Nobody knows, uh?

Comincia dall'inizio

Dopo parecchie miglia e parecchie telefonate perse, arrivai al centro di Manhattan. La cosa che adoravo di più di quel posto era che nessuno poteva riuscire a trovarti facilmente.

Giunta all'ingresso di Central Park, sulla Quinta Strada, camminai ancora finché non trovai una panchina libera su cui sedermi.

E li successe l'inevitabile. Una lacrima cadde dalla mia guancia, sulla mia coscia sinistra. Era la prima lacrima dall'incendio. Poi un'altra e un'alta ancora. Ero una fontana ormai. Non riuscivo a smettere e non mi sforzavo neanche. Era inconcepibile che i miei probabili ultimi giorni con Justin sarebbero stati di puro litigio.

Dopo una mezz'oretta riuscii a calmarmi e decisi che era ora di tornare a casa. Ero capace di uccidere gente senza pietà, ma non di dire la verità. Era buffo.
Mi alzai e, a testa bassa, mi incamminai verso casa, fino a quando non sbattei contro qualcuno.

-Oh merda! Scusa, andavo di fretta!

Quella voce.

Tossii - Non fa nulla- tossii di nuovo, provando a mascherare la mia voce.

Corsi verso la direzione che avevo già preso finché quella voce non mi chiamò.

-Beatrice?

Mi arresi, tanto non avevo nulla da perdere, dato che da lì a poco sarei scomparsa di nuovo.

-Luke, ti prego, non chiamare la polizia!
-Solo se prometti di non sparire.
-Okay, ma smetti di chiamarmi per nome.

Annuì e lo presi per mano, per portarlo in un posto meno affollato della quinta strada, più dietro a tutti quegli alberi che c'erano nel parco più famoso del mondo.

-Che fine hai fatto? Perché sei scomparsa così?
-Senti, qui le domande le faccio io, chiaro?
-Sembri diversa, sai?
-Son diversa, Luke. Senti, ti concedo dieci minuti, e non chiedermi perché dato che non lo so neanche io. Poi sarà come se non mi avessi mai visto, chiaro?
-Non credo che sia una buona idea, sai...
-Luke, o dieci minuti ora o niente mai più.
-Va bene...
-Grazie... Comunque, avevo bisogno di cambiare aria e non volevo che nessuno mi cercasse, per questo non ho detto niente a nessuno.
-I tuoi genitori erano tanto preoccupati e così io!
-Meno male che c'era Jennifer allora!

Vidi il suo sguardo farsi freddo, e poi mi ricordai che anche lei era scomparsa nel nulla.

-Senti, io mi sono messo con lei solamente dopo che fossi stato certo che non saresti tornata. Soffrivamo tutti e due per la tua mancanza e abbiamo finito per passare del tempo insieme, e...
-Luke, davvero, non mi importa.

Mi guardava in modo strano, come se dopo quasi due anni, non avesse mai smesso di cercarmi, ed era come se davanti a lui non ci fossi io ma qualche rara specie di gemma preziosa.

-Tris, io...

JUSTIN

Non appena corse via, cercai di fermarla, ma non ci fu verso che lei mi ascoltasse, quindi mi lasciò li solo.

-Si può sapere cosa è appena successo, Bieber?
-Ho fatto un casino.
-Ora tu la vai a riprendere, non possiamo permetterci di perdere anche un altro membro del gruppo!

Stavo per aprire bocca, ma decisi che prima era meglio trovare Tris, poi mi sarei occupato di loro. Quindi ignorai Aimee che distolse lo sguardo e uscii fuori a chiamarla, senza risultati, visto che non rispondeva.

Cominciai a camminare per le vie di New York, sperando di vedere il suo viso tra milioni. Se la conoscevo bene come pensavo, allora si sarebbe nascosta da qualche parte in modo da poter stare da sola e passare inosservata.

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