Alle tre e mezza, Travis si presentò sotto casa mia. Non avevo avuto problemi ad uscire, quella volta. Isaac era agli allenamenti di basket, mia madre era a lavoro per un caso a cui deve lavorare e mio padre progettava qualcosa per la sua azienda. Amavo avere casa libera.

Travis, Luke, Aiden e altri due ragazzi erano vestiti tutti di nero e avevano  delle maschere per non farsi riconoscere in caso ci fossero telecamere o passassero persone. La borsa a tracolla stava iniziando a pesare a causa del portatile che avevo portato con me.
Speravo che andasse tutto bene, il piano avrebbe dovuto funzionare.

In tal caso, non avevo un piano B.

Al massimo la North avrebbe avuto qualche macchina colorata nel parcheggio. A quanto pare Luke conosceva un tizio che conosceva una persona che era riuscito a procurargli delle bombolette spray.
Sarei rimasta lì solo per vedere le facce dei giocatori non appena sarebbero usciti. 

Con Isaac, dopo ieri, non avevo più parlato. Quella mattina si era comportato normalmente, passandomi una ciotola di frutta fresca per iniziare la giornata. Poi eravamo entrambi andati a scuola e non ci eravamo più visti.

"Che fai? Entri o no?" mi chiese Travis.

"Metti ansia, adesso entro" risposi.

Percorsi il cortile della North e, arrivata davanti il portone, lo spinsi ed entrai. Era la prima volta che entravo alla North, ci ero venuta solo poche volte per vedere delle partite di Isaac, ma non la ricordavo neanche.
L'entrata era bella e grande, interamente in legno pregiato e un telo gigante blu, con una 'N' gialla, era attaccato al muro in fondo. Svoltai a destra, immaginai che la segreteria fosse lì. Camminai per un po', sperando di non perdermi. Arrivai davanti una porta marroncina con su scritto a caratteri in nero segreteria. Bussai e quando sentii una voce femminile dirmi avanti, entrai dentro.

La segreteria era perfettamente ordinata. Le pareti marroni erano  ricoperte da quadri o scaffali con alcuni libri. Una grande cattedra in legno era messa al centro della stanza e un'altra ancora si trovava in fondo. Su entrambi c'erano due computer neri, una donna era seduta su una poltrona davanti la scrivania al centro e stava scrivendo delle cose su un foglio.

"Serve aiuto?" chiese.

"Ehm, si" risposi. "Sono Faith Evans, la sorella di Isaac, avrei bisogno di un dépliant della scuola, dovrò rifare l'esame tra qualche mese e vorrei anche delle informazioni sulla scuola."

"Oh, certo cara" disse alzandosi. "Vado a prenderlo subito."

Solo quando si alzò, notai che non era poi molto alta, ma aveva comunque un fisico snello. La carnagione era un po' scura e i capelli neri erano legati in uno chignon molto ordinato. Portava degli occhiali da vista che andavano a finirle sul naso, le gambe erano strette in una gonna nera lunga fino alle ginocchia e sopra questa aveva una camicia con delle sottili righe grigie. Ai piedi portava delle scarpe con il tacco basso. Si muoveva velocemente, andando ad aprire la porta e correndo per il corridoio.
Mi affacciai alla piccola finestra quadrata della porta e notai Maya correre verso di lei e fermarla. Doveva aver preso quella cosa del non sembrare sospetto sul serio, perché indossava un completo formato da giacca, gonna e camicetta bianca. Sorrisi.

Corsi verso la seconda scrivania. Domenica, Noah mi aveva detto che in segreteria hanno un computer per i docenti. L'altro, sicuramente, era per la segretaria. Notai infatti che ci si poteva accedere senza nome utente o password.

Mi misi seduta sulla poltrona lì davanti e tirai fuori il computer. Sospirai, accendendo il mio portatile. Cercai di ricordarmi tutto ciò che avevo imparato l'anno scorso. Avevo passato molto tempo con un ragazzo, lo chiamavano l'hacker. Infatti, riusciva ad entrare ovunque o ad aggiustare di tutto con semplici passaggi e qualcosa l'aveva insegnata anche a me.

ImpossibleLeggi questa storia gratuitamente!