Capitolo 9

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Non mi resi completamente conto di essermi addormentata nel divano del soggiorno, fin quando il mal di collo causato dalla strana posizione che avevo avuto per l'intera notte, riuscì a darmi il buongiorno.

Erano solo le 7:45, Meg ancora dormiva, quando decisi di prepararle la colazione e iniziare al meglio la giornata. Non avevo di certo dimenticato la sera precedente, anzi, avrei voluto in qualsiasi modo (forse il più delicato possibile), riparlarne e capire realmente cosa fosse successo, dovevo aspettare soltanto il momento giusto.

Accesi la tv e iniziai a preparare l'impasto per i pancakes, quando la mia mente assonnata e ricolma di pensieri, venne interrotta da una pubblicità.

"Inviaci anche tu il modulo d'iscrizione per la London University, tempo fino al 15 Settembre."

«Cazzo!» - dissi ad alta voce.

In questi giorni così frenetici e pieni di eventi, avevo del tutto dimenticato di inviare il modulo, e se non l'avessi fatto in tempo, di certo sarei stata obbligata a passare come minimo un altro anno della mia vita rinchiusa in un luogo non mio, nonostante la casa di Meg fosse diventata casa mia.

I suoi genitori sarebbero tornati la settimana successiva e non avevo di certo l'intenzione di infiltrarmi e autoconsiderarmi parte integrante della famiglia, non sarebbe stato giusto.

La miriade di pensieri che stavano frullando insieme all'impasto al cioccolato, venne interrotta dal rumore di qualcuno, probabilmente proveniente dalle scale.

«Hey, che odorino! » - la voce assonnata di Meggie mi fece sorridere.

Presi un pò dell'impasto dei pancakes e mi avvicinai a lei, indicandole l'indice.

«Assaggia!» - risposi con tono soddisfatto.

«Qualcuno deve essere di buon umore stamattina, eh? Merito di Tomlinson?»

«Ah-ah, che simpatica. Ovvio che no, o comunque, credo..» - affermai confusa.

Mi guardò accennando un sorrisetto malizioso, dopodichè si sedette sul tavolo, facendo zapping e rimanendo in silenzio. Sapevo che tutto ciò che era accaduto ieri sera, mi aveva già creato un mix di pensieri e confusione, mi aveva in qualche modo reso fragile, instabile, riportata in un mondo che credevo ormai inesistente.

I miei silenzi, accompagnati da quelli di Meg, non erano altro che un modo per nascondere tutto il casino che stavo vivendo, tra mia madre, il rientro di Louis, i progetti per l'università.

La mia vita stava cambiando radicalmente, la ragazzina adolescente a cui bastava poco per sorridere, adesso doveva davvero decidere di cambiare la propria vita, senza alcuna forma di timore, e dovevo farlo da sola.

Poggiai un piatto pieno di pancakes e riempii con del succo all'arancia il bicchiere di Meggie.

«Grazie..» - disse timidamente. «Per tutto. » - aggiunse.

Senza nemmeno risponderle, mi alzai e la abbracciai, quando immediatamente lei scoppiò a piangere.

Sapevo quanto ci tenesse a Niall, nonostante fosse un coglione e da sempre si fosse comportato maledettamente male nei suoi riguardi, mancandole di rispetto, non avendo un minimo di sensibilità.

«Non fare così, ti prego, parliamone se ti va. » - le sussurrai accarezzandole la spalla.

«Non c'è nulla da dire, Cris. Stavo ballando in pista, era accanto a me e ha baciato Katie, quella puttana di merda del cazzo, quella tro-»

«Fermati!» - le alzai una mano e scopiò a ridere.

«Okay, mi calmo.»

«Esatto, parlami e dimmi tutto con oggettività. Così facendo non fai altro che arrabbiarti e non capire più nulla di quello che è successo.»

«Hai ragione Cris, ma appena l'ho visto toccarla in quel modo, sfiorarle le labbra in quel modo, io.. beh, mi sono messa in mezzo e le ho tirato tutti i capelli. E ti dirò di più, credo sia stato il minimo che io potessi fare.» - sottolineò.

«Non credi di avere un pò esagerato? So quanto ci tieni a Niall, ma è anche corretto che tu gli dia l'opportunità di costruirsi una vita e di rassegnarti qualora non fosse interessato a te. Non è poi così difficile, bisogna soltanto avere la maturità e la consapevolezza di non essere importante per qualcuno che, invece, nella tua vita ha un ruolo fondamentale, vitale.»

Le mie parole la azzittirono; cominciò a bere il succo, dopodichè aggiunse.

«Lo so, lo so bene, ma sai meglio di chiunque altro che certe emozioni che partono dal cuore, non possono essere controllate, per nessuna ragione. Per fortuna quella stronza della Smith andrà via tra qualche mese, immagina come sarebbe stata la mia vita, se avessi dovuto vedere Niall provarci con lei ogni giorno all'uni.»

«Davvero? Suppongo tu sappia già dove andrà, non è così?» - ridacchiai.

«Ti stupirò, non lo so, e sai una cosa? Non voglio nemmeno saperlo. Prenderò alla lettera le tue parole, Cris, devo rassegnarmi e smetterla di stare male per un coglione come Niall. Un coglione stupendo con gli occhi blu come il mare, il mio angelo, il mio amore, il mio- »

«Fermati Meg, ne stai parlando come se fosse Dio sceso in terra, non te ne rendi conto.»

«Sono proprio un disastro. » - disse compiacendosi e mettendosi entrambe le mani ai lati delle tempie.

Meggie non era un disastro, e sapeva anche di non esserlo, era semplicemente innamorata, da troppo tempo della persona sbagliata, e prima o poi la sequenza degli eventi le avrebbe fatto capire cosa davvero fosse giusto e cosa non.

«E tu? Suppongo abbia un paio di cose da dirmi?»

«Beh, credo di si.. » - dissi pizzicandomi le unghie.

«Che aspetti? Racconta, nel frattempo mangio tutti i pancakes.» - affermò con la bocca piena.

«Ti giuro Meg, avrei immaginato tutto nella mia vita, tutto, ma non il ritorno di Louis. Sei una delle poche persone che ha vissuto insieme a me il casino che ha combinato, il dolore che mi ha procurato, la fermezza con cui aveva deciso di chiudere il nostro rapporto dopo anni, e adesso? Non può ritornare come se nulla fosse, tentando di baciarmi nel pieno dei suoi sensi e della sua sanità mentale, affermando di essere sempre stato innamorato di me. Il tutto suona così ridicolo e insensato.»

«Questo è davvero molto, molto interessante... E poi? » - disse incuriosita.

«Mi ha detto che mi seguirà, qualunque siano le scelte che farò e ovunque io vada. Sembrava a conoscenza dei piani per la London University, è strano. Non abbiamo più amici in comunque, o per lo meno, nessuno che sappia di questa decisione.»

«Louis Tomlinson passione stalker?» - rise.

«Chissà..» - affermai vagamente.

«E tu?»

«Io cosa?»

«Cosa pensi del suo ritorno? Come hai reagito?»

«Sono stata bastardissima nei suoi confronti, Meg. Lui deve dannatamente capire che non sono il suo burattino. Ha fatto i suoi errori, ha perso una persona che lo amava sul serio e adesso, nonostante tutto quello che siamo stati, non ho la minima intenzione di riprendere il rapporto, qualsiasi forma lui intenda.»

«Ti vedo convinta, e quando lo sei, è impossibile contraddirti.»

«Lo so, per fortuna.»

Non appena finimmo di fare colazione, salii al piano di sopra e iniziai a cercare da ogni parte il modulo d'iscrizione; era giunto il momento di andare, di crescere, di realizzarmi, di vivere.

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