Harry tentennava ancora davanti alla porta chiusa, sentendo le mani deboli e strane.
Immaginava la faccia di Lily nel vederlo così agitato, non in se.
Forse Harry era pronto per parlare con lei.
Ricordava ancora la frase dell'angelo che le aveva sussurrato lei la notte precedente, ancora così vicina ma allo stesso tempo lontana.
Strinse il vassoio con una modesta forza, guardando le nocche delle dita diventare bianche e prive di sangue.
Sentiva nel suo stomaco e nella sua mente migliaia e migliaia di emozioni che lo tormentavano come zanzare in una serata afosa.
Tutto quello che Harry avrebbe voluto fare era aprire quella porta per poter guardare Lily, cercando di capire se effettivamente riscontrava miglioramenti rispetto alla notte precedente.
Infine bussò dolcemente con la sua mano bianca, afferrando poi la maniglia per rigirarla con determinazione e con una punta di paura.

La camera di Harry era la più luminosa di tutte ma anche la più buia durante la notte.
In quei giorni quelle quattro mura, rivestite rigorasamente di poster e vari disegni, avevano assaporato solamente la luminosità, una cosa che Harry non riusciva nemmeno a capire.
Guardava quei colori e ripensava al suo tetro carattere, che finiva per far morire tutto ciò che gli stava a cuore.

-..so che magari stai dormendo ma volevo semplicemente portarti,- non finì la frase, guardando la ragazza seduta alla fine del letto caldo, con un volto stanco e il sudore della febbre visibile sul suo corpo.  

-la colazione- puntualizzò il ragazzo guardandola, ancora assorto nei suoi pensieri.

Harry posò il vassoio sul mobile di legno, mentre attese in piedi, davanti a lei.
Non riusciva a capire il motivo per il quale Lily era seduta, invece che straiata sotto quelle coperte calde.

-in realtà dovrei farmi una doccia- lo informò, chiedendo dei asciugamani.

Alla vista del volto sconsolato e afflitto del ragazzo, Lily si sentì in colpa, chiedendosi ancora una spiegazione per il diverso completamente di Harry.
La ragazza ci riflettè la notte a lungo iniziando a farsi domande persino su se stessa.
Sentiva la necessità di stargli vicino, ma anche quella di stargli lontano.
Voleva toccarlo ma allo stesso tempo voleva spingerlo il più lontano possibile da lei.
Voleva baciarlo ma sapeva che sarebbe stato un errore e un controsenso, in realtà.
Si morisicò le labbra e si toccò il collo, a disagio.

-in realtà ti ho portato la colazione-

Harry purtroppo era permaloso, suscettibile e ipersensibile, e odiava quando Lily rifiutava del cibo.
Ricordava la voce dolce di sua madre che lo implorava di mangiare anche le cose che non lo invogliavano, per renderla felice.
Cercava in tutti i modi di far felice una parte di se, anche se era Lily la persona che avrebbe dovuto mangaire.
La guardava in tutta la sua bellezza e in quegli occhi notava un qualcosa che ancora non sapeva.. che ancora non conosceva fino in fondo.
Conosceva Lily ma non conosceva la vera Lily, quella sepolta dentro di lei che non riusciva ad emergere.
La osservava e non poteva fare altro.
Sognava quelle labbra da così tanti mesi che pur avendocele a pochi passi di distanza le sentiva lontane, forse anche più di prima.
Tutti e due avevano messo un muro; Harry stava togliendo a poco a poco tutti i mattoncini ma Lily li stava inserendo nel suo, creandolo ancor più imponente di prima.
Ma si sa, tutti i muri hanno delle crepe infondo allo strato di cemento, pronte per essere individuate e abbattute, così come tutte le insicurezze e i traumi che portavano come un pesante fardello quei due ragazzi che provavano qualcosa l'uno per l'altra.

-puzzo di sudore- borbottò la ragazza, lasciando Harry di stucco.

Lily replicò con la sua solita voce coraggiosa e sfacciata, rischiando una nuova reazione fa parte di Harry.
Ricordava i primi giorni nello scantinato, dove i brividi per la paura percorrevano ancora la sua schiena.
Ricordava la sua verginità come una tappa ormai passata, piena di rimorsi e tristezza.

-mh- mugugnò Harry, socchiudendo appena gli occhi.

A Harry bastarono pochi minuto per cercare di controllarsi (cambiare, come voleva per sua mente profonda).
Andò verso di lei, aprendo il mobile in mogano scuro alla sua destra, per consegnarle degli asciugamani puliti.
Prese saldamente le maniglie del cassettone e le strattonò così violentemente da farlo tremare.

Harry le consegnò degli asciugamani in pizzo bianchi, lasciando il tempo a Lily di sorridere spontaneamente.
Il ragazzo provò un senso di completezza nel petto nello stesso istante in cui qualcosa cadde a terra tra i due, facendo sobbalzare la ragazza.
Era una scatola.
Era una scatola contenente delle ciocche di capelli.

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