Violet lasciò Kit nella stanza ancora sconvolto e corse a cercare Tate, voleva chiedergli di aiutarla.

Probabilmente dopo tutto l'accaduto lui avrebbe preferito davvero vederlo morto quel ragazzo, magari aveva già programmato come ucciderlo, ma voleva tentare lo stesso.

Corse al piano inferiore e incontrando sua madre le chiese velocemente se avesse visto Tate

"Certo tesoro, è uscito in giardino con la ragazzina, ma che vuoi fare?"

La guardò alquanto preoccupata immaginando che avesse in mente chissà che cosa, non voleva che sua figlia passasse ancora del tempo con quel ragazzo orribile, ma alla fine lei come poteva impedirglielo?

"Devo chiedergli solo un favore, stai tranquilla mamma non è nulla di più"

Senza aspettare la risposta della madre, Violet corse fuori lasciandosi la donna alle spalle con aria perplessa, ma che decise di lasciare perdere e andare dal marito.

Erano dietro casa che stavano discutendo, Tate urlava qualcosa a Sabrina ma da quella distanza non riusciva bene a comprendere tutta la frase, solo a tratti coglieva qualche parola come "sorella, tranquilla, amo te"

Per quanto la ragazza ormai sapesse bene della relazione che il ragazzo aveva con Sab, sentì una fitta allo stomaco e se fosse stata sola sarebbe già scoppiata a piangere, ma non poteva permetterselo ora, doveva essere forte e affrontare Tate, chiedergli di aiutarla e se non avesse accettato allora avrebbe cacciato quella famiglia da sola.

Una volta che fu abbastanza vicina ai due ragazzi, e che quelli si furono accorti della sua presenza smettendo di discutere, Violet prese a parlare

"Tate per favore, dovremmo parlare un secondo del fatto avvenuto prima in corridoio, puoi venire con me un istante?"

Tentò di restare il più calma possibile anche se il tono della sua voce si era leggermente modificato quando Sabrina gli aveva preso la mano, lasciando capire quanto la infastidisse quel gesto, lasciandosi oltretutto sfuggire un occhiataccia verso la ragazza.

Il ragazzo lasciò subito la mano e senza dire nulla seguì Violet; quando furono abbastanza lontani da Sab, iniziarono a parlare

"Cosa vuoi adesso?"

"Beh magari vorrei parlare del fatto che hai aggredito il mio ragazzo, senza un motivo ben preciso e terrorizzandolo a morte. Perchè lo hai fatto? Non stiamo più insieme!"

"Mi dava fastidio che ti toccasse. Vuoi parlare anche di altro o posso tornare dalla mia ragazza?"

"Uff...no devo chiederti un cosa, ma non ti azzardare più a fare del male a Kit.

So che probabilmente non vorrai perchè stai con Sabrina e voi due siete molto felici insieme, ma..."

"Oh Violet insomma, ti sbrighi ad arrivare al punto oppure no?"

"E va bene, calmati! Per favore, devi aiutarmi a farli scappare da qui. I fantasmi stanno iniziando a tormanetare Kit, non devono morire in questa casa"

Tate si fece improvvisamente interessato alle parole di Violet e per la prima volta durante tutta quella conversazione, alzò gli occhi dal prato e il puntò nei suoi per darle attenzione.

Non si sarebbe mai aspettato che proprio Violet venisse a chiedere aiuto a lui, lui stesso aveva pensato di domandare a lei ma temeva che si potesse rifiutare.

"Si. Va bene, hai già in mente qualche piano?"

Violet si stupì dalla convinzione di Tate nella voce, davvero non se lo aspettava, era sollevata dal fatto che avesse accettato, ma dispiaciuta dovette dirgli di non aver avuto ancora nessuna idea.

Lui senza risponderle, si girò e si incamminò verso Sabrina e la ragazza, pensando ad un ripensamento, si sentì una rabbia crescerle dentro e avrebbe voluto prenderlo a pugni, solo perchè non aveva idee e quindi avrebbe dovuto aiutarla a pensarne ad una, lui la lasciava lì così.

Lo seguì tentando di chiedergli spiegazioni, ma quando il ragazzo arrivò a pochi passi da Sab, ebbe tutte le risposte che le servivano.

"Oggi pomeriggio devo stare con mia sorella ad aiutarla riguardo dei lavori, mi dispiace amore e spero vivamente che la questione di prima si sia risolta"

Lasciò quella povera ragazza lì da sola senza darle il tempo di rispondere, poi se ne andò con quella che ora chiamava "sorella" ma che un tempo aveva chiamato "amore" proprio come Sabrina, e che infondo sperava di poter chiamare ancora così, molto presto.

Si diressero nello scantinato, era l'unico posto dove potessero parlare senza che i proprietari sentissero, dato che lì nessuno ci scendeva mai, così passarono tutto il pomeriggio alla ricerca di un piano per farli fuggire a gambe levate, senza che qualcuno rimanesse ferito o ucciso da altri fantasmi.


Ciao a tutti, scusatemi se ho aggiornato così tardi, prometto che il prossimo capitolo sarà migliore e anche più lungo di questo, fa davvero schifo :( scusate non ho mai tempo!Volevo chiedervi se potevate passare a leggere la storia di @maiuz189, sarei davvero felice se passaste sul suo profilo, magari lasciando qualche voto e commento alla storia :)Grazie se lo farete, prometto di aggiornare presto e di scrivere qualcosa di migliore!

Alla prossima :) <3

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