Chapter 23: Ashton

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Il sole illumina tutta la stanza, compreso il mio viso, e pigramente apro gli occhi, infastidito da tutta questa luce.
Vicino a me, Charlotte dorme beatamente, con le labbra socchiuse ed i pugni stretti, mentre una piccola ruga fa capolino sulla sua fronte, probabilmente dovuta ad un sogno che sta facendo.
Nascondo il viso tra i suoi capelli, cercando di ripararmi dal sole, ed un dolce profumo di rose mi avvolge, il profumo del suo shampoo è delicato come lei.
La mente é ancora addormentata, ma presto si sveglia, ed un dolore nel petto si fa sentire.
Risento, come tutti i giorni quelle voci che si ripetono nella mia testa, instancabili, ripetitive, fino a farmi impazzire.
Errore.
Brutto.
Errore.
Inutile.
Errore.
Nessuno ti ama.
Errore.
Non ne vali la pena.
Errore.
Grasso.
Non riesco a fermare le voci, ed il dolore dentro aumenta, le lacrime cominciando già a pungere i miei occhi ma cerco di non cadere in tentazione, no.
Abbraccio più stretta Charlotte dormiente, inconsapevole di cosa passa nella mia testa, ma no, le voci non la smettono, continuano, formano un cantilena inquietante, una cantilena sui miei sbagli, una cantilena su quanto io debba morire.
Non ce la faccio, scusa, Charlotte, io ci ho provato.
Mi alzo, ormai le lacrime lasciano i miei occhi, e vado in bagno, chiudendomi dentro, ma non a chiave, un errore che forse rimpiangeró.
Mi guardo allo specchio e mi faccio schifo, devo far smettere la cantilena nella mia testa, non riesco più a sostenerla, basta, basta, basta!
Anche ripetendolo nulla cambia, cambierà solo grazie a Lei.
Lei stoppa il dolore nella mia testa, procurando dolore reale, fisico, ed è per questo che incido il primo taglio.
Veloce, ma non netto, fisso il sangue continuare a scendere dalla ferita mentre le lacrime appannano la mia vista.
'Errore' sussurro tra me e me, dando un nome al taglio.
Errore, questo sarebbe dovuto essere il nome.
Il sangue gocciola nel lavandino mentre incido il secondo, il terzo, il quarto.
'Brutto', 'inutile', 'grasso' ripeto a me stesso taglio dopo taglio, finché il troppo rosso mi spaventa.
Porto i polsi sotto l'acqua ghiacciata, sciacquandoli, ormai un'abitudine.
Il rosso del mio sangue che scorre nel lavandino e sulle mie braccia è l'unico colore che sento, che vedo, che provo oltre al nero, è il colore che mi tiene vivo, eppure è il colore che potrebbe farmi morire da un momento all'altro.
Ed è Charlotte a cui penso in questo momento, mentre le lacrime cominciano a seccarsi.
Lei è una ragione per rimanere vivo ed ora ho tradito la sua fiducia, lei mi ha aiutato ed io l'ho rifatto.
Non merito amore, eppure vorrei il suo.
Ho tradito anche la fiducia di Calum, e mi dispiace così tanto, ma non può capire, forse solo Charlotte può.
Ed è proprio in questo momento che la porta si apre e Charlotte entra, fissandomi con un'espressione che é un misto di tristezza e delusione, ed in questo momento più che mai penso che non merito amore, tanto meno il suo.

Angolo autrice
Buongiorno!
Non era in programma questo angolo autrice, ma volevo scusarmi per questo capitolo. Sinceramente, a me piace, e quando l'ho letto a mia madre lei ha pianto, quindi credo che centri il punto che volevo centrasse, peró so che è molto forte, quindi mi scuso se a qualcuno dà fastidio perchè...beh, diciamo che non é una cosa che si vede tutti i giorni.
Mi dispiace davvero, scusate.
Inoltre, la foto ad inizio capitolo l'ho trovata oggi su tumblr e me ne sono innamorata, è comparsa nella mia dash e ho subito pensato "devo metterla in un capitolo di Colors" ed è per questo che l'ho inserita. Non so cosa c'entri ma mi andava di dirvelo, sopportatemi haha.
Last but not least, grazie per i voti e le visualizzazioni, mi rendete tanto tanto felice e vorrei abbracciarvi tutte, sul serio.
Grazie.
Love,
Chiara.

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