Canzone per il capitolo: When you’re gone- Avril Lavigne

HARRY POV

C’è stato un momento in cui ho creduto fermamente di aver sognato tutto. Tu che vai via, io che ti mento, tu che vai via perché io ti ho mentito.
Conoscevo la verità.
L’ho letta nei tuoi occhi quella stessa sera.

FLASHBACK

“Finalmente sei tornata” rivolto la testa indietro e la guardo al rovescio, sentendo la pelle tirare quando sorrido alla sua vista.

“Sono stata a fare la spesa” alza le buste, ma subito le riabbassa a causa del peso eccessivo. Sollevo le gambe per darmi la spinta necessaria prima di alzarmi e raggiungerla alla porta. Mi avvicino alle sue labbra per lasciarle un bacio, sperando in una sua collaborazione per approfondirlo.

“Lisa… va tutto bene?” incrocio le braccia al petto, allontanandomi da lei di qualche passo. Il suo viso è stanco e i suoi occhi sono spenti; in qualche modo non sorridono.

“Si, bene” allunga la mano per posarla sulla mia guancia. Il suo gesto cancella momentaneamente i miei tormenti. Guardo con attenzione le sue curve muoversi con grazia ogni volta che compie un piccolo passo verso la cucina. Allevio il fastidio di un intimo troppo stretto allargando le gambe.

“Mi sei mancata”. Ogni tentativo di attirare la sua attenzione risulta completamente vano, così passo direttamente ai gesti. Le poso le mani sui fianchi e connetto direttamente il mio corpo con il suo. Irrigidisce subito le gambe e ferma le mani sullo scatolo di merendine al cioccolato, le mie preferite. “Anche tu mi sei mancato, Harry” la provoco, falsando la voce.  

“Harry, sono stanca” sussurra. Fermo le mani sul cuore e poi sui seni.

“Non è vero” le do una spinta, ammortizzando sul suo bacino. “Sono rimasto solo per troppo tempo”

“Mi vuoi solo per questo” piagnucola.

“No, ti voglio anche per fare tanti bambini”

“E’ uguale” ride.

“Ti voglio perché ti amo” ridivento serio. Quando si volta, ha gli occhi leggermente lucidi. “Mi fa piacere vedere che ancora ti commuovi quando ti dico che ti amo” scherzo, baciandola.

“Sei così energico” sorride, tirando su con il naso.

“La masturbazione mi fa quest’effetto” . Spalanca gli occhi, ridendo. Le blocco il polso in aria quando prova a darmi uno schiaffo. Poggio le labbra sui polpastrelli delle dita sottili e una mano sul cuore; i suoi battiti accelerati sono la reazione che voglio. 

“Ok”. Sposto con un gesto veloce i pacchi riversati dalle buste sul tavolo e mi stendo con lei sul legno freddo. Ogni pulsazione che avverto nel basso ventre mi fa arrivare una piccola quantità di sangue al cervello che non mi fa capire quasi niente.
E’ la prestazione più breve che abbia mai intrattenuto e il suo livello di coinvolgimento è pari a quello di una scopata mattutina che ti vede ancora mezzo addormentato.

 Ti ho amato così tanto da far finta di niente. Se quello era il prezzo da pagare per averti accanto, l’avrei sopportato. Non mi faceva più male ormai aggiungere dolore a quello già esistente.
Ho visto scomparire l’amore nei tuoi occhi, la passione nel tuo corpo, la felicità nel tuo sorriso. Ho visto tutto riaccendersi e forse io non ero il tuo fuoco. E ancora non mi ha fatto così male. Non mi ha fatto così male lasciarti andare.
La prima notte senza te è stata la peggiore.

FLASHBACK

Cammino solo, al buio, le foglie secche fanno rumore sotto i tacchi delle mie scarpe. Passo attraverso un sentiero stretto, gli alberi alti si susseguono a destra e a sinistra. Sento un rumore alle mie spalle e mi volto subito. Un corpo, umano forse, mi sfreccia accanto alla velocità della luce. O forse è solo la mia immaginazione. Non ho mai avuto paura, ma adesso il buio è soffocante.

