“ neanche lo shopping ti ha fatto sentire bene vero? “ disse Nina aprendo la porta di casa visto che io portavo le nostre buste

“ già, non so perché ma non riesco a riprendermi “

il motivo lo sò, un solo nome, quattro lettere, ecco il mio problema, giuro che non voglio sentire il suo nome per non so’ quanto tempo

“ Josh è il tuo problema “

 mi serviva lei per smontare tutte le mie pretese, non risposi, non sapendo cosa dire. Preparai la cena che poi non mangiai per colpa del labbro che proprio non voleva sgonfiarsi, così presi le mie cose e sgattaiolai in palestra, il pomeriggio mi ero tolta dal corso di difesa personale, ma il sacco era un buon modo per sfogarmi, così scavalcai il cancello e diedi una spinta alla porta proprio come la volta scorsa, la sera in cui parlai con Josh, tolsi subito quel ricordo dalla mente e cominciai ad allenarmi, i polsi mi facevano un dolore cane, ogni pugno equivaleva ad una, due o forse cento lacrime, ed insieme ad esse sentivo tutta la tensione uscire dal mio corpo, sfinita e demoralizzata caddi a terra in ginocchio, tolsi le bende e guardai i polsi ancora più lividi e gonfi di prima

“ non dovresti stare qui “

mi asciugai le lacrime e mi voltai verso Josh che era appoggiato sullo stipite della porta

“ neanche tu se è per questo “ dissi io acida alzandomi e ricominciando ad allenarmi

“ io ho il permesso, tu no “

 mi fermai di nuovo,

“ ok me ne vado “

presi le mie cose e mi diressi verso di lui, in realtà stavo andando verso lo spogliatoio ma dovevo per forza passargli accanto,

“ come stai? “

il mio cuore perse qualche battito, ma come lui non aveva chiuso per sempre? E non lamentarti sempre, cazzo, disse la vocina dentro di me, e sapevo che aveva ragione, c’è l’aveva sempre

“ a parte che mi hanno pestata a sangue? Bene grazie “

 “ va bene “ rispose lui,

lo guardai un ultima volta e me ne andai, 'bene', niente di più, niente di meno, per uscire dalla palestra dovevo per forza ripassargli davanti, non potevo scavalcare di nuovo, i polsi non l'avrebbero retto, cercai di non fissarlo troppo, ma era quasi impossibile, era senza maglietta ed era a terra a fare le flessioni, e per fortuna non notò, ne me, ne la bava che per poco non mi usciva dalla bocca. I giorni passavano, i miei lividi passavano, il labbro si era completamente sgonfiato, ma la situazione non cambiava, anzi peggiorava, avete presente il momento in cui non vuoi vedere una persona e te la ritrovo da ogni parte? Ecco cosa mi succedeva con Josh, andavo al bar e lui era lì, in lavanderia la stessa cosa, ogni posto era buono per incontrarlo, più di una volta ci eravamo scontrati nei corridoi, ma i due momento più imbarazzante furono davvero epici, il primo qualche giorno fa’ , lo incrocia nel bar mentre era in compagnia Serena, e lei mi salutò tutta felice, e io gentilmente ricambiai, mentre lui la richiamò acidamente, mentre l'altro momento molto ma molto imbarazzante, fu’ al mare, ce ne stavamo lì tranquilli, a goderci l'ultimo giorno di caldo, eravamo io, Nina, Brian,Josh ed altri amici, e appena lui si sedeva a prendere il sole io mi buttavo in acqua e viceversa, per tutto il giorno non ci fu’ un momento in cui eravamo stati vicini, o nello stesso posto contemporaneamente, neanche per mangiare, sembrava quasi che avessi gli orari prefissati, Nina si sentì male per il troppo caldo, e insieme a Brian andarono via prima, così da lasciarci con due sole macchine e una moto, ed io pur di non stare accanto a lui ero tornata in moto con Jack, il “bad - boy” della comitiva, dire che avevo paura era poco, e per lo più a casa mi ero beccata una bella ramanzina dalla mi amica, mai fatto una scelta più sbagliata di quella, visto che per i seguenti giorni Jack non faceva altro che pedinarmi e costringermi a salire su quell’aggeggio infernale.

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