-quindi lei è sicuro che si sveglierà?-

Harry tormentava le sue unghie fino alla radice mentre ascoltava le difficili parole che il dottorGood gli rivolgeva.
Tutte le sue attenzioni adesso erano su di Lily e sulla sua salute.
Il ragazzo immaginò per un secondo il suo futuro senza quel sorriso sincero e triste, trattenendo un brivido per lo stupore e l'ansia.

Harry aveva chiamato un medico specialista e il dottore aveva tenuto sotto controllo il corpo di Lily, senza fare nessuna domanda sull'accaduto. 
Il ragazzo continuava a dormire sul divano, piangendosi addosso mentre tentava di essere consolato dal suo migliore amico Louis.
Louis era l'unica persona di cui Harry riusciva a fidarsi.
Era l'unica persona oltre al dottorGood che sapeva cosa faceva Harry per divertirsi.

Lily rimase incosciente per un paio di giorni, prima che, in una fredda giornata invernale i suoi occhi decisero di aprirsi, esplorando la stanza sconosciuta che le si apriva difronte.
Quando la ragazza finì di parlare con il dottore, lei cercò di liberarsi dalla flebo che aveva al braccio.
Sobbalzò tra le lenzuola morbide alla vista di Harry, prima di agitarsi freneticamente.

-cos'ha?-

Harry riprese l'attenzione del dottore che si precipitò sulla paziente, somministrandole un calmante nelle flebo.

-si sta svegliando Harry. Il suo ultimo ricordo non è stato dei migliori, dico bene?-

Harry si morsicò le labbra cercando di capire la situazione, ricordandosi del giorno successivo alla coltellata, in cui si era punito con le sue stesse mani.

-voglio morire- urlò la ragazza.

Lily non faceva altro che agitarsi, tra i cuscini e le lenzuola bianche.
La ragazza fissò per qualche secondo Harry e si lasciò andare, sconfortata tra i cuscini.
Ora ricordava tutto.
Ricordava la sera in cui aveva incontrato Harry.
Ricordava la loro conversazione, e ricordava benissimo la telefonata del ragazzo.

Lo fissò ancora, cercando di capire quel tunnel di emozioni contorte che vivevano dentro di lui.
Erano entrambi due individui complicati, esattamente come due ingranaggi.
Due ingranaggi che non trovavano una combinazione, ma che cercavano continuamente incastrarsi tra di loro.
Lily lo fissava e sentiva un vagone di emozioni farle spazio all'interno della sua mente, emozioni che passavano dall'odio a qualcosa di più.
Ricordava quel ragazzo misterioso come il suo salvatore, e non come suo torturatore.
Lily non poteva accettare che Harry avesse due personalità, perché non era scientificamente possibile.
L'Harry che aveva conosciuto in quei giorni non sarebbe mai cambiato.
Si lasciò andare ad un pianto disperato, senza saperne la vera ragione.
Harry fissò lei e il letto in cui era adagiata, tentennando su ciò che avrebbe dovuto fare.
Rabbrividì quando sentì le parole di Lily, ma allo stesso tempo gioì per il gesto.
Forse dopotutto una piccola speranza poteva sempre esserci.
Una piccola speranza che lui potesse perdonarla per quell'incidente.

-avresti dovuto lasciarmi morire-

Harry non capiva.
Harry voleva Lily viva, insieme a lui.
Il ragazzo si sedette vicino a lei, ma allo stesso tempo così lontano da sentirne la mancanza.

-non capisco cosa,- blaterò tentando di trovare le parole adatte all'occasione.

-hai avuto così tante occasioni per uccidermi.. perché non lo hai fatto? cos'è che ti ha fermato? io non voglio vivere così- piagnucolò la ragazza, incapace persino di parlare a tono.

Si guardò attorno e poi guardò il suo corpo vivo.
Era viva, e questa fu una la cosa più brutta che potesse capitarle.
Sarebbe dovuta morire.

-non meriti di morire Lily-

-voglio morire Harry.
La mia ora è arrivata..sei così stronzo! Avresti dovuto lasciarmi morire! Avresti dovuto quella sera in mezzo alla strada, invece mi hai solamente detto che mi avresti portato via da tutto quello schifo.
Ma dove sono capitata invece? In uno dei gironi dell'inferno.
Avresti dovuto uccidermi perché io non voglio più niente di tutto questo, e tu non sei per me.-

Harry si avvicinò così tanto al viso di Lily che le sfiorò le labbra carnose, così sensualmente coinvolgenti.

-hai ragione: non sono per te.
Nemmeno tu sei per me, ma quando ho affondato quel coltello, ti giuro che avrei volto farlo scorrere.
Avrei voluto aprirti come si apre un pesce.
Avrei voluto vederti soffrire, e non lo so il perché.
Pensavo che saresti arrivata ad odiarmi, in futuro.
Che questo odio poi si sarebbe tramutato in qualcosa di più.
Che mi avresti chiesto tremante di portarti via.
Che lo avrei fatto, solamente tu ed io.
Una promessa fatta a me stesso e a te, tramite uno stupido telefono in una stupida notte buia, dove tutto sapeva di te-

N/A;
oops.

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