Canzone per il capitolo: Far away- Nickelback

7 giorni. 168 ore. 1008 minuti. 60480 secondi. 60480000 millisecondi.

Ne ho spesi esattamente la metà pensando a Niall.
Prima che i medici mi congedassero, Harry ha creduto che le cause del mio malore fossero in qualche modo legate ad una gravidanza. Inutile dire, probabilmente per lo shock o forse anche per la delusione di non diventare padre, che da allora mi rivolge poco la parola. Si limita a pronunciare “Si, amore” o “No, amore” quando provo ad iniziare una conversazione, che viene puntualmente interrotta dal suo modo breve di comunicare.

In tutti questi giorni le sue premure sono salite alle stelle. Mi ha proibito di compiere anche il minimo sforzo, così tutto quello che faccio è trascinarmi passivamente dal letto al divano e da questo nuovamente al letto. Con mio grande dispiacere, anche a livello sessuale la situazione non è delle migliori. Sotto mia richiesta, mi ha accontentata un paio di sere facendo il minimo necessario.

“Harry?” percorro a piedi scalzi la stanza.

“Dimmi”. Sposta il capo di tanto in tanto mentre frettolosamente asciuga i piatti appena lavati. Gli solletico con le dita il basso ventre scoperto dai pantaloni di tuta. Unisco le mie labbra alla pelle nuda della schiena, schioccandogli dei baci. Risalgo gli addominali e il torace, fermandomi sul suo collo. Piega automaticamente la testa di lato quando mi alzo sulle punte dei piedi per raggiungere il suo orecchio.

“Ho fame, Harry”. Porta le mani bagnate sulle mie facendole scendere fino ai pantaloni, prima di rilasciarle.

“Devo uscire tra poco” serro la mascella, ma subito la rilascio facendo nascere un piccolo sorriso. Qualcosa nella sua voce mi fa capire che gli piace. Libero i primi bottoni della sua camicia avvicinando il mio seno alla sua schiena. Appena avverte il tessuto del mio reggiseno graffiargli la pelle, si gira.

“L’ho visto sul manichino. Dici che mi sta bene?” allarga gli occhi squadrandomi da capo a piedi. Cerco di trattenere un sorriso quando ottengo la reazione desiderata.

“Cosa ci fai con la mia camicia?”

“Mi piace il tuo profumo” l’annuso. Mi piace davvero.  In realtà lo amo. Amo la sensazione che mi lascia addosso quando abbandono il letto. Tiro i bordi superiori della camicia facendola cadere a terra. Resto a guardarlo una manciata di secondi. “Tu stavi uscendo?”

“Sei una sfacciata” prova a girarsi, ma lo fermo.

“Alt” lo spingo contro il mobile, baciandogli le labbra. “Hai fame anche tu”

“No”. Lentamente, faccio scendere la mano chiudendo la sua lunghezza nel mio palmo.

“Invece si” sorrido. Allargo le sue labbra formando un sorriso forzato. Mi prende in braccio, alzandomi sulla penisola. Allarga le mie gambe posizionandosi in mezzo, mentre con le labbra bacia il mio collo. Gli tiro i capelli quando comincio ad avvertire gli spasmi. Tira fuori dalla coppa il seno e lo stringe piano tra le dita. Riempie di baci la mia pancia e le gambe, scendendo fino ai piedi.

Love Actually (#Wattys2015) // N.H.Leggi questa storia gratuitamente!