56. Goodbye, my life. - Epilogo

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{Canzone per il capitolo}
"But the heart want what he want..."
-Heart Want What He Want; Selena Gomez.

|| Niall Pov's ||
Lei stava ancora dormendo, era lì ferma con la nostra bambina tra le braccia e la stringeva come se fosse un peluche. Misi l'ultimo paio di boxer nella valigia e chiusi la porta della stanza alle mie spalle.

Cristo, era così difficile lasciare quella casa. Non perché volessi avere un tetto sulla testa, una vita facile. Perchè dentro quella casa, in quella piccola stanza color panna, c'erano loro. Decisi di prendere un pezzo di carta. Sarebbe stato da vigliacco lasciarla così, senza sapere dove stessi andando, cosa avrei fatto. Non avevo niente di programmato, non era da me dettare il mio futuro, ma volevo dirle cosa pensavo, cosa credevo che fosse migliore dopo che avrei varcato quella porta.

Hey, Emy. Non so se Daisy sappia leggere, nel caso non lo sappia fare, credo sia meglio per entrambi.
Voglio solo ricordarti quel giorno in cui ti ho baciata, era stato strano per me. Avevo baciato ragazze con il fisico mozzafiato, con la pelle di velluto. Eppure mi hai attratto così tanto, desideravo farti male solo per il gusto di sfogare la mia rabbia per i sentimenti nuovi che stavo provando. Adesso farei di tutto per non farti soffrire.
Voglio ringraziarti, perchè nonostanti ci siamo offesi in tutti i modi possibili, ci siamo amati come nessun altro può fare. L'amore che c'è tra noi, non posso descriverlo, non voglio descriverlo, penso che potrei scoppiare a piangere anche solo pensandoci.
Voglio dirti che sei quel gioiello che tutti vorrebbero, che sei quella stella da osservare anche se i tuoi occhi dopo un po' cominciano a bruciare.
Voglio dirti così tante cose che questo foglio è incapace di raccogliere, ma non voglio che tu ti possa svegliare trovando me con una valigia in una mano e una penna nell'altra a scrivere queste righe.
So che probabilmente mi stai odiando perché me ne sto andando, è questione di giorni o mesi o anni, non voglio mentirti.
Vorrei che tuo padre non ti avesse mai picchiata solo perché hai creato una famiglia con me, dopotutto le scelte sono tue e vorrei rimanere qui con te per sempre.
Ma non posso, so che te ne pentirai, che probabilmente un giorno, quando saremmo dei vecchietti sposati, tu sospirerai e dirai 'volevo godermi i miei genitori, volevo avere il loro amore, Niall'.
Forse mi sbaglio o forse no, ma sono stanco di rischiare. La vita è un rischio, bisogna tentare, ma se io questa volta sbagliassi perderei te, il tuo amore, nostra figlia.
Penso di non allontanarmi molto da New York, cambierò solo casa, credo...
Ma, ti prometto, te lo giuro, che un giorno tornerò, magari anche tra anni, ma tornerò.
Aspetta solo che si sistemino le cose, amore.
Ti amo, vi amo. Ciao, piccola. xx

Le righe si fecero più sfocate e confuse quando una lacrima scivoló fino alla punta del mio naso per poi cadere. Mi alzai improvvisamente, asciugando la piccola lacrima scesa cercando di trattenere le altre. Mi voltai e sobbalzai notando la piccola guardarmi.

"Dove vai?" Cominciò a dondolarsi con i suoi piedi nudi tenendo il pupazzo sempre stretto tra le sue braccia.

"Ehm... È un viaggio, piccolina, un viaggio di lavoro" mi abbassai alla sua altezza. "Sai, come quello di prima."

"Quando torni?"

Mi morsi il labbro inferiore, sorridendole. "Non lo so, Daisy"

"Ma tu tornerai, vero papà?"

"Certo, amore" La strinsi in un abbraccio quando stavo per scoppiare in un pianto che mai aveva avuto vita da anni, cominciai a stringerla forte, come se non potessi soffocarla, volevo sentire il suo piccolo cuore battere contro il mio. "Mi prometti che dirai a mamma che la amo tanto tanto?" Annuì. "È importante, ricordalo okay?" Annuì di nuovo e incastrai la mano nei suoi capelli, accarezzandoli.

Lasciai un bacio sulla sua guancia, salutandola un'ultima volta prima di varcare la porta e far partire la macchina. Il viaggio verso una meta sconosciuta persino a me fu troppo lungo, le lacrime sembravano infinite ed era così fottutamente difficile cercare di farle smettere. "Non piangere" dissi incazzato, mi lasciai sfuggire un singhiozzo mentre la fila di macchine scorreva piano, tirai un pugno al manubrio. "Vaffanculo!" Urlai.

|| Emily's Pov ||
"Sai dove è andato papà?" Dopo aver letto quella lettera cominciai a piangere, come se non ci fosse un domani, come se mia figlia non ci fosse e come se l'unica cosa che potessi fare fosse quella.

"Mamma non piangere" mi rimproveró abbracciando le mie gambe. "Papà mi ha detto di dirti che ti ama tanto tanto e che torna presto, è solo un viaggio di lavoro." Alzò le spalle, ma io mi lasciai solo scappare un singhiozzo.

"Amore" mi abbassai alla sua altezza, mordendomi il labbro inferiore per quanto le lacrime stessero urlando di uscire. "Per favore, dimmi dove sta andando papà"

"Non lo so, non mi ha detto nulla." Si voltò verso la finestra e indicò il lato destro del vialetto. "Ha preso la macchina ed è andato di là"

Allacciai la cintura e cominciai a prendere vie provando ad indovinare dove potesse essere andato, sentendo mia figlia dietro che continuava a chiedermi dove stessimo andando. "Se trovo papà, lo salutiamo per bene." Le risposi infine. E poi lo picchio e bacio, pensai.

Passarono ore, erano circa le 2 del pomeriggio, non avevamo pranzato ed ero sicura di non ricordarmi la via di casa se non per alcuni riferimenti che precedentemente avevo preso. Lui era sparito, il mio cuore non batteva nemmeno più. Ero sicura che in quel momento la mia vita fosse cambiata totalmente, ed ero quasi sicura che per superare la sua 'scomparsa' dalla mia vita ci volesse fin troppo tempo. Lo stavo odiando, in quel momento.

Volevo baciarlo, dirgli che lo amavo, ma lui non era accanto a me. Il sedile era vuoto, come dentro di me.

Psycho || Niall Horan Leggi questa storia gratuitamente!