Capitolo 2

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Appena entrata in casa,mi accesi una sigaretta,cercando di non pensare.

Mi stavo affezionando troppo ad Alex,il che avrebbe dovuto essere un bene,dato che Jade,mai e poi mai avrebbe ricambiato il mio amore per lei. Jade era la mia migliore amica. Eravamo nate lo stesso giorno,nello stesso ospedale,più o meno la stessa ora. La conoscevo ancora prima di imparare a parlare. Lei c'era sempre stata per me,anche quando le avevo detto di essere lesbica,lei mi aveva accettata. Al suo fianco,chiunque si sentirebbe brutto. Io ormai ci avevo fatto l'abitudine.

Fin da piccola,Jad era sempre stata bella. Occhi verdissimi,capelli color del grano in estate.

Apparte ciò,cominciò a piacermi un anno fa,ma seppi fin da subito di non avere possibilità. Lei aveva un ragazzo,e non era interessata al mio fiorellino. In realtà,non era interessata ai fiori in generale.

Mi venne voglia di chiamarla,raccontarle di quello che era successo con Alex. Ma le scrissi un messaggio.

Anche se avevo i postumi della sbornia,dovevo mettermi qualcosa addosso e andare alle prove dell'orchestra della scuola. Io ne facevo parte da quando avevo cominciato il liceo,e suonavo il flauto dolce. Lo so,il flauto dolce è scontato,ma era l'unica cosa che sapevo suonare.

Al sabato mattina,la scuola era quasi vuota,c'erano solo i ragazzi dei vari club nei corridoi.

Entrai,e mi sistemai vicino a Eric,che suonava il flauto contralto,in pratica,faceva la mia seconda voce.

Il professore non era ancora arrivato.

-Ciao bello- lo salutai sedendomi sullo sgabello.

-Hai un'aspetto orribile oggi.-

-Lascia stare,non mi dire niente...-

-Alla fine hai parlato ad Alexandra ieri?-

-Alla fine ho preso una sbronza da paura,e l'ho baciata,e chissà cos'altro. Preferisco non ricordare a questo punto.-

-Perchè non potete restare amiche e basta? E per amiche sai cosa intendo. Semplici amiche.-

-È difficile Eric...-

Proprio in quel momento,entrò in classe Becca. La ragazza dai capelli mogano del quarto anno. Riconosciuta da tutti per la sua popolarità.

Venne verso di noi.

-Tu non sei nel nostro corso.- sentenziò Eric per attirare la sua attenzione.

-No che non lo sono sfigati.-

Dopo si rivolse a me -Sei tu Addie Worhsnop?-

Come conosceva il mio nome?

-Si... perc-

-Sai cosa dicono di te in giro?- rise in modo insolente-Gira voce che tu sia lesbica!-

Mi irrigidii per un secondo.-Lasciami in pace e vattene,troia.-

-E perchè!? Vuoi forse negarlo?!- Rise di nuovo-Ti hanno vista pomiciare con un paio di ragazze ieri sera, Worhsnop.-

-Ho detto vattene.-

-Eh va bene- si allontanò da me -Ci vediamo,Addie.- se ne andò dalla classe impettita,neanche avesse fatto chissà che cosa.

Eric mi guardò,io annuii come per dire che era tutto okay,quando invece non lo era.

Il signor Winston entrò in aula,con il sorriso sulle labbra.

Si sedette sulla cattedra. E rimase a fissarci per qualche minuto.

-Lasciamo perdere gli strumenti ragazzi,lo so che sapete bene tutti i brani. Oggi,voglio parlarvi di amore.-

Perfetto,l'unica cosa in cui facevo schifo.

-Sapete oggi,ho conosciuto una persona,mi è piaciuta subito. E mi sono chiesto,perchè provo questo?-

Sandra alzó la mano -perchè al cuore non si comanda.- poi mi guardò. Abbassai lo sguardo.

-Vorresti dirmi che è colpa del mio cuore?-

-In teoria..- Intervenni io.

Tutti si girarono a guardarmi.

Deglutii.-È colpa sua,sua e basta. Non importa se è attratto da lei in modo fisico,o in modo spirituale. Lei non può sfuggire da questi sentimenti. È in trappola.-

Pensai ad Alex. Poi a Jade.

-Interessante.- rispose il prof.

Mentre tornavo a casa,controllai piú volte il cellulare. Jade non mi rispondeva.

Il mare nei suoi occhiLeggi questa storia gratuitamente!