Capitolo 1 : La Migrazione (IV)

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Due giorni passarono molto in fretta, le giornate erano alquanto movimentate e nelle foreste si respirava finalmente un'aria buona di novità, di miglioramento. Tutti erano impegnati nei preparativi per la partenza, anche i bambini, in quei due giorni, rinunciarono alle loro partite di calcio e ai giochi, pur di aiutare. Se per tanti, quelli erano giorni speciali, per altri, invece, era solo confusione.

"Papà, quando prepariamo le nostre cose? Dobbiamo partire."

"Amore, no."

Quelle parole la colpirono nell'anima: perché? Tutti dovevano partire, non potevano rimanere di certo là e poi Rob partiva.

"Papà, perché?", provò a chiedere nella disperazione mentre le lacrime cominciavano a salirle per i suoi piccoli occhioni e iniziava a singhiozzare dalla tristezza.

"Ne abbiamo già parlato. Non puoi capire ora."

Inutile negare che per lei fosse una tragedia doversi arrendere così facilmente, ma era costretta: conosceva il padre e insistere ancora sarebbe stato inutile e oltretutto rischioso. Ne era consapevole e, come già detto, non le rimase che l'amara resa. Come se non bastasse alla piccola Vera restavano poche ore per godere dell'amicizia del suo più caro amico che probabilmente non avrebbe visto mai più nella sua vita. Lo andò mestamente a cercare ma, arrivata, rimase sull'uscio della stanza di Rob, come lo chiamava lei. La cosa più triste in assoluto fu il fatto che, a differenza sua, era troppo impegnato a raccogliere le sue poche cose per poterla salutare come si sarebbe aspettata; sembrava averla già dimenticata. Non era una novità: si comportavano tutti così, da circa due giorni, pensò, ma non fu abbastanza per calmare la rabbia e la delusione che le crescevano lentamente dentro. Quella maledetta Cupola le stava rovinando la vita, altro che migliorarla. Da che ricordasse non aveva mai avuto un giorno così infelice, così doloroso. Solo sapere il motivo di tutto quello che le stava passando di brutto poteva aiutarla a sopportarlo.

Gran parte delle persone già avevano cominciato ad avviarsi verso la grande piazza di due giorni prima. Stava per giungere il momento tanto atteso, che per Vera si era rivelato anche come il momento che avrebbe distrutto letteralmente ogni fibra del suo corpo. Roberto era come un secondo fratello maggiore per lei e lasciarlo andare via stava diventando, istante dopo istante, un dispiacere troppo grande per una bambina così piccola. Rannicchiata nell'angolino, si era lasciata andare per un po' a un pianto, senza riuscire ad avere nemmeno un minimo di controllo.

"Quando tutti saranno andati via, ti spiegherò tutto. Vedrai."

Quelle parole furono le uniche che la poterono consolare. Suo padre aveva sempre le parole giuste, poi la prese per la mano e si avviarono.

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