XII. Quel giorno

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...Un lungo ed affettuoso bacio sulla guancia per sua sfortuna.
"S..s..scusa" riesce a dire balbettando.
"Ahm, ehm.. niente. Non è successo niente" Lo rassicuro per far si che la sua carnagione rossa come i suoi capelli ritorni come prima.
"Io non credo, Jase se n'è andato" Mirando la vista sulla punta delle scarpe e poi nella direzione di Jase.

Jase non se n'è mai andato davanti a tutto, eppure in un attimo ha lasciato la sua scia alle spalle. Forse ora starà pensando che lui che mi ha sempre protetto ha ricevuto in cambio io che non l'ho trattato come avrei dovuto, o forse chissà cosa starà pensando.

Ha mostrato un nuovo lato di se' Jase, l'essere geloso.

Beh, prima comunque non ne aveva motivo di essere geloso, nessuno ha mai notato una come me.

Oh mio dio Jase. Corro più veloce che posso, so dov'è diretto.

Corro, corro ed ancora corro.

Ad un certo punto mi fermo perché devo riprendere il fiato. Non sono mai stata una cima in corsa campestre, semplicemente non sono mai stata una cima in niente.

Alzo gli occhi e vedo una macchina -Noi dovremmo parlare- c'era scritto sul vetro con le dita.

E lo so che il messaggio è per me, lo so che quella è la calligrafia di Jase.

Mi dirigo nel posto dove ci siamo dati appuntamento la prima volta che siamo usciti insieme, che poi col tempo è diventato il NOSTRO posto.

Lo vedo lì, solo, si raggomitola con le ginocchia al petto e cinturando con le braccia le gambe ripiegate.
"Ehi..." gli accarezzo la guancia.
"Perdonami, ma ti devo dire una cosa" Dalla sua espressione si capisce che non è niente di felice, ma ora non importa.
"...Ed io devo ascoltare..."

Annuisce col capo, poi inspira
"Kevin ha vissuto una situazione difficile... Aveva una fidanzata, Miriam, l'ha amata più di se stesso, più della galassia, più dell'universo,  più di tutto.
Il loro amore era paranormale, come la vita di Kevin d'altronde.
Lei era una ragazza semplice, capelli castani ed occhi azzurro cielo, diceva sempre che osservarli era come essere in paradiso.
A differenza di tutti gli altri, lei credeva a ciò che le aveva raccontato Kevin, eh si.. perché pur lei essendo una comune mortale aveva fiducia in lui.
Il loro amore era il più proibito di tutti, ma il loro sentimento era ciò di più simile all'amore di tutti.
Un giorno però, un demone si era impossessato del suo corpo e Kevin l'ha dovuta uccidere con le sue stesse mani.
Lo stesso giorno mi aveva persino confessato che aveva visto loro figlia nel futuro.
Già, Kevin è un potentissimo veggente.
Da quel giorno non vuole più avere a che fare con nessuno, lui è immortale, ma è come se fosse morto.
Adesso ti ha baciata, che schifo, e temo che sia stato solo per sostituire la mancanza di Miriam o per la scoperta che tu sei la ragazza con gli occhi di ghiaccio.
Mi dispiace dire questo di lui, mio fratello, ma ho paura."

Troppe cose insieme che mi danno alla testa.
"Come puoi pensare questo! Questo di me e di Kevin, che adesso risulta pure tuo fratello..."

Le palpebre di Jase si distendono perché guarda verso il basso.

Io gli afferro il viso affinché mi guardi e stia attento a ciò che gli dico
"Io non sono mai stata nessuno per nessuno, adesso non è cambiato niente anche se ho gli occhi di ghiaccio, io non sono nessuno"

Me ne vado, ma per chi mi prende? Io non l'ho baciato e non l'avrei mai fatto.

In più solo adesso scopro che Kevin è suo fratello, ci conosciamo dalla prima superiore ed io ero convinta che fosse figlio unico, ma quante bugie mi ha raccontato fino ad ora?!

Non riesco a sopportare la situazione, voglio dimenticarmi di questo giorno.

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