( per questo capitolo ascoltate Heart by Heart di Demi lovato, buona lettura xx)

Ad Harry tremava ancora la mano, mentre cercava di firmare con disinvoltura e con una punta di superiorità le carte per uscire da lì.
Fece alcuni scarabocchi su pallini, disegnò delle pesanti crociette su alcune caselle e firmò quelle carte con una rapidità assoluta, pari ad un record mondiale.
Tutto quello che voleva fare era uscire da lì, e ora più che mai ci stava riuscendo.
Sentì il peso dello zaino sulle spalle tramutatosi in qualcosa di più grande.
Si sbrigò a scendere i numerosissimi scalini che separavano il portone blindato dal cancello di metallo.
Impugnò saldamente la maniglia del portone e spalancò come meglio poté, sentendo un'improvvisa libertà mischiata con il senso di colpa.
Ma non poteva adesso rifugiarsi nei rimpianti e negli errori.
Adesso era fuori da lì.
Fuori e libero.

L'aria aveva preso a far sventolare le bandiere del tetto dell'edificio, mentre Harry inspirò a pieni polmoni quell'aria che tanto gli era mancata.
L'essere un uomo libero, ecco cosa gli era mancato.
E Lily.
Queste erano state le cose che gli erano mancate più di tutti in undici anni di cancere.
Sentì il calore del sole sulla testa, gli occhi stanchi e i muscoli pulsare.
Toccò il ferro dello sportello e per poco non trasalì dallo spavento, quando il suono del motore fece vibrare l'automobile.

-stai bene?-

Harry annuì, anche se non ne era del tutto convinto.
Era stato chiuso lì dentro per così tanto tempo che oramai aveva dimenticato cosa c'era lì fuori.

-okay- sospirò l'avvocato, inserendo la prima.

Viaggiarono in macchina per tanto tempo, un tempo che servì a Harry per guardare il paesaggio e tutte le bellezze che si era perso in undici anni.

-sei emozionato?- domandò la donna.

-devi portarmi da Lily- spiegò Harry su di giri.

-ci stiamo andando Harry-

L'avvocato svolgò per alcune vie prima di andare sull'autostrada.

-questa non è la strada per andare a casa sua-

L'avvocato tenne saldamente con una mano il volante mentre con l'altra tastò dietro il suo sedile, recuperando un cellulare dalla tasca interna della macchina, porgendolo al ragazzo.

-Lily sta finendo la specializzazione in psicologia adesso, il suo patrigno le ha comprato un appartamento a cinque chilometri dall'università.
È al centro della cittadina, un quartiere veramente delizioso-

Harry accese e quello che trovò fu uno schermo bianco.
Bianco come le poche emozioni che aveva provato prima di aver conosciuto Lily.
Bianco come il niente, quello che sentiva in lui adesso.

-lei com'è?- domandò lui pulendo il telefono con la maglietta verde che indossava da più di due giorni, e tirò sul col naso quando decise di aprire lo zaino per guardare tutte le lettere sparse dentro di esso.

-non vuoi chiamarla?-

-credo sia meglio vederla-

-è diventata una donna splendida, testarda e indubbiamente ancora innamorata di te-

Harry sorrise, imbarazzato.
Il ragazzo continuava a guardare il paesaggio davanti a sé, immaginandosi il cambiamento della ragazza che avrebbe amato per tutta la vita.

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-Harry, siamo arrivati-

L'avvocato Watson dovette smuovere la spalla di Harry un paio di volte prima di iniziare a sentire dei lamenti dalla sua parte.
La donna sapeva tutto quello che Harry aveva fatto a Lily, e in quei undici anni era andata a trovarla molto spesso, all'insaputa di Harry.
Tutto quello che riuscì ad ottenere da Lily erano pensieri di una ragazza innamorata: felice ed innamorata.

-Harry, siamo da Lily-

La donna toccò con dolcezza i grandi e folti ricci che aveva il ragazzo, ormai diventato un'uomo.
Harry aprì delicatamente gli occhi appena sentì il nome di Lily, e quando si ritrovò davanti ad un cancello di metallo il suo cuore si fermò.
Si stropicciò gli occhi e accartocciò la lettera buttandola nello zaino insieme alle altre con il cellulare.
Guardò l'avvocato prima che entrambi scesero dall'auto.

-questo è un quartiere sicuro, tranquillo e civile. Il tipo di tranquillità che serve a Lily-

Harry iniziò a respirare così forte da svenire.
Quando guardò attentamente tutti i numeri di campanello inseriti nel blocco di metallo sulla parete del cancello, trovò quello di Lily Davis e del numero della sua stanza.

-questa è una copia di questo cancello-

La donna passò la chiave a Harry prima ancora che potesse ringraziarla.

-Harry- parlò l'avvocato, con un filo di voce.

-cosa c'è?-

-Lily vive qui da undici anni.
Ti ama, questo può confermarlo anche un sasso, ma è una donna fragile, e come tutte le donne vuole protezione, non problemi. Non devi essere un problema per lei Harry, o tutti quelli contro di te ci metteranno pochissimo a sbatterti di nuovo dentro.
E questa volta per sempre-

Mentre la donna parlava Harry rimase in silenzio, serrando la mascella e chiudendo gli occhi in due piccole fessure, prima ancora che l'avvocato Watson andasse da lui e gli baciasse la fronte, dovendosi mettere in punta di piedi.
Lo salutò e prima di fare inversione con la sua golf grigia abbassò il finestrino, guardandolo ancora.
Era esattamente uguale a sua madre.

-ti auguro di trovare la felicità nella tua vita Harry, anche tu te la meriti-

Il ragazzo cercò di fare mente locale in quei pochi secondi, mentre una voce strozzata gli uscì dalla bocca, incerta.

-è un addio?-

La donna si addolcì e mentre ingranò la retromarcia sorrise ad Harry, come un vecchio amico.

-non ti libererai così facilmente di me Harry- rispose andandosene, mentre Harry varcò in pochi secondi quel cancello, iniziando ad aprire il portone per prendere l'ascensore.

L'appartamento 375 non era così lontano, e Harry non riusciva più a trattenersi.
Premette con forza il pulsante dell'ascensore, cercando di rimanere calmo mentre una strana musichetta si diffuse in quelle quattro mura.
Quando suonò, le porte si aprirono e iniziò a cercare per il piano la stanza 375.

Pochi minuti dopo, con lo zaino sulle spalle e l'ansia che aveva accumulato per tutti quegli anni, bussò alla porta di legno, in attesa.
Niente.
Bussò ancora, e quando vide la maniglia girarsi e cigolare allora capì che Lily era veramente lì.
Lily era dietro quella dannata porta in legno.
Lily era a pochissimi centimetri da lui.
Lily era davanti a lui.

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