Tate aveva pensato tutta la notte a come chiedere a Ben e Vivien di far scappare quella famiglia, ma non riusciva a trovare le parole adatte, sapeva che non lo avrebbero mai ascoltato dopo il male che gli aveva fatto, e ragionandoci capì che l'unica persona che lo avrebbe potuto aiutare sarebbe stata Violet.
Ma quella ragazza ora stava con Kit, non lo avrebbe mai fatto scappare e Tate in ogni caso non poteva spiegarle il vero motivo del perchè volesse che i nuovi proprietari se ne andassero.
Era frustrato ed arrabbiato perchè non capiva come fare, sperava di trovare una soluzione il più presto possibile; mentre immerso nei suoi pensieri camminava verso la camera di Sabrina sentì la voce di Kit proveniente dalle scale, era assieme a Violet e questo lo irritava parecchio ma fece finta di niente.
Entrò in fretta nella stanza di Sab per non incontrare quei due e si andò a sedere sul suo letto di fianco a lei, le diede un bacio e poi si misero a parlare del più e del meno: tra pochi giorni Sabrina e Kit avrebbero incominciato ad andare nella nuova scuola e non sarebebro più stati motlo in casa, Tate si sentì sollevato da quella notizia, ma con la ragazza finse di dispiacersi.
Dopo aver parlato decisero di uscire un po' dalla camera, magari avrebbero fatto una passeggiata in giardino; Sab continuava a baciare il ragazzo, gli prendeva la mano e gli scompigliava i capelli, poi appena uscirono in corridoio, e lei notò la presenza di suo fratello e Violet, si fece più insistente premendo con forza le sue labbra su quelle del ragazzo, stringendolo di più a se per farsi notare.
Tate però non ricambiava quei gesti, fissava solamente un punto, lì nel fondo del corridoio Kit baciava Violet e ad un tratto la prese in braccio sbattendola contro la parete; a quel punto Tate non ci vide più, si staccò di dosso Sabrina allontanandola da se, camminò velocemente verso quel ragazzo e interrompendo i loro baci e le loro carezze, lo staccò da Violet alzandolo per il colletto della maglia.

"Se osi toccarla ancora un sola volta...io giuro che ti ammazzo, tu lei non devi nemmeno sfiorarla se no vedi cosa ti faccio"

Il ragazzo era  spaventato a morte, non riusciva a parlare e il suo viso si riempiva di terrore, Violet spinse Tate all'indietro che mollò la presa facendo quasi cadere a terra il povero ragazzo che impaurito più di quanto dovrebbe esserlo stato in realtà, si diresse verso la sua camera con gli occhi pieni di paura e la bocca socchiusa, era rimasto come scioccato.
Violet guardò il ragazzo davanti a lei malissimo, ma decise che gli avrebbe chiesto spiegazioni più tardi; nel frattempo Sabrina era rimasta interdetta davanti a quella scena, perchè il suo ragazzo aveva fatto una cosa simile? Violet, a quanto ne sapeva lei, era sua sorella, sapeva che lei e Kit stavano assieme, poi però così all'improvviso aveva fatto quella sceneggiata.
Iniziò ad urlargli addosso di tutto, non riusciva a capire il perchè del suo comportamento, gli fece domande a cui Tate non diede risposte, le ignorò tutte dalla prima all'ultima mentre innervosito si dirigeva al piano inferiore.

"Lei è davvero tua sorella?! Siete sempre in questa casa insieme, io a casa tua non ci sono mai stata, non conosco nemmeno i vostri genitori, non so se crederti sul fatto che lei sia tua sorella o meno, voi abitate qui vero? Non nella casa di fianco, chi è lei?"

Le cose si stavano mettendo male, Tate doveva rimediare se non voleva che Sab scoprisse tutto, non poteva più permettersi un altro attacco di gelosia come quello, non poteva più fare errori.
La prese e la baciò forte,.

"Si che è mia sorella, cosa credi? Solo penso che alla sua età dovrebbe avere un po' più di ritegno, non scopare con Kit da quel poco che lo conosce"

"Beh anche noi abbiamo fatto l'amore...e ci conosciamo da quanto tempo si conoscono loro. Vuoi dire che sono una ragazza facile?"

Tate sbuffò stanco di questa farsa, ma doveva prutroppo continuare a mantenere in vita questa bugia.

"No amore...non ho mai detto una cosa simile, ma lei è...più piccola e in quanto mia sorella la voglio proteggere."

Mentre i due ragazzi discutevano , gli altri due si erano chiusi in camera, Kit era sconvolto.
Continuava a ripetere cose senza senso che spaventavano la ragazza, stava impazzendo a restare rinchiuso in quelle quattro mura.

"Il demonio, c'era il demonio, io l'ho visto"

Continuava a farneticare cose di questo tipo e Violet provava a calmarlo, ma lui continuava a muoversi avanti e indietro con le gambe strette al petto, come un piccolo bambino impaurito, mentre diceva quelle cose; la ragazza si stufò e si mise ad urlare

"Insomma me lo vuoi spiegare si o non cosa ti è successo? Lo so che Tate è un cretino, ma se ti fa del male sai come difenderti, mica devi esserne così tanto spaventato!"

Si voltò di scatto afferrando la ragazza per le spalle guardandola a dir poco terrorizzato

"In quegli occhi Violet, dentro degli occhi è nascosto il demonio! Io lo ho visto, le pupille erano iniettate di sangue, la cattiveria di quel ragazzo...non la vedrai mai in nessun'altra persona! Lui è il male, l'oscurità, il demonio! Tuo fratello...può ucciderci tutti se lo volesse"

Violet a quelle parole non seppe più cosa rispondere, lei lo sapeva che aveva ragione, sapeva che Tate era davvero come lo aveva descritto, per questo doveva proteggere Kit ad ogni costo.
Lo abbracciò e gli promise che non gli avrebbe fatto nulla, poi lo invitò a calmarsi, gli diede un bacio sulla fronte e si sdraiarono sul letto.

"Sai...questa notte mi sono svegliato per andare al bagno...ti prego non prendermi per pazzo per ciò che ti sto per raccontare, anche se sembra una cosa assurda..."

Lei gli fece cenno di proseguire e lui continuò

"Quando ho aperto la porta...colava sangue dalle pareti, il pavimento era una pozzanghera unica di liquido scuro, denso, il rubinetto del lavandino si è aperto da solo e anche da li scorreva sangue, la vasca da bagno...era piena di arti di almeno 50 persone diverse, spuntavano mani e gambe da quel lago di sangue, c'erano bulbi oculari a terra, c'era di tutto. Ho urlato, chiuso gli occhi, ma quando gli ho riaperti era tutto sparito, nemmeno una piccola traccia di tutto quel sangue, nulla di nulla."

Ormai il ragazzo piangeva sconvolto, doveva trovare un modo per farlo andare via da quella casa, stava impazzendo, sapeva chi avrebbe potuto aiutarla, ma non sapeva se avesse voluto ora che stava con Sabrina...


Per favore scusatemi, non aggiorno da troppo tempo ma ho tantissimi problemi con la scuola e mi si era rotto il computer, quindi anche volendo non potevo proseguire, davvero scusatemi e cercherò di aggiornare prima da adesso.

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