Solo amici.

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Il sole stava per tramontare.
I raggi del sole penetravano lentamente nell'immenso mare blu.
Io ero seduta sulle assi di legno del pontile, a guardare come la natura svolgeva giornalmente i suoi doveri.
Una leggera brezza mi sfiorò la guancia portando al mio naso l'odore di salsedine che c'era nell'aria.
"È bellissimo non è vero?" Mi domandò Sam meravigliato. E mi porse una sigaretta.
"Si, è semplicemente fantastico."
Dalla città non si vedono paesaggi come questi, ma soltanto alti grattaceli e strade invase da taxi e passanti indaffarati.
Mentre in quel piccolo porto svuotato da barche, c'era silenzio, pace, come se tutta New York si fosse fermata ad aspettarci.
Finimmo la sigaretta e la incastrammo fra un'asse e l'altra.
All'improvviso sentimmo un rumore di un motore che si avvicinava, erano due ragazzi sue due motoscafi. Il primo ragazzo aveva la carnagione scura e gli occhi scuri, mentre il secondo aveva i capelli biondi arruffati dal vento e grandi occhi azzurri. Non appena furono arrivati ad un metro dal pontile, intrapresero una curva e l'acqua ci piombò addosso bagnandoci tutti dalla testa ai piedi.
"Idiotaa." Gridò furioso Sam alzandosi.
"Stronzoo. Deficiente." Gridai io. Mi alzai, gli presi la mano e lo trascinai fino alla casetta di suo zio Carl che era a neanche 3 metri dal porto.
Quella casetta era il rifugio di Sam.
Suo zio non ci andava più da quel giorno in cui la sua barca arrivó terza alla gara di vela della SailingUnionClub.
Entrammo nella piccola casetta fatta di gesso colorata di giallo ocra.
Avevamo entrambi una t-shirt bianca dove si intravedeva con facilità il mio reggiseno e i suoi addominali perfetti.
Sam si avvicinò a me, mi prese dai fianchi e mi appoggiò con molta delicatezza sul tavolo, allargai le gambe per fare posto al suo corpo, mi accarezzò il collo e lo baciò, poi passò alle guance e gli diede tanti minuscoli bacetti che facevano il solletico, e alla fine si spostò alle labbra, stava per baciarmi ma io lo fermai.
Eravamo due migliori amici che si piacevano, ma preferivamo molto più essere amici che una coppia, ma Sam non la pensava proprio come me.
Io ero una ragazza che non era gentile, solare, divertente.. non mi importava dei giudizi della gente e non mi importava dei loro stupidi sentimenti. Ma Sam era il mio migliore amico, era un bravo ragazzo e non sopportavo l'idea di fargli credere che un giorno potrà nascere qualcosa fra di noi e poi l'idea che frequentasse una come me non mi andava a genio.

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