“Harry, Harry vieni a prendermi” ascolto la voce di Lisa forse poco lontano. Inizio a correre, il mio respiro si fa corto e ho come l’impressione che tutto l’ambiente aperto che mi circonda si stia facendo sempre più stretto. Decido di correre più veloce. “Più veloce”.
Mi fermo poggiando le mani sulle ginocchia.
Un’immensa distesa di prato illuminata dalla luna.

“Se Harry lo venisse a sapere?”. Questa non è Lisa. Non riconosco la voce, ma mi sembra molto familiare. Mi guardo intorno, ma non vedo nessuno.

“Chi, il cornuto?” ride. Questa è Lisa. Mi ha appena chiamato cornuto? Devo aver sentito male.

Mi sveglio di soprassalto madido di sudore. Gli occhi proiettano stelline, così sposto una mano sul suo posto accanto a me sul materasso. Il cuscino è posizionato verticalmente ed è completamente bagnato. Stavo piangendo nel sonno. Mi alzo buttando all’aria le coperte.
Ho preso la macchina e sono andato a correre. Dio solo sa perché sono ancora vivo, dopo aver raggiunto i 200km/h con un livello di alcol nel sangue ben oltre il limite.

La seconda notte l’ho trascorsa decisamente meglio.
Ho deciso di chiamare Alice.
E’ una vera stronza, ma mi piace. Abbiamo trascorso una notte intera a parlare di te e la mattina successiva era qui, accanto a me, con la testa poggiata sul mio petto. Mi ha detto che mi ama ed io le credo. Io non amo lei. Mi piace, ma non la amo.
A lei va bene così ed ora stiamo insieme. Ogni giorno va sempre meglio. Sto iniziando a sperare che non sia il sesso l’unica cosa che voglio per me.

Quando sei partita con Niall sono andato a casa tua. Sono entrato di nascosto e mi sono intrufolato nella tua camera da letto. Non te l’ho mai detto, ma ho sempre amato quella stanza; me ne innamorai subito appena comprai il loft. Piena di luce, nonostante io amassi il buio. Mi sono sdraiato nel mio letto, il tuo profumo sulle lenzuola era talmente forte. Quella notte, mi ti sei materializzata accanto.

FLASHBACK

“Harry” mi dice, in tono sorpreso. “Cosa ci fai qui?” stropiccia gli occhi.

“Devo dirti una cosa”

“Ma è tardi” si lamenta.

“O troppo presto” aggiungo. “Dipende dai punti di vista” sorrido. Si stende supina e mette le mani sopra la pancia, girando di poco la testa nella mia direzione. “Devo prendere una cosa”

“Cosa?”. Mi sporgo per baciarla. “Harry, tu sei pazzo”

“Forse”. Quella notte, dopo tanto tempo, ho fatto l’amore. Anche se era soltanto un sogno.

Ci vuole tempo per superare un delusione e probabilmente tu non me ne hai concesso abbastanza.
Sono ricaduto nel baratro e adesso ti voglio più di prima, ma ormai è troppo tardi. Hai deciso di pianificare la tua vita, chiedendomi il permesso di sigillare la porta che vorrai chiuderti alle spalle, senza darmi scelta. Tengo alla tua felicità e a quella di Niall, ma alla mia chi ci pensa? Io non sono felice.
Matrimonio, figli, regali di Natale, cene, compleanni. Mi assicurerò di lasciare aperta la finestra sul retro, di modo che possa venire a salvarti tutte le volte che hai bisogno di me.

Lascio cadere la penna sulla scrivania e piego il foglio in quattro, gettandolo nel cassetto insieme ad altre cento lettere che non le ho mai consegnato.

Da: Harry

Sarò il tuo testimone. 

Love Actually (#Wattys2015) // N.H.Leggi questa storia gratuitamente!