(canzone per il capitolo, Home- di Michael Bublé
Buona lettura, xx)

Lily si girò gemendo, spaventata per la voce di Harry alle sue spalle.
Aveva gli occhi rossi per il pianto, le occhiaie alte almeno di tre centimetri e il viso completamente sporco.
Non era andata a lavarsi, indossava ancora i vestiti strappati e a sporchi del seminterrato, mentre si sentiva debole e stanca.
Forse avrebbe dovuto rassegnarsi.
Forse avrebbe dovuto accettare l'idea di provare qualcosa per lui.
Forse avrebbe dovuto dirglielo, dirgli che era stanza di tutto.

-non lo so,- sospirò lei cercando di non pensare a nulla.

-non è come sembra-

Lei quasi urlò, con la voce strozzata e le lacrime che avevano iniziato a scenderle sulle guance.

-non è come sembra? Hai una collezione di ciocche di capelli e di cuori umani di tutte le ragazze che hai ucciso!-

-io..-

Ma cosa avrebbe potuto mai dirle?
Tutto quello che i loro occhi stavano guardando in quel momento, era la verità.

-voglio andarmene da qui- disse la ragazza, facendo sbiancare il ragazzo.

-non puoi. Non puoi abbandonarmi ora.-

-non puoi tenermi qui per sempre.
Uccidimi o mandami via, non so cosa ci sto a fare ancora qui.
Preferisco tornare da mia madre che stare qui!- urlò lei, spaventata e esausta.

-ti ho deluso?-

-lo hai sempre fatto.
Sei un maniaco omicida e, tutto questo- indicò la ragazza con un gesto, inquadrando lo scenario dietro di lei.

-tutto questo è colpa tua-

-è complicato- sputò Harry, sbattendo un pugno sul muro.

-non puoi scappare da una situazione solamente con un "è complicato".
Sai quante cose sono complicate nella vita?
Sai invece cosa ho dovuto sopportare io?- urlò la ragazza in un pianto acuto, sentendo l'unico sugli occhi e la vista appannarsi.

-dei stupidi litigi con tua madre? Io la mia l'ho vista morire davanti ai miei occhi non potendo fare nulla- urlò anche Harry, rispondendo al puntare il dito di Lily.

Harry aveva la vena del collo gonfia, uno strano tremolio sul labbro e gli occhi umidi.
Avrebbe voluto essere capito da Lily.

-ho passato gli ultimi sei anni con lesioni e lividi di frusta sulla mia schiena.
Mia madre si divertiva ad insegnarmi la buona educazione. Ho sempre vissuto con la paura di mia madre, una paura che ho ancora adesso. Ho paura di ciò che potresti farmi tu, ho paura di tornare da lei.. Ho paura di vivere-

Harry si avvicinò a lei prendendole i polsi, cercando di calmarla.

-lasciami, ti prego lasciami-

-NO- urlò lui in cagnesco, prima di stringerle ancora di più i polsi.

Le lacrime di Lily continuavano a scendere mentre Harry tornava a sentirsi male per lei.
In quell'istante la capì.

-non ti lascerò andare. Non ti lascerò mai andare- dichiarò lui mettendo apposto la voce
-guardami Lily-

Harry alzò il suo mento con forza e le asciugò le lacrime.
Lily respirava forte, con Harry che sentiva il cuore battere a mille.

-ora come ora, non ti farò mai più del male, questo devi capirlo, non ti farò mai più del male-

Lily lo guardò, riconoscendo dentro quegli occhi una persona buona.
Lo guardò notando negli ancora quel bambino frustrato a cui mancava la sua madre.
La ragazza pianse, stringendosi contro la sua maglietta.
Harry agganciò le sue mani dietro alla schiena di Lily, cullandola.

-balla con me- la invitò sussurrandole parole dolci.

-non abbiamo la musica- singhiozzò lei, sentendosi protetta da un'altra ragazzo che non si sarebbe mai avvicinato all'Harry del primo giorno.

-chiudi gli occhi e lascia che ti conduca io. Dimenticati di tutto, ti farò sentire bene Lily, te lo prometto- le sussurrò ancora, muovendola delicatamente.

-sei la mia unica salvezza- singhiozzò lui, infine.

Continuarono a ballare lentamente, arrivando fino alla camera da letto di Harry, sentendosi lontani da ogni tipo di problema.
Harry socchiuse la porta e fece sdraiare Lily sul materasso, ancora tremante.
Lily sospirò guardando gli occhi verdi di Harry che tanto aveva pensato.

-ti ho aspettata per così tanto tempo- mugolò lui posando le sue labbra sopra quelle della ragazza.

-credo di essere qui ora- sospirò tra un bacio e l'altro, sentendo il bisogno di volere di più.

-e ci resterai?-

Lily sorrise sentendosi bene, mentre provò delle strane sensazioni all'interno dello stomaco, con il battito accelerato e l'eccitazione nel corpo.

-chiedimelo domani-

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