Bussai alla porta con la mano destra, l'altra era impegnata a tenere un pacchetto di caramelle. Il sabato era sempre stato il mio giorno preferito. Niente scuola, niente compiti pesanti. Potevo uscire e andare dove volevo. Da piccola lo amavo specialmente perché, oltre ad andare al parco a giocare, potevo andare a dormire molto più tardi invece che al solito orario.

A quasi sedici anni, invece, dovevo lavorare. Fare da babysitter non era affatto un peso, anzi, era piuttosto semplice e divertente. I figli di Melanie non erano delle pesti ed erano facili da controllare. E poi erano adorabili.

Quella volta avevo deciso di portare le caramelle per far felice Sean. Mi era bastato il primo giorno di lavoro per capire quanto quel bambino amasse i dolci. Ricordai che aveva divorato i biscotti dell'altra volta in pochissimo tempo, facendo poi molti complimenti a me e allo zio.

Travis. Lo trovavo così complicato, a volte. Mi piaceva passare il tempo con lui e lo ammettevo. Era una persona semplice, quando stava con me. Mentre, quando stava con i suoi amici, lo trovavo un po' più sfacciato, menefreghista. Non era ancora arrivato il momento in cui mi sarei ritrovata nel suo gruppo di amici, sicuramente per colpa di Maya. Chissà come si sarebbe comportato. Lui aveva detto che nessuno gli dava ordini, neanche Luke. Che poteva parlare con chi voleva, quando voleva. Sembrava sincero. Non avrei saputo neanche descrivere il nostro rapporto. Compagni di babysitter? Conoscenti? Amici?

Quella volta non fu Melanie ad aprirmi, bensì, proprio lui. Suo fratello.

"Devi fare da babysitter?" chiese.

"È sabato" risposi, alzando le spalle.

"Giusto" disse. "Beh, Melanie è dovuta andare prima a lavoro, sono qui dalle dieci di questa mattina, perciò le ho detto che per una mezz'ora ci avrei pensato io ai bambini."

Alzai la mano, scuotendo il pacchetto di carta nella mia mano. "Ho portato le caramelle."

"Sean ne sarà davvero felice."

"Allora, mi fai entrare?"

"Oh, giusto." Si spostò, lasciandomi così entrare in casa. Vidi i bambini correre verso di me. Mi abbracciarono e io ricambiai il loro piccolo, ma dolce, abbraccio.

Gli occhi di Sean luccicarono. "Caramelle."

Scoppiammo tutti a ridere non appena il bambino mi strappò il pacchetto dalle mani. Haley corse per raggiungerlo, urlando di dargli quel pacchetto.

"A me nulla?" mi chiese Travis.

"E perché mai dovrei portarti qualcosa?" replicai.

"Uh, acida oggi?"

Posai la borsa sopra il divano e mi tolsi la giacca, attaccandola all'appendi-abiti.

"Allora, chef, cosa prepariamo stasera?" mi chiese.

"Rimani anche a cena?" Annuì "Okay, allora apriamo il frigo e vediamo cosa c'è dentro."

Andammo in cucina e aprimmo il frigo, nonostante fosse ancora presto per pensare alla cena. Vidi Travis scrutare attentamente il cibo all'interno del frigo. Prima che potessi osservare per bene anch'io, lui chiuse il frigo e, senza dire nulla, iniziò ad aprire vari sportelli. Lo vidi spostare qualcosa, magari stava cercando ciò che voleva. Prese il telefono e iniziò a controllare una cosa. Due minuti più tardi, tornò a rivolgermi lo sguardo.

"Facciamo la pizza" disse.

"Io non ho mai fatto la pizza" replicai.

"Io si, mia madre ha una passione per la cucina, perciò ho imparato qualcosa. Dai, Evans, non dovrai neanche impastare! Mia sorella ha una macchina apposta per farlo."

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