-me lo rispieghi ancora Signor Styles, o dovrò condannarlo-

Harry ricordò le parole dell'avvocato Watson, così non perfette e senza nessun errore.
Ripensò alle lunghe giornate prima della sentenza, passate con il suo avvocato senza nemmeno battere ciglio.
Si lasciò quindi abbindolare da lei, perché sapeva che lo stava aiutando per poter riabbracciare Lily.

flashback//

-Harry non te lo sto proponendo, te lo sto imponendo. Non puoi permetterti di morire qui dentro, devi convincerti tu come prima persona. Non sei un assassino-

-le ho uccise io quelle ragazze, e non posso negarlo... come potrei? Se è l'ergastolo la punizione giusta per me, allora è quella che accetterò-

L'avvocato Watson sbuffò sbattendo rumorosamente la cartella del suo cliente sul tavolo di vetro, nella piccola stanza insonorizzata e libera, senza telecamere ne sensori di movimento.

- fuori c'è una vita che ti aspetta Harry.
Lì fuori c'è tutto per te, non puoi voler stare davvero qui dentro-

-una parte della mia vita è morta con mia madre, e non tornerà più-

Scansò la sedia e impugnò la pesante maniglia di metallo, prima che l'avvocato Watson puntò sull'ultimo tassello rimasto, quello più fragile per Harry e quello che sarebbe riuscito a convincerlo.

-non potresti più rivedere Lily-

Harry lasciò improvvisamente la maniglia per girarsi a guardare la donna davanti a lui, immaginandosi Lily con un volto triste e le lacrime agli occhi.

-forse Lily non ha bisogno di me.
Forse lei può vivere la sua vita anche senza questo mostro- disse indicandosi.

-sappiamo entrambi che hai bisogno di lei Harry. Dovrai difendere la tua posizione se vorrai tornare a vedere Lily-

Harry ci pensò su, a disagio.

-non potremmo mai inventarci scuse plausibili per le prove che mi hanno incastrato-

A quell'affermazione l'avvocato Watson sorrise, aprendo la cartella e facendo accomodare nuovamente il suo cliente sulla sedia di metallo grigia.

-preoccupati solamente di dire ciò che ti ho appuntato qui-

//

-non ho ucciso io quelle ragazze- rispose il ragazzo senza battere ciglio.

-ci sono le prove- lo punzecchiò il giudice, guardando le cartelle difronte a lui.

-prove infangate- urlò l'avvocato alla difesa del Signor Styles.

-il Signor Styles dovrebbe essere in grado di spiegare qualunque tipo di particolarità e accusa, da vero uomo- zittì l'avvocato Watson, con ancora l'amaro in bocca.

Il giudice si perse ancora in pochi secondi guardando le fotografie presenti nel fascicolo.

-la ragazza che era con lei, Lily Anne Davis, era scomparsa precisamente quando lei l'ha rapita?- domandò ancora, fissando il ragazzo.

-non l'ho rapita, siamo solamente scappati insieme- spiegò lui, tornando a pensare a tutte le volte che aveva provato quella battuta.

-e che mi dice della casa, non era sua?-

-per quanto ne so, ci siamo nascosti lì perché non vi abitava nessuno- continuò il suo copione, mentre sentiva il sudore scendergli lunga la schiena.

-abbiamo ritrovato uno scantinato pieno di lerciume, lei-

-non ci siamo avvicinati minimamente allo scantinato ne tantomeno ai piani superiori, se nonché la camera da letto- borbottò Harry, accigliato.

-sono stati ritrovati cuori umani, cuori di quelle ragazze uccise.. lei non ne sapeva niente?-

-come le ho detto.. abbiamo usufruito solamente di quei specifici luoghi della casa, nulla di più. Se lo avessi saputo, avrei portato via Lily da lì-

Harry sudava freddo e la sua posizione non sarebbe potuta andare peggio di così.
Stava facendo un buon lavoro, ma le bugie tornavano a condizionarlo in ogni gesto che lui si limitava a fare.

-la madre della ragazza afferma che non aveva un tatuaggio quando è scomparsa, e nello scantinato ci sono dei resti rotti di un ago e dei colori, può spiegare?-

-abbiamo deciso di farci un tatuaggio quella stessa sera, e posso portarvi persino nel negozio che confermerà che siamo stati lì-

Il giudice lesse ancora, sistemandosi gli occhi sul naso, prima di accantonare i fogli.

-la madre della ragazza ha confermato che Lily aveva lesioni sul corpo... come se lo spiega questo, Signor Styles?-

Harry riprese fiato, per raccontare quella parte di verità.

-forse lei non sa che Raj ha picchiato per moltissimi anni sua figlia, giudice.
Sono notizie che Lily ha raccontato solamente a me, in qualità di suo fidanzato.
Non toccherei mai la donna che amo, e che amerò per il resto della mia vita-

-che sarà qui dentro!- sbraitò un membro della corte, prima di un battito di martello da parte del giudice.

-basta!- ordinò con arroganza il giudice, mentre si allontanò con la sedia dal podio, alzandosi in piedi.

-la sentenza è conclusa- urlò, sistemandosi il capello nero.

-il verdetto?- domandò l'avvocato Watson impaziente.

-undici anni-

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