(canzone per il capitolo, Angel di Sarah Mclachlan, buona lettura xx)

Harry si ritrovò fuori dalla sua stanza da letto, seduto per terra con la testa tra le mani, pensando a Lily.
Al ragazzo ritornò in mente il messaggio in segreteria di sua sorella, tentennando ancora nel richiamarla.
Gemma Styles.
Sua sorella era l'opposto di quel complicato ragazzo, ripensando alla morte della loro madre -Anne- una donna amorevole e speciale.
Quando il suo telefono segnò l'avvio della chiamata, il ragazzo sospirò amareggiato.
Si appoggiò il telefono all'orecchio, rimanendo in ascolto del rumore dei squilli.

-Harry,-

Al ragazzo mancò il fiato sentendo la voce di sua sorella.
Gemma, come nell'aspetto, aveva ripreso la voce da sua madre Anne, una donna fin troppo gentile.
Il cuore del ragazzo si spezzò, riuscendo a sentire l'esitazione nella voce della ragazza, oramai lontana da lui.

Passarono altri secondi di silenzio, prima che uno dei due iniziasse a parlare.
La distanza -come per chiunque- era una delle peggiori situazioni sulla faccia della terra.

-come stai?- domandò sua sorella, seria.

Harry aggrottò la fronte contrariato, sminuendo la domanda di sua sorella.
Erano anni che non si vedevano.
Erano anni che non si parlavano.
Nessuno dei due aveva più sentito l'altro dalla morte della loro madre, ed ora invece erano lì, separati da centinaia di chilometri, ma uniti semplicemente da un telefono.

-bene- rispose il fratello, tentando di voler dire qualcosa di più.

Harry cercò di schiarirsi la voce tentando di riprovarci, senza alcun risultato.
Risultò un totale fiasco.

-bene, almeno credo- squittì ripensando a tutti i momenti in cui sua sorella non era stata presente.

Harry chiese a Gemma novità sulla sua vita, per affrontare poi l'argomento della sua domanda, la quale aveva spaventato Harry ancor prima.

-New York è un posto talmente tanto accogliente e movimentato.. potrebbe piacerti, sai? Potresti provare a farti una nuova vita qui- lo incoraggiò con la stessa voce di Anne.

-sto bene dove sto, Gemma- borbottò Harry zittendola, per far passare altri secondi di silenzio.

Harry non avrebbe mai lasciato la sua cittadina.
Harry non avrebbe mai lasciato il Kentucky. 
Non avrebbe mai lasciato Lily.

-credevo che tu mi avessi chiamato per qualcosa di importante, a dire la verità.
Ma se l'intento era quello di convincermi a trasferirmi, allora hai sprecato il tuo tempo-  spiegò Harry a tono, mentre guardava il dottore uscire dalla sua camera da letto.

-ora devo andare Gemma, spero che tu stia davvero bene-

-Harry, io..- tentò la ragazza, prima che Harry potesse riattaccare.

Il numero di sua sorella ora sembrava così dannatamente reale, mentre tornava a riapparire tra le chiamate recenti.
Per Harry sentire quella voce era come sentire un vagone di ricordi colpirlo al cuore.
Quella voce che aveva sentito piangere e ridere, sul volto di sua madre.
Si alzò alla fine della telefonata, guardando ora il dottore con occhi imploranti.

-ha la febbre, deve riposare- lo istruì l'uomo, scrivendo alcune procedure da fare.

Harry annuì conducendolo alla porta, prima di poter tornare davanti alla porta della ragazza, esitando un secondo.
Il ragazzo aprì delicatamente la porta, scovando la figura di Lily sul letto.
Si avvicinò lentamente, toccandole una ciocca di capelli biondi e rigirandole il pezzo di stoffa sulla fronte.

-sei così delicata.. così fragile e pura, macchiata solamente dal marchio del diavolo, che è esattamente seduto di fronte a te.
Ho fatto quel che ho fatto perché non ti ho mai desiderata come ora Lily-

La ragazza delicatamente aprì gli occhi, fissando quelli verdi di Harry.

-Harry..-

Il cuore del ragazzo fece una piccola giravolta, cercando di non dare a vedere uno strano sorriso che aleggiava sul suo volto. 
Le prese la mano con delicatezza, sentendo la sua tremare.

-non affaticarti- l'ammonì il ragazzo, guardandola con un sorriso malinconico.

-perché.. perché mi hai salvato?- domandò la ragazza.

-cosa intendi?- sospirò lui, cercando di capire.

-avevi affondato il coltello Harry,l'ho sentito.
Ho sentito la vita abbandonarmi, allora perché tu,- gemette contraendosi dal loro, mentre sentiva la fronte molto accaldata.

Lily socchiuse le labbra, cercando di non affaticarsi.
Sentiva gli occhi stanchi e rossi di lacrime.

-volevo proteggerti. Proteggerti da tutti-

-però alla fine mi hai salvato. Alla fine sei riuscito a salvarmi, come-

La ragazza esitò prima di riprendere, per poter guardare quella figura completamente differente dal ragazzo dei giorni passati.

-come un angelo-

N/A;
forse si possono shippare insieme..forse.

28 Days::Leggi questa storia gratuitamente!