•capitolo 19

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POV. NATE
Bill parcheggia in uno dei posti del parcheggio.

"Rimani qui." gli dico e lui annuisce. Scendo dalla macchina e mi dirigo verso gli ascensori.

Esco dall'ascensore e mi ritrovo la struttura enorme della clinica. È un clinica privata, si chiamava 'Clinica S. Stefano' e si occupa di malattie all'apparato respiratorio.

Oltre ad essere una struttura ospedaliera,se vogliamo dire così,è anche un centro di ricerche per cercare nuove cure.

È da quando avevo più o meno sette o otto anni che vengo qui,e per tutto questo tempo mi ha sempre seguito il dottor. Vilbert.

Anche se a sedici anni ho molto apprezzato la sua sostituta,in tutti i sensi,era una ragazza super sexy ed è maledettamente porca. Oh ma dai anche in un ospedale so essere un perverso assurdo,bhe se no non mi chiamerei Nate Crawford.

Mentre mi dirigo verso lo studio del mio dottore,nei corridoi trovo,quasi sempre,gente ansiosa,agitata addirittura che piange.

Io invece,sono sempre molto calmo e rilassato,insomma tanto dobbiamo morire tutti prima o poi.

Arrivo al suo studio e mi dirigo in direzione della segretaria. È meravigliosa questa ragazza. Ha una pazienza sovrumana ed è sempre dolcissima con tutti.

Mi ricordo che da piccolo mi ha sempre conceduto delle caramelle alla fragola,come piacciono a me. È l'unica ragazza,che non mi sarei mai scopato.

Eppure non è mica brutta,ha dei capelli castani,che oggi ha raccolto in una treccia,occhi verdi come smeraldo e un sorriso che mette sempre allegria.

"Salve,posso aiutarla?" mi da sempre del lei,per risultare il più professionale possibile.

Io invece dovevo distinguermi dalla massa ovviamente e infatti le do del tu.

"Ciao Zoey,ho un'appuntamento con il dottor. Vilbert." le dico mentre le sfoggio uno dei miei sorrisi più teneri.

"Certo,vado subito a chiamarlo." dice per poi alzarsi.

Mi siedo in una delle sedie gialle della sala d'aspetto. Prendo dal tavolino di vetro di fronte a me una rivista di musica e la inizio a sfogliarla senza prestare molta attenzione,perchè ho la testa altrui.

La voce di Zoey mi fa ritornare alla realtà "Puó entrare Nate."
Si sposta di poco,giusto per farmi passare e poi chiude la porta alle mie spalle.

Il dottore si alza per stringermi la mano,che stringo e poi si ricompone.

Mi siedo su una delle sedie nere vicino a me. Anche il dottore mi da del lei,ma qui devo dargli anche io del lei,ed è sempre stata una cosa che non mi è mai andata giù.

"Nate ho letto la sua e-mail e mi sono molto preoccupato,non vorrei che la sua malattia ai polmoni sia peggiorata. Suggerisco una radiografia. Le cellule malate presenti nei suoi polmoni fino ad ora non hanno creato problemi,ma ora che mi dite che sono subentrati questi attacchi 'nuovi' bisogna preoccuparsi più del dovuto. Intanto continui a prendere le pastiglie quando ha gli attacchi,ma cerchi di evitare di averli." dice serio il dottore.

"E... gli allenamenti?" chiedo mentre sudo freddo. Non voglio per nulla al mondo rinunciare agli allenamenti. Il calcio è tutto per me.

"È meglio se per ora lascia la squadra." dice con espressione dispiaciuta.

Il mondo mi crolla addosso. Devo abbandonare il calcio,la mia più grande passione,tutto per quella cazzo di malattia che mi porto dietro dalla nascita.

Porca puttana!

"Dal risultato della radiografia avremmo maggior risposte. Gliela fisso domani pomeriggio alle cinque." dice mentre scrive su dei documenti.

Poi continuò. "Questi dalli al tuo mister,servono per esonerarti dagli allenamenti." afferma mentre mi porge un foglio scarabocchiato,la scrittura dei medici chi la capisce.

Sono infuriato in quel momento.
Mi alzo e stringo la mano al dottore che ricambia.

Esco sbattendo la porta e saluto con un cenno Zoey che che mi rispose con espressione accigliata.

Mi dirigo nel parcheggio,sono furioso avrei potuto picchiare chiunque mi avrebbe rotto le palle in quel momento.

Salgo in macchina e faccio cenno di partire a Bill. Cazzo quante sono arrabbiato! Tutta colpa di quella malattia di merda,che non mi permette di vivere la mia vita.

Ormai mi sono abituato a tutti quegli attacchi e alle visite,ma questo non na mai influito sulla mia vita.

Bene,la mia vita è veramente una merda. Ho una cazzo di malattia e forse ho anche messo anche incinta una ragazza.

"Cazzo!" impreco passandomi una mano tra i capelli.

Mi sono completamente dimenticato che devo andare a prendere il test.

"Bill,andiamo in farmacia." gli ordino.

Un Amore TatuatoLeggi questa storia gratuitamente!