Capitolo 10

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Ciel sapeva che per precedere la polizia reale nello svolgimento e nel risolvimento delle indagini avrebbe dovuto lavorare molto piú del normale. Interpretare le alibi dei sospettati, osservare accuratamente la scena o le scene del crimine per poi collegare  tutti i fatti legati al caso, erano tutte azioni che richiedevano cura, fatica e soprattutto pazienza.

Nel caso dei due demoni ci si metteva di mezzo anche il mondo dell'occulto e del paranormale. Per ogni cosa che avrebbero fatto veniva rilasciata una certa quantità di energia, un'aura che descriveva la loro vera natura e, per evitare di essere scoperti, Sebastian sapeva cosa fare. Egli conosceva un semplice ma potente incantesimo in grado di mascherare la loro essenza demoniaca e farla assomigliare a quella di un umano.

Per far funzionare l'incantesimo bastava il sangue della persona a cui copiare l'aura e con quello disegnare una maschera sul proprio viso. All'inizio Ciel credeva fosse solo una perdita di tempo, si sentiva stupido a imbrattarsi il viso di rosso, peró quando notó che con Sebastian aveva funzionato decise che ne avrebbe fatto uso piú volentieri ma solo quando l'occasione lo avrebbe richiesto.

Sia per precedere Richard a lavoro, che per quando lo ospitarono a pranzo, i due demoni avevano praticato quest'incantesimo ma inspiegalbilmente James riuscí a smascherare Sebastian. "Che errore avró commesso?" si chiedeva, ma non riusciva a darsi una risposta. Fortunatamente per Ciel invece, la maschera aveva funzionato e dando l'idea ai nuovi colleghi di avere a che fare con un umano.

Ciel non lo era affatto. Era diventato una delle piú mostruose e distruttive creature esistenti e la sua intelligenza, che andava oltre ogni limite, lo rendeva qualcosa di piú spaventoso. Ciel aveva un solo scopo che avrebbe raggiunto solo grazie a due persone ed avrebbe condiviso il risultato del successo con Sebastian.
Il diabolico Conte voleva assaporare l'anima casta di Elizabeth ed assaggiare quella ormai dannata di Richard che l'aveva scambiata di sua volontà firmando un contratto diabolico.
-:Aah...Sebastian, non mi sarei mai aspettato di ritrovarmi in una situazione simile:- sospiró soddisfatto Ciel seduto sulla poltrona davanti al camino.
-:Prima o poi si abituerà anche lei Bocchan:- lo rassicuró il maggiordomo mentre riordinava la stanza. Per un momento Ciel si fermó a pensare tornando serio.
-:Dovremo gestire i tempi da adesso in avanti, le indagini sranno impegnative e tra una settimana ci sarà il matrimonio di Elizabeth.:-
-:Quindi ha intenzione di cominciare da lei? Cosa vuole fare?:- chiese l'altro senza smettere di fare le faccende.
-:Penso che basterà sedurla e anche se non è ingenua come appare dovró darmi molto da fare ed in piú, dovró fare attenzione al suo promesso:-.
Ciel sapeva cosa avrebbe fatto con Elizabeth ma non aveva ancora pensato nulla su Richard. Fare fuori James? "Naah" pensó. Sarebbe stato troppo ovvio e  i sospetti sarebbero subito ricaduti su di lui e Sebastian.
-:Bocchan, riguardo il Conte Richard le consiglio di fare molta attenzione. Rubare un'anima ad un demone è un'atto che viene punito pesantemente, venne emanata una legge riguardo a questo solo dopo quello che successe a noi:-.
Quale legge?Ciel non si ricordava nulla di simile. Il Conte lo guardó allarmato. -:Che cosa diceva quella legge Sebastian?:-
Il moro lo guardó scioccato, davvero il suo padrone se ne era scordato? Sospiró con un'aria un pó arrabbiata e poi lo guardó con fare di rimprovero. -:Dice che chiunque provi a cibarsi di un'anima dannata dal contratto di un'altro demone verrà ucciso dall'organizzazione della bilancia.:-.

"Cavolo!"urlò Ciel nella sua testa. Come aveva fatto a scordarsene cosí facilmente. -:Grazie:- disse alzandosi -: Vado a farmi un bagno, non c'è bisogno che tu prepari nulla faccio da solo:-.

-:Come lei desidera, mi chiami se ha bisogno:-.

Ciel voleva pensare.

L'acqua era calda e la schiuma galleggiava lentamente sulla superficie. Ciel, immerso nel liquido traparente, cominció a far fluttuare qualche bolla dalla vasca. Ad un certo punto una di quelle si fermó davanti a lui e potè vedervi il proprio riflesso. Era con i capelli tirati all'indietro e senza benda. Il bagno era uno dei pochi momenti in cui poteva togliersi quell'affare  e mostrare l'occhio destro. Detestava avere quel marchio eppure non gli dispiaceva il fatto di poter contare sul suo maggiordomo. Anche se lo faceva per obbligo, Sebastian gli aveva dato tutta la sua fiducia e negli anni a venire si erano conosciuti decisamente molto meglio. Questo era uno dei motivi del perchè volesse condivire le anime di Elizabeth e Richard con lui ma non voleva rischiare di morire per farlo.
-:L'organizzazione della bilancia eh?:- sospiró appoggiando le braccia sui bordi della vasca. Era un'organizzazione che stava dalla parte di tutti ma anche di nessuno. Se un angelo, demone, shinigami o qualsiasi altra creatura del mondo non umana faceva qualcosa di grave in grado di ripercuotersi sugli altri, veniva punito o ucciso e i verdetti venivano presi a seconda di quello che si faceva. A loro non importava chi fossi, se sbagli dovrai ripagare le conseguenze con un prezzo molto alto. Ciel si scacció quei pensieri dalla testa e s 'immerse completamente in acqua. Provó ad aprire gli occhi che, nonostante il sapone, non bruciavano. Spesso anche piccolezze come queste lo sorprendevano. Erano passati dodici anni ma ancora non si era abituato ai vantaggi dell'essere un demone. Ciel uscí dall'acqua e si asciugó con l'asciugamano. Accanto c'era anche quello che era solito usare da piccolo, che all'epoca lo avvolgeva completamente, ora invece lo copriva solo a metà. "Davvero ero cosí mingherlino?" si chiese. Ora era un uomo con tutti i requisiti. Un uomo, ma solo le sue sembianze lo rendevano tale. Chissà qual'era sua vera forma? Non lo sapeva nemmeno lui e non aveva visto mai nemmeno quella di Sebastian. Glielo aveva sempre impedito. Chissà perchè?
Ciel era molto intelligente ma nonostante questo la sua testa pullulava di domande su tutto e visto che avrebbe vissuto da essere immortale, non sarebbe mai riuscito a smettere di porsele.

Molto piú lontano invece, Richard stava sul terrazzo sdraiato sul pavimento ad osservare il cielo notturno. "Stanno ritornando le nuvole, ecco che il solito tempaccio di Londra si fa risentire" pensó. Ma nonostante le nuvole minacciose, egli non si mosse da lí, gli piaceva stare a guardare il cielo, nuvoloso o meno a lui non importava. A dirla tutta, Richard era affascinato da tutto ció che lo circondava e da quando ebbe riottenuto la vista, non faceva altro che usare quegli occhi color smeraldo per osservare tutto. -:Padrone rientri dentro per favore o si ammalerà stando qua fuori:- lo invitó James.
-:Perchè non vieni anche tu? Dai sdraiati qua con me:- svió Richard gentilmente e senza distogliere lo sguardo.
James rimase in silenzio ma non rifiutó l'invito del Conte e gli sedette accanto.Anch'egli ora stava ad osservare il cielo -:A cosa pensa Richard?:- chiese il maggiordomo.
-:Penso che non ti ringrazieró mai abbastanza:- rispose il biondo con un dolce sorriso sul viso.
James si stupí, non si aspettava una risposta simile da un umano.
-:Se non fosse stato per te ora non sarei nemmeno qui:- aggiunse il ragazzo.
-:Se lei la pensa cosí accetto volentieri la sua gratitudine ma lo sa bene il vero motivo del contratto..:-
-:Si, ma non so perchè mi sento lo stesso in dovere di ringraziarti:-
A quel punto James si alzó e rientró dentro seguito da Richard che continuava sorridere. Credeva che il loro legame non fosse una semplice coincidenza ma qualcosa che solo lui poteva capire e stava cercando di insegnarla anche a James.

Kuroshitsuji/Black Butler-Il tempo passa.Leggi questa storia gratuitamente!