Capitolo 8

100 11 0

Rimasi inerme davanti a quella figura, a quegli occhi di ghiaccio che credevo di aver già dimenticato, che credevo non avessero mai più incontrato i miei, ma lui, invece, era lì. Non sapevo come avesse fatto a rintracciarmi, ad avere informazioni sul fatto che mi fossi momentaneamente trasferita da Meg e tutto ciò che mi stava accadendo in quegli ultimi mesi. Louis era stato il mio amore, il mio primo vero amore, e dopo la fine della nostra relazione, passarono mesi prima che riuscissi a concepire l'idea di ragazzo non solo come amico, ma anche come qualcosa che andasse oltre quella sfera.
Ero ormai sicura del fatto che avessi eliminato quel coglione dalla mia vita; si, proprio 'coglione' era il termine azzeccato per poterlo descrivere. Avevo passato momenti stupendi con lui, momenti in cui mi ero aperta totalmente; era in lui che avevo riposto tutta la mia fiducia, fiducia che dopo anni di rapporto solidificato e ormai concretizzato, era stata dissolta in una notte, dopo il tradimento che subii da parte sua.
Il mio leggero balbettio dopo essermi resa conto di averlo davanti, gli causò una reazione insolita. Si accarezzò i capelli con la mano e finse un sorriso per nascondere l'imbarazzo che stava vivendo in quel preciso istante.
Non sapendo gestire la situazione, pensai di scatto a Meggie, rimasta in panchina, osservando stupita tutto ciò che stava avvenendo, cosa che non potevo e dovevo assolutamente permettere. Era stata fin troppo coinvolta nei miei disastri in ogni forma di rapporto (familiare, sentimentale), e stavolta dovevo proteggerla, perché nonostante non sapessi nei dettagli cosa fosse successo poco prima, il suo umore si presentava privo di stabilità, privo di forza.
Feci un cenno di intendimento a Louis, sperando che potesse capire di aspettare al di fuori dell'ingresso, quando decisi di afferrare Meggie per il polso e accompagnarla in camera sua.

Intimidita, cercò di spostarsi dal mio tocco.
«Sto bene, vado sù.» - sussurrò.
«No, lascia che ti accompagni.» - le risposi con tono deciso e occhi puntati sui suoi, quasi minacciandola.
Annuì con voce fioca, e non appena arrivammo in camera, mi assicurai che mettesse il pigiama e riposasse.
«Qualunque cosa sia successa stasera, pensa a te, adesso.» - le ricordai, sfiorandole la guancia con l'indice.
Mi sorrise e chiuse gli occhi; una parte di me era rasserenata, Meggie meritava di rilassarsi e dimenticare quanto accaduto la notte stessa. Ora, era giunto il momento di essere forti, prendere in mano le circostanze che mi si stavano presentando e non aver timore di niente e nessuno.
Era solo Louis, in fondo, il mio ex fidanzato. Cosa mai avrebbe voluto da me dopo tutto questo tempo?
- Nulla - continuava a ripetermi il mio subconscio, malgrado la mia parte irascibile continuasse a creare pensieri strani, probabilmente intollerabili, ma pronti ad essere immaginati.
Ebbi l'istinto di guardarmi allo specchio prima di giungere all'esterno dell'abitazione.

E se Louis fosse già andato via?

Non appena uscii, lo vidi poggiato sul muretto del giardino e un piccolo peso cominciò a dissolversi dentro me.
Non posso negare che mi colse alla sprovvista, non posso negare che rivederlo mi avesse mandata in confusione, mi avesse riportata in universi paralleli ricolmi di interrogativi.

«Ed eccoci di nuovo quì, eh?» - disse, spostandosi dal muro.
«Già.» - gli risposi con tono quanto più freddo possibile.
«Come, ehm.. Come stai?»
«Bene.» - un tono di voce scocciato e cinico fuoriuscì involontariamente dalle mie labbra, facendolo imbarazzare ancora di più.

«Senti Louis, non voglio perdere altro tempo. Non capisco perché tu sia qui, se hai qualcosa da dirmi, fallo adesso e va' via.»

Queste parole lo congelarono a tal punto da fargli chinare il capo, osservò le sue scarpe e dopo un paio di minuti, rialzò lo sguardo verso di me, avvicinandosi.. Sempre di più.
Percepii quali erano le sue intenzioni, e di scatto, mi allontanai senza pensarci un secondo.

«Scusami, io non- non volevo.» - balbettò.
«Cosa vuoi? Dopo tutto questo tempo, dimmi cosa cazzo vuoi Louis!!!!» - scattai.
«Non posso fare a meno che pensarti, Cristine. Sembra passato tanto da quando è finita, ma io non ho smesso un attimo di amarti. Sono stato stronzo, orgoglioso, bastardo quanto ti pare, però, sempre e comunque innamorato.» - stava per piangere.

Non avevo mai constatato questa parte sensibile di lui, era sul serio la prima volta, e per quanto mi possa risultare difficoltoso ammetterlo, mi destò tanta, troppa confusione.

«Vai via, subito.» - dissi con decisione, pur di interrompere quell'odioso momento venutosi a creare.
«Non cacciarmi, Cris. Sappi che io non mi arrenderò, mai. E..» - si fermò un attimo.

Aggrottai la fronte incuriosita.

«Ti seguirò, ovunque andrai.» - continuò la frase, sottolineando le parole finali.

Rientrai in casa, poggiandomi sul divano, chiudendo appena gli occhi, e rimuginando senza sosta. Era davvero avvenuto? Louis ritornato da me dopo anni? Dov'era finito il ragazzo che si era preso gioco di me, quando io mi ero davvero innamorata? Come avrei potuto reggere un ulteriore confronto dopo tutta la sofferenza che mi aveva causato?
Continuai a pensare alle ultime parole. Sarebbe davvero stato disposto a riavermi seguendomi ovunque?
Mi aveva esposto tale pensiero in maniera così machiavellica, facendomi vagamente intendere che fosse a conoscenza dei miei piani, della London University.

Rimasi assolta nei miei pensieri.

Un brivido mi assalì le vertebre, non appena la mia mente proiettò la scena del mio primo bacio con Louis.

Double Souls || h.s {slow updates}Leggi questa storia gratuitamente!