"Sono di nuovo in punizione" dissi a Maya.

Sbuffai, chiudendo lo sportello. Quando alcune persone si girarono verso di noi, mi accorsi di averlo chiuso con molta forza.

Quando la sera prima avevo sentito mio padre urlare il mio nome per intero, avevo capito di essere nei guai. Due settimane di punizione. Sarei potuta uscire solo per andare a scuola, non potevo andare neanche in biblioteca. Uscivo la mattina per andare alla South e tornavo. Se per l'ora in cui sarei dovuta essere a casa, a seconda degli orari scolastici, non ci fossi stata, mi sarebbero venuti a cercare i miei genitori.

Avevo dovuto persino rifiutare un invito da Maya per andare da lei quel pomeriggio.

"Hai sistemato male i tuoi libri?" scherzò. 

"Ho pitturato la mia camera" ammisi.

"Non possono punirti per una cosa del genere!" esclamò.

"Beh, lo hanno fatto" dissi. "O meglio, mio padre lo ha fatto. Mia madre torna questa sera."

"Almeno la tua camera è venuta bene?" chiese.

Annuii. "A dir poco perfetta e poi amo il colore."

"Meglio così. Sbaglio, Faith bella, o stai diventando leggermente più... non saprei come definirlo, a dir la verità. Sembri più libera? Più ribelle? Non trovo il termine adatto, o magari tu sei sempre stata così."

Feci spallucce. "Sono sempre la stessa."

Non volevo parlare del piccolo e quasi inesistente accordo con Travis.

Sentii qualcuno che, mentre camminava, andò a sbattere contro la mia spalla. Subito dopo avermi urtato, Travis si girò e mi fece un occhiolino.
Sorrisi leggermente, spostando una ciocca dei capelli castani dietro l'orecchio. Maya, fortunatamente, non si era accorta di nulla. Stava messaggiando con qualcuno, sicuramente Aiden.

"È un peccato che tu sia in punizione, avevo in mente di organizzare un'uscita a quattro. Io, Aiden, te e Travis."

"Travis Walker? Non uscirei mai con uno così."

"Travis è un bel ragazzo e poi fai da babysitter ai suoi nipoti o sbaglio?"

"Questo non c'entra un bel niente" replicai.

"Ammettilo, ti piace Noah" disse.

"Noah James?" chiesi, cercando di sembrare indifferente.

"Proprio lui" rispose, sembrava abbastanza entusiasta.

"È il miglior amico di mio fratello, nulla di più" dissi, nonostante ero uscita un bel po' di volte con lui. Non sapevo esattamente come definire Noah. Era un bel ragazzo, certo. Simpatico, gentile, intelligente. E poi, la sua compagnia non mi dispiaceva affatto.

"Quindi tra te e Noah non c'è assolutamente niente" disse.

"Siamo amici" spiegai.

"E con Travis?" chiese sorridendo maliziosa.

"Nulla" risposi in fretta.

"Prima sembra averti urtato apposta."

"Gli piace infastidirmi, sono una Evans, qui tutti odiano mio fratello."

"Allora avrà un tic all'occhio" si riferì all'occhiolino di prima. Arrossii leggermente.

"Sei diventata cupido tutto d'un tratto? Perché sappi che odio il ragazzino con il pannolino addosso e l'arco in mano" dissi.

Sorrise. "Maya Marton è molto meglio, fidati."

Sentii il telefono vibrare in tasca, doveva essere arrivato un messaggio. Lo presi e scoprii che era proprio come avevo pensato. Era di Noah.

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