Capitolo 2 : Il Quartier Generale (IV)

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“Viviana e stai attenta con quella spazzola, per favore”

“E non ti lamentare...Sei sempre tu, Agata”

“Ma stai zitto, Leo!”

Urla dietro la porta di quello che, da come lo aveva chiamato, non era una casa...

“Eeehheehmm...Ragazzi per favore!”

Si girarono tutti verso loro due che erano sull'uscio, o meglio, verso Vera che era rimasta sull'uscio, dato che, oramai, Umberto già si era avviato ad accomodarsi sul divano nell'angolo, come se fosse davvero a casa sua. Occhi che la scrutavano, che la analizzavano. Per un momento pensò che avesse qualcosa di strano, ma...no.

I suoi soliti ricci castani erano in ordine come tutti i giorni, con la frangetta spettinata che le usciva dal fazzoletto usato come fascia per capelli. “Forse i vestiti?” -pensò- “Che sono macchiati?” Una sbirciatina imbarazzata per accertarsene, ma i pantaloncini di jeans erano come tutti i normali paia. Forse un po' logori, molto più di quanto in realtà volesse ammettere. La maglietta, al massimo un po' larga, le scendeva da una spalla, lasciandola scoperta. Gli scarponcini militari, nonostante la stagione estiva, a cui erano ancora attaccate un paio di foglie. No, decisamente, non aveva nulla di strano.

“Ciao”- suonava davvero strano, di timidezza, lei non era così- “Sono Vera, la sorella di quello sul divano. A proposito, grazie fratellone per avermi lasciato lì...” disse rivolgendosi a Umberto.

“Prego, sorellina.”

“Non ti preoccupare, fa sempre così. Oramai lo conosciamo bene!”

La ragazza che aveva parlato si era alzata da una sedia bassissima dal fondo della stanza, ma, una volta che fu sull'uscio con lei, capì realmente quanto si fosse sbagliata sulle proporzioni della sedia. Probabilmente, lei, da seduta, non avrebbe toccato con i piedi a terra tanto che era alta, a confronto di – come si chiamava- che invece sedeva quasi scomoda e non sapeva dove poggiare le gambe. Era altissima. Vera doveva alzare lo sguardo per poterla guardare negli occhi, fare su e giù con la testa per vederla nella sua totalità; valutò che doveva essere sopra i 2 metri.

“Io mi chiamo Viviana”

Le porse la sua grande mano, non volendo esagerare era due volte quella di Vera. Sembrava una di quelle eroine giganti uscite da un libro di fantasia. Vera era rimasta per un po' bloccata intimorita e incuriosita, a osservarla. Era troppo concentrata su quel che vedeva, i suoni erano quasi indistinti, tanto che quasi non si accorse che era giunta anche l'altra ragazza, Agata, se la memoria non la ingannava...

“Madonna, Vivi, quasi mi hai strappato una ciocca intera di capelli...”

“Mi “sorella” Agata...” aggiunse, facendo finta che fosse normale essere osservata a quel modo dagli altri.

Gli occhi di Vera si spostarono su Agata, poi di nuovo su Viviana, e ancora su Agata. I suoi occhi la ingannavano o erano alte uguale?

“Piacere...Vera. Ma perché hai detto sorella?” ripetendo il gesto di virgolettare quella parola.

“Oh perché tutte ci scambiano per sorelle, ma non siamo sorelle. Anche se lo sembriamo, cioè lo siamo in realtà, però...”

“Quello che vuole dire Agata è che non siamo proprio sorelle di sangue...”

Riconsiderò il suo pensiero; forse non erano sorelle, ma prima di saperlo avrebbe scommesso la sua mano destra che potessero essere addirittura gemelle. Troppo uguali per non esserlo: stessa altezza decisamente fuori dal comune, stessa tonalità di color rame per i capelli, avrebbe potuto descrivere i loro occhi con le stesse identiche parole per l'una e per l'altra. Poteva distinguerle solo per la diversa acconciatura di capelli: Agata li aveva legati in una graziosa e voluminosa treccia che le scendeva un po' spettinata, così come lo era la frangetta, sulla spalla destra.

“Però vi somigliate...”

“Grazie, lo sappiamo!” disse compiaciuta Agata.

 “Allora, dai, entra...Non vorrai rimanere lì tutto il giorno!”

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Quarta parte del secondo capitolo! Come sempre fatemi sapere eventuali opinioni, correzioni e tutto quello che volete!  Grazie mille, davvero. Ultimamente pubblico di meno (e si vede) perchè come sempre c'è la scuola e sono impegnata (per quanto posso *sospira*) nello scrivere il 3 Capitolo!

Ribelli - La Nuova GenerazioneLeggi questa storia gratuitamente!