•capitolo 17

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POV. BLAKE
Davanti a me si trova il portone della biblioteca. È imponente e fatto di un legno tutto rifinito con cura.

Non so con certezza se entrare,all'inizio sono stata contenta,ma strada facendo mi sono riempita di dubbi.

Alle fine mi decido,ed entro.

La biblioteca è immensa e per di più ci sono due piani. Al piano inferiore ci sono i tavoli da studio quasi tipo i tavoli della mensa.

Invece al piano superiore si trovano gli scaffali con i libri.

Sento qualcuno cingermi la vita. Mi volto e incrocio gli occhi blu di Nate,un blu intenso. Sono a dir poco bellissimi,ma allo stesso tempo mi intimoriscono.

"Sapevo che venivi." dice con voce roca,mentre si avvicina al mio viso.

Cazzo.

Si avvicina sempre di più e io indietreggio finche non mi accorgo che sono arrivata all'estremità di uno dei tavoli.

"Sei in trappola piccola."

Mi ha chiamato piccola,sto sognando o è reale?

Posa una mano sulla guancia destra e l'altra sulla vita e prima che me ne rendo conto con un gesto veloce,ma delicato,mi spinge verso di se e le mie labbra si scontrano con le sue.

Abbiamo creato di nuovo quell'atmosfera,che solo baciandoci sappiamo creare,solo io e lui. Metto le braccia intorno al suo collo e le mani nei suoi capelli biondi come l'oro e gli accarezzo qualche ciocca.

Una sua mano sale fino ad arrivare alla mia nuca e l'altra si posa sulla mia vita. Mi spinge contro il suo corpo,volendo un contatto maggiore. In quel momento esplode la passione e iniziamo a baciarci con molta più passione.

Mi morde il labbro inferiore e io gemo nella sua bocca.
Poi passa la sua lingua calda sul labbro chiedendomi l'accesso che gli acconsento subito.

Le nostre lingue cominciano a rincorrersi e a giocare,ma non appena lui afferra la mia sento l'eccitazione invadermi il corpo.

D'istinto allaccio le gambe al suo bacino e lui mi fa sedere sul tavolo e si insinua tra le mie gambe. Scende a baciarmi il collo fino ad arrivare al lobo dell'orecchio destro.

Gli accarezzo e tocco gli addominali e ad ogni mio tocco un gemito lascia le sue labbra. Metto le mani sulla sua cintura,lo voglio. Quando lui si accorge delle mie intenzioni si stacca di colpo.

"Non posso Blake." sussurra con un filo di voce.

"Perchè?"

Non capisco prima mi dice di venire,mi bacia e poi si comporta così.

"Non posso e basta!" dice questa volta con tono più fermo questa volta.

"Allora perchè mi hai fatto venire qui,se poi ti devi comportare in questo modo!" esclamo incrociando le braccia.

Cerco di trattenere il più possibile le lacrime. Non voglio farmi vedere così debole di fronte a lui.

"Ho bisogno di parlarti. Dobbiamo chiarire quello che è successo l'altra sera,io devo sapere se ti ho messo incinta. È un dubbio che mi logora da quella notte,non riesco a non pensarci." dice lui con tristezza e preoccupazione.

Wow.

Non me lo sarei mai aspettato,allora anche lui ci pensava,allora anche lui era preoccupato.

"Blake,devi fare il test." dice subito dopo con tono deciso.

"Si,certo ma se fossi incinta? Cosa facciamo?" domando con una nota di preoccupazione.

Ci conosciamo da poco,non sappiamo nulla l'uno dell altro.
"Magari non lo sei." afferma lui.
Si ma posso esserlo come non esserlo.

"E dove lo trovo un test a scuola?" chiedo con un filo di voce.

"Oggi devo uscire dall' università per cose mie,te lo comprerò io e sta sera lo farai." dice lui,ma lo percepisco quasi come un ordine.

Faccio semplicemente si con la testa e quasi involontariamente il mio viso assume un espressione triste.

Lui evidentemente se ne accorge,infatti si avvicina a me. Con le dita mi solleva il mento per fare in modo che i miei occhi finiscono nei suoi.

"Tranquilla,piccola. Ci sono io con te." mormora accarezzandomi una guancia arrossata.

Quelle parole,mi infondo sicurezza non so perchè ma mi sento più rilassata. È troppo tenero con me.

Ad un tratto il mio telefono squilla e rovina l'atmosfera.
Ci stacchiamo e prendo il telefono dalla borsa. Leggo velocemente il ne sullo schermo,Scarlett.

Mi sono completamente dimenticata di lei.

"Scarlett,dove sei?" domando sotto lo sguardo di Nate che ha preso ad accarezzarmi i fianchi.

"Fuori dal cancello. Ti aspetto."

"Si certo arrivo." chiudo la chiamata. "Devo andare."

Scendo dal tavolo e mi sistemo.
"Ciao Nate." dico prima di afferrare la grande maniglia nera della porta.

"A dopo,bellissima." dice lui assumendo una posizione tremendamente sexy e facendomi l'occhiolino.

Appena esco dalla biblioteca tiro un sospiro di sollievo e mi tocco le labbra. Sono  così felice. Mi dirigo al cancello con un sorriso stampato sul volto. Tutto per colpa di Nate.

Un Amore TatuatoLeggi questa storia gratuitamente!