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•capitolo 4

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POV. BLAKE
Mi sveglio molto presto saranno le sei e trenta solo che sono molto ansiosa. È una delle università più prestigiose e io è dalla prima media che sogno di andarci ed ora che ho quasi realizzato il mio sogno non voglio che qualcuno me lo rovini,come l'ultima volta.

No Blake non pensarci nulla devo rovinare questo giorno!

Vado a farmi una doccia. Metto a soqquadro tutta la cabina armadio,ma alla fine opto per una camicetta bianca con un scollo non troppo profondo,una gonna blu scuro che mi arriva sopra il ginocchio e una giacchina che si abbina perfettamente alla gonna,indosso dei collant semplici color carne e per finire delle decoltè blu.

Metto solo un po' di ombretto color crema,il mascara e un gloss.
Decido di raccogliere i capelli in una coda alta. Mi guardo un'ultima volta. Sembro sexy ma allo stesso tempo professionale.

Prima di scendere al piano di sotto prendo il mio attestato di diploma e altri documenti per l'iscrizione e metto tutto dentro ad una cartelletta che poi poso nella borsa.

"Blake!" sento urlare mia mamma dal piano di sotto. "Muoviti o arriveremo tardi."

Sbuffo e scendo le scale.

Dopo circa mezz'ora arriviamo. È una scuola enorme. È molto affollata,ci sono studenti che entrano ed escono,altri che sono seduti sul prato a chiacchierare e altri ancora che si dirigono verso gli alloggi.

Ci dirigiamo subito dall'ufficio del preside che ci accoglie calorosamente.
Dopo un lungo colloquio interminabile finalmente firmo i documenti dell'iscrizione.

In seguito facciamo un giro per la scuola e vadoa visitare gli alloggi dove avrei dovuto vivere per tutto l'anno.

"Blake,io devo andare a prendere le tue valigie a casa,perchè non visiti un po' la scuola?" mi chiede mia mamma,peró più che una domanda mi sembra più un ordine.

Annuisco alzando gli occhi al cielo.

La scuola è davvero veramente enorme,infatti mi fermo a chiedere indicazioni un paio di volte.

Ad un tratto attira la mia attenzione delle voci,che a quanto ho capito provengono dalla palestra. Pian piano che mi avvicino,capisco che quelle voci sono in realtà affanni.

Entro in palestra e vedo un ragazzo a terra che respira in modo irregolare. Corro immediatamente verso di lui,voglio aiutarlo.

Quando gli sono vicino metto a fuoco che ha un viso familiare.
Continua a respirare irregolarmente.

Non so cosa fare!

"Vado a cercare aiuto resisti!" grido in preda al panico.

"N-No vat-tene.." balbetta il ragazzo con la voce rotta.

"No non posso lasciarti così,vado a prendere un po' d'acqua!"

Aspetta dove la vado a prendere l'acqua?

"Sei p-proprio una rom-pi
p-palle! Se ci tieni tanto ad
a-aiutarmi p-prendi l'acqua e la sca-toletta bianca dentro la m-mia borsa." il suo respiro diventa sempre più irregolare. Devo sbrigarmi.

Mi precipito immediatamente,anche se faccio molta fatica dato che ho 12 cm di tacco.

Prendo l'acqua e la scatoletta come detto dal ragazzo. Torno e lui è ancora accasciato a terra.

"Ecco." gli porgo le cose e lui le afferra. Lo aiuto a mandare giù la pastiglia e a bere a piccoli sorsi l'acqua.

Pian piano inizia a respirare regolarmente e io mi tranquillizzo. Ad un tratto lui prende e si alza e se ne va senza rivolgermi sguardo.

"Certo che un grazie potrebbe bastare!" dico acida.

"Perchè dovrei? Io non ti ho chiesto nulla." risponde altrettanto acido lui e per poi uscire uscire.

"Ma che simpatico...".

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