acqua. Me ne lanciò una e la presi al volo.

"Sta' attenta" mi disse, sparendo poi insieme ad alcuni ragazzi.

Sorrisi e andai avanti, verso le scale d'emergenza. Vidi Maya aspettarmi lì.

"Jenna è giù" mi disse. Non era cambiata di una virgola, ma aveva tagliato i capelli, facendoli più corti. Io pensavo che lei stesse benissimo anche così, ma Maya non ne era poi così convinta.

"Hai raccolto altre bottiglie?" mi chiese.

Annuii, mostrandole la bottiglia che avevo tra le mani. Tirammo giù le borse, rivelando quant'acqua avevamo anche noi.

"Ben fatto" mi disse, facendomi l'occhiolino.

Per raccoglierle di più, ci eravamo giocate la carta della piccola e innocente Evans e Maya aveva aggiunto ad alcuni che io ero la ragazza di Travis, il che sembrava averli convinti di più.

"Ah!" esclamò. "Amo il tuo cognome."

"Mesi fa non avremmo detto così" dissi, sorridendo. Misi di nuovo la borsa sulla spalla e scesi con Maya le scale. Quando uscimmo da scuola, molti studenti erano già occupati a divertirsi. Notai anche alcuni secchi, sicuramente li avevano portati quei ragazzi che non erano entrati.
Vidi infatti Luke fare un gavettone ad Aiden, bagnandolo dalla testa ai piedi.

Impossible 2Leggi questa storia gratuitamente!