I know you care
I know it is always been there
But there's trouble ahead, I can feel it
You are just saving yourself when you hide it

Ci sono gli esami da preparare, i turni a lavoro, le faccende da sbrigare in casa, gli appuntamenti di Amanda dalla ginecologa, il ciclo, le canne con Oli e c'è Harry. Harry che alle dieci a ventisette di un giorno settimanale decide di inviarmi un sms con scritto:

Stasera cena a casa mia, ci sono i ragazzi e anche Oli... Mi aiuti a cucinare? (:

Mi viene da sorridere e mi mordicchio le labbra screpolate mentre rispondo, ignorando la pila infinita di libri da studiare.

Certo, a che ora vengo?

Deb apre la porta d'ingresso e starnutisce non appena mette piede in casa.
"Gesù Cristo!" esclama spostandosi i capelli dal viso. "Di questo passo mi ammalo!"
"Fa freddo?" le chiedo portandomi le ginocchia contro il petto. Lei mi guarda, alza gli occhi al cielo e sospira.
"Da morire. Non uscire oggi, potresti rimetterci la pelle"
Il cellulare vibra mentre le rispondo. "Troppo tardi, vado da Harry"
Apro il messaggio mentre Deb si toglie il giubbotto.

Per me puoi venire quando vuoi........... :-)

Arrossisco e cerco di non ridere, ma la mia reazione non passa inosservata.
"È un sorriso quello che vedo?"
Deb si avvia verso il frigorifero per prendersi qualcosa da bere mentre rispondo più in fretta che posso.

Sei una persona scorretta. E tremendamente idiota!

"Spero che tu abbia chiesto scusa a Harry da parte mia per quella famosa figura di merda" blatera ancora Deb ma io non la sto davvero ascoltando, così come ho lasciato perdere lo studio.
"Sì, certo" dico tanto per, guardando i miei appunti senza vederli per davvero. Harry mi risponde subito.

E tu sei mooolto maliziosa :) Porta il cambio, oppure no, se preferisci le mie magliette

"Mila ma mi stai ascoltando?"
Mi volto verso Deb che mi riprende e la guardo diversi istanti prima di dire "Cosa, scusa?". Lei scoppia a ridere e scuote la testa.
"Niente, lascia stare" si allontana e mi posa una mano su una spalla e io non sussulto e non mi ritraggo, è un contatto rapido e quasi piacevole. "Continua a fare sesso per sms col tuo ragazzo"
"Hey!" le urlo dietro. "Non sto facendo sesso per sms!"
"Stai facendo sesso per sms?" Amanda e Cara mi guardano immobili dalla soglia d'ingresso, le sopracciglia di entrambe alzate.
Rido e scuoto la testa. "No!"
Ma Deb dal piano di sopra marca il suo terreno con un "Mila è innamorata!" che mi fa alzare gli occhi al cielo e sorridere.
"Oh sai che novità" commenta Amanda divertita. Mi domando se sia così evidente e così semplice per gli altri, ma non so darmi una risposta. Forse saperlo non m'interessa nemmeno.

C'è un cd degli alt-J che ci fa da sottofondo, l'ha portato Liam e tutti l'hanno preso in giro, ma in qualche modo accompagna l'atmosfera rilassata che si è creata. La penisola è costeggiata da bottiglie di birra con cui Niall sta facendo una specie di domino, nonostante Harry gli ripeta continuamente di non azzardarsi a farle cadere o altrimenti ripulirà tutto quanto lui non la sua lingua. Zayn ha riso e poi ha acceso la prima canna.
Oli indossa una maglietta di Louis e sorride più del solito, lo guarda col viso leggermente inclinato, quasi sognante, e non si sono stuzzicati più del dovuto. A tavola Louis le ha versato da bere ma lei l'ha guardato storto perché preferisce bere dal collo della bottiglia e "Lo sanno tutti Lou, perfino noi" l'ha apostrofato Liam. Ma a Louis non è importato molto, sembrava quasi contento. C'è aria di tranquillità, di relax, di normalità tra tutti noi.
I posaceneri sono quasi tutti colmi di cicche e cenere e Liam si alza per sciacquarne uno mentre Niall continua con la sua inutile opera d'arte.
"Nessuno ti darà un voto per questa merdata, lo sai vero?" gli dice Louis, seduto sul divano con Oli accanto, poggiata con la testa sulla sua spalla, il braccio di lui che segue il bordo del divano. Ridono tutti, anche Harry che siede per terra insieme a me, poggiato contro il mio corpo, le lunghe gambe distese in avanti ed un paio di calze bianche ai piedi. Le mie mani gli accarezzano le braccia da sopra la maglia verde che indossa e il mio mento poggia sulla sua spalla sinistra. Sento la sua risata così vicina che non so più se sto ridendo per l'uscita di Louis, per la smorfia sul viso di Niall o per il semplice avere Harry così accanto e sentirlo ridere in questo modo così spensierato.
Abbiamo cenato in abbondanza e c'è tanto di quell'alcol che credo non riusciremo a berlo tutto, o in caso ci penserà Niall.
Non ho bisogno di sporgermi verso l'orecchio di Harry per parlargli. "Vieni con me, voglio farti vedere una cosa"
Lui mi guarda aggrottando la fronte, incuriosito.
"Ok"
Ci alziamo insieme e ci dirigiamo nella sua camera.
"Non fate rumore!" ci urla dietro Niall e Harry gli risponde alzando il dito medio. Ci chiudiamo comunque la porta alle spalle e la prima cosa che faccio è prendergli il viso tra le mani, baciandolo mentre le risate degli altri ci seguono, superando anche queste pareti. Harry ride tra le mie labbra e mi sfilo il maglione di dosso, spettinandomi e incorniciando di nuovo il suo volto tra le mie esili dita. Mi cinge i fianchi e mi avvicina a sé mentre indietreggiamo verso il letto.
"Cosa vuoi farmi vedere?" mi soffia addosso e mi viene da ridere perché sono emozionata ed agitata e spero che gli piaccia. Abbasso lo sguardo quando mi slaccio il reggipetto, coprendomi entrambi i seni con un braccio e voltandomi su un fianco per mostrargli l'inchiostro cicatrizzato sulla mia pelle.
Il sorriso e l'espressione di Harry spariscono dal suo viso. Mi traccia la pelle con gli occhi di un verde bosco intenso e freddo e con due dita mi sfiora il disegno.
"Quando l'hai fatto?" mi chiede.
Deglutisco e mi sento di colpo a disagio. "Quando sei partito"
"È il mio disegno?"
Non rispondo finché solleva lo sguardo su di me, i suoi polpastrelli ancora contro la mia pelle. Annuisco piano.
Restiamo a guardarci e inizio a sentire freddo, ma poi il viso di Harry si avvicina rapidamente al mio, le sue mani mi trattengono, toccandomi la mascella e il collo, e mi bacia così forte e così bene che indietreggio sopraffatta, lasciando cadere il reggiseno al suolo e trascinando lui tra le lenzuola insieme a me.
Le labbra di Harry mi divorano il collo con baci lunghi e quasi affamati, inspiro ed espiro con la sua bocca premuta contro la mia pelle. Tutto termina prima ancora che inizi davvero quando sentiamo dei forti colpi alla porta d'ingresso. So per certo che non debba arrivare nessuno e percepisco dello sgomento nelle voci in salotto.
Harry mi si scosta di dosso più in fretta del previsto ma mi lascia il tempo per rivestirmi prima di affrettarsi a raggiungere gli altri. Niall ha smesso di giocare con le bottiglie, Liam si è alzato per avvicinarsi alla porta e anche Oli adesso siede dritta e rigida, mentre Louis osserva Harry camminare verso l'ingresso.
"Avete visto chi è?" chiede.
Scuotono tutti la testa e allora Harry si tira su le maniche della maglia fino ai gomiti e apre la porta, sbirciando appena. Indietreggia subito dopo, mentre un Brett serio e con gli occhi spalancati e grandi come due palline da golf fa irruzione nel soggiorno, scrutando tutti i visi. Mi cerca, mi trova e lo sguardo di Zayn si posa sulle sue braccia distese, poco prima che ne sollevi una verso di me.
"Tu" tuona puntandomi una pistola contro.
"Dove cazzo l'hai presa quella?" sbraita Louis confuso, mentre Oli spalanca gli occhi e sobbalza sul divano. Liam è pietrificato, Harry mi guarda col terrore in viso e Brett non risponde.
"Brett" lo chiama Harry cercando di risultare calmo. "mettila giù"
Ma Brett non lo ascolta, le sue labbra si alzano in un piccolo sorriso e lo vedo venirmi incontro tutto ad un tratto. Non capisco bene il susseguirsi dei fatti che accadono da questo momento in poi, ma quello che vedo è Harry che si butta su di lui urlando "Non ti avvicinare!". Sono paralizzata dal terrore, Zayn e Liam si fiondano per fermare sia Brett che Harry, che lo tiene immobile a terra, assestandogli diversi pugni sul volto. Il viso di Brett si colora di sangue ogni volta che il pugno di Harry lo colpisce ed è Niall che gli toglie la pistola dalle mani, mentre Zayn e Liam afferrano Harry per le spalle e lo trascinano lontano, le sue mani insanguinate e l'espressione da belva inferocita. Non lo riconosco più e mi accorgo di mugolare dal terrore solo quando Oli mi corre incontro e mi tiene per le spalle, mentre io mi lascio cadere al suolo in ginocchio.
"È finta" dice Niall sconcertato, guardando la pistola, e tutti gli sguardi si posano prima su di lui e poi su Brett che si muove, alzandosi goffamente dal pavimento. Gli sanguina il naso e la bocca, ma avrei giurato che la furia con cui Harry l'ha colpito gli avrebbe lasciato molti più segni che, in realtà, non ci sono.
Ci guarda uno ad uno, soffermandosi particolarmente su Harry che, col fiatone, è stato liberato da Liam e Zayn e sostiene il suo sguardo adirato.
Inaspettatamente, Brett sbotta in una mezza risata che fa sussultare tutti. "Complimenti" dice rivolto a Harry. "Hai vinto"
Poi si volta da me, mi guarda disgustato e schifato e non riesco a decifrare il mio stato d'animo, quello che provo anche se sto tra le braccia di Oli, che mi accarezza i capelli cercando di farmi calmare.
"La zoccola è tua"
"Te ne devi andare!" esclamo in un urlo rauco e tutti mi guardano sorpresi. "Te ne devi andare da qui!"
"Sshh" mi sussurra Oli all'orecchio, scambiandosi un'occhiata preoccupata con Louis.
"Vattene" esala Harry, quasi stanco. "Non voglio più vederti"
È un sollievo sentire la sua voce dire queste cose e venirmi incontro in questo modo, ma è ancora più rassicurante guardare Brett ripulirsi via il sangue dal naso con la manica della giacca e allontanarsi verso la porta. La sbatte quando esce e il sospiro di Louis segna un punto di chiusura. Liam si strofina le mani sul viso, Oli mi guarda.
"Stai bene?" mi chiede.
Annuisco ma rivolgo i miei occhi a Harry, che mi guarda dubbioso e con le mani ancora sporche. Allora mi alzo, lo afferro per un polso e lo porto in bagno con me, lavandogli le nocche, sfregandogli via il sangue ancora fresco e tirando su col naso di tanto in tanto. Agli occhi degli altri il mio gesto può sembrare incomprensibile, ma il modo in cui Harry mi trattiene le mani mentre gli sciacquo via ogni traccia residua di Brett, mi fa capire che per lui non è insensato e fuori luogo.
"Mi dispiace" gli dico senza guardarlo. Chiudo l'acqua, prendo un asciugamano e gli tampono entrambe le mani. Ho i suoi occhi addosso, li sento più presenti che mai.
Lo guardo sgretolarsi di fronte a me senza volerlo ammettere. Lo osservo nascondere tutto quanto dietro uno sguardo che non riesco a criptare e mi fa male tutto.
Apre le braccia e mi tira contro di sé prima che me ne renda conto, abbracciandomi.
Niall ha ripulito la penisola dalle bottiglie e Liam ha tolto il cd degli alt-J. L'arrivo di Brett ha scombussolato tutti.
"Tu stai bene?" mi chiede Harry e io annuisco, incapace di attribuire un senso a tutto questo. Mi viene da tremare per l'irruenza, la rabbia e la velocità con cui è accaduto tutto. Qualche minuto fa stavo baciando Harry con l'assoluta convinzione che fosse tutto al proprio posto e adesso non riesco a capire quali siano i miei pezzi e quali siano i suoi.
"È impazzito" commenta Louis scuotendo la testa.
"Dobbiamo fare qualcosa" dice allora Niall.
"È un po' tardi, non credete?" sbotta Harry, ancora adirato. "Dovevate accorgervene prima"
"Non pensavamo che fosse così grave" replica Zayn.
"Chiaro, è ovvio" continua Harry allargando le braccia, ma non c'è niente di chiaro e di ovvio in tutto questo e il suo tono è drasticamente sarcastico. "La verità è che non ve ne fregava un cazzo se Brett era alla deriva, se stava buttando la sua vita all'aria, perché la droga faceva comodo anche a voi"
Cerco lo sguardo di Oli, trovandola preoccupata e coi pugni chiusi, ma decisa a non intromettersi.
"Non siamo gli unici ad aver usufruito della sua droga" Louis lo accusa implicitamente e Harry lo fulmina con lo sguardo.
"Ma io ci ho messo un freno e ho cercato di tirarlo fuori. Voi cosa avete fatto?"
"Abbiamo cercato di tirare fuori te" gli risponde Liam. "Abbiamo protetto te e Mila per tutto questo tempo. Non ti sembra abbastanza?"
Sono tra due fuochi e potrei scottarmi. Harry non risponde ma socchiude gli occhi e scuote la testa.
"Abbiamo cercato di fare del nostro meglio. Tutti noi" aggiunge Zayn pacato, guardandolo con un cipiglio dispiaciuto. "Ma non puoi salvare chi non vuole essere salvato"
Harry non risponde. Se ne sta in silenzio con lo sguardo basso e in bocca l'amaro delle parole di Zayn, che pesano su tutti noi. È Oli che rompe questo silenzio gravoso.
"Andiamo a casa" è a malapena un sussurro ma basta per convincere tutti che il gusto del divertimento sia definitivamente svanito nel nulla.
Mi stringo in me stessa mentre li guardo camminare da una parte all'altra recuperando accendini, sigarette e chiavi varie e mi domando se non sia il caso di farmi dare un passaggio a casa, perché per Harry è stata una delle serate peggiori. Mi immagino che sia stato come rivivere la volta in cui ha sbattuto Brett fuori casa e adesso mi accorgo che lo sguardo da cane bastonato con cui Brett l'ha inchiodato, anche se rabbioso e deluso, non è facile da lasciarsi dietro. Non è facile per me, non oso immaginare per lui.
"Forse dovrei..." dico piano, sollevando appena il mento verso di lui, che mi guarda subito.
Scuote la testa. "No, ti prego..." gli vedo le labbra muoversi e la sua voce è così bassa che dubito quasi che stia parlando. Mi sfiora un braccio, accarezzandomi le dita. "Resta"
Deglutisco, annuisco e guardo gli altri andare via; Oli mi saluta per prima, poi ci sono Louis e Zayn, ed infine Niall e Liam.
"Ci vediamo domani a lavoro"
"Certo, a domani" e dopo di me salutano Harry e ci lasciano soli. L'aria è pesante, il silenzio opprimente, queste luci soffocanti. Ci sono delle gocce di sangue per terra e prendo della carta, bagnandola appena, per pulirle via.
Harry si è acceso una sigaretta e siede su uno sgabello, torturandosi le labbra. I miei occhi percorrono la sua figura e decido di assecondare il mio istinto, sperando di alleviare il fastidio dei suoi pensieri.
Mi faccio spazio tra le sue gambe e gli osservo il viso incupito, mentre intreccia le mani sul mio fondoschiena e mi guarda serio e cauto, la sigaretta tra le labbra.
"Mi dispiace" dice in un sussurro e gli accarezzo via dei ciuffi che gli cadono sulla fronte.
"Non devi scusarti" gli rispondo mentre con l'indice seguo la linea dritta del suo naso, arrivando fino alle sue labbra. Mi fissa negli occhi mentre gli sfilo la sigaretta dalla bocca.
"Ho bisogno di te" è poco più di un sussurro, abbastanza da raggiungere le mie orecchie e depositarsi nel mio cuore come la miccia di una bomba.
"Anch'io ho bisogno di te" gli rispondo.

Mi sveglio nel divano, col petto di Harry a farmi da cuscino. Non so di preciso quando mi sono addormentata o quando il sole sia sorto, non era in programma che passassimo la notte qui invece che a letto. A dire il vero, mi accorgo che ci sono successe molte cose che non erano in programma. La prima fra tutte è stato il nostro incontro.
È inevitabile, ma anche col respiro regolare di Harry a cullarmi e il battito del suo cuore contro il mio orecchio che preme sul suo petto, non riesco a non incolparmi per tutto questo. Infondo, è davvero tutta colpa mia.

